Venerdi' 03 Luglio 2020
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Cronaca
  • SARAH SCAZZI YARA GAMBIRASIO UN GIOVANE PRINCIPE ASSASSINO NELLA CITTA' DELLO SPORT....

SARAH SCAZZI YARA GAMBIRASIO UN GIOVANE PRINCIPE ASSASSINO NELLA CITTA' DELLO SPORT.

Brembate di Sopra 4 dicembre 2010 CORSERA.IT

Yara Gambirasio è stata assassinata,ormai appare chiaro,purtroppo.Il suo assassino si cela all'interno della Città dello Sport,come una monumentale fortezza per la psiche nevropatica di un uomo malato.La Città dello Sport come una enorme cattedrale di Notre Dame de Paris,con il suo mostro che vive e respira all'interno,che ci spia,che conosce quello che facciamo e anticipa i nostri passi.Un mostro che vuole uccidere,violento,pronto a farsi trascinare....

....dalla furia del parossismo.Un mostro celato in un giovane,dal volto affascinante,uno che potrebbe aver conquistato il cuore della giovane Yara.Un invito nel buio nel giardino della palestra,che diventa violenza immediata,una corsa in automobile nel nulla,nella disperazione.

Ma l'omicida di Yara è la dentro,capace di avvcinarsi a chiunque e chiedere se si hanno notizie della ragazzina.Uno capace di mentire,di avvicinare anche i genitori,di ingannare chiunque lo guardi negli occhi. Chi ha portato via Yara la conosceva bene,nessun altro avrebbe potuto avvicinarla e convincerla a salire in macchina per accompagnarla a casa.Nessuno potrebbe aver braccato la ragazza ed inseguirla,nessuno poteva correre più veloce di una ginnasta giovanissima.Gli occhi dell'assassino ci seguono,spiano dietro le feritoie,ascoltano i giudizi su di lui,egli si commuove,forse si dispera,fa parte della sua anima malata,del suo cuore che batteva per amore per Yara e che ha potuto dominarne le emozioni soltanto uccidendola,lasciando che il suo respiro finisse per sempre tra le sue braccia.

La Città dello Sport ,un enorme teatro,dove tutto può accadere e manifestasi,dove ogni gesto è controllato,si manifesta nella sua eleganza,si sviluppa,si ingigantisce,maestoso.La maestosità dei gesti atletici di Yara hanno colpito l'immaginazione dell'uomo,del killer.Un involucro spesso e oscuro,dove i sentimenti di pietà non esistono,dove soltanto la rabbia per le proprie frustrazioni riesce a dare libero sfogo.

L'assassino è tra ognuno delle centinaia di persone che frequentano la Città dello Sport,ognuno potrebbe essere il mostro protagonista di un ennesina storia del crimine efferato,che vede coinvolta una bambina adolescente.

 

CORSERA.IT COPYRIGHT  

 

 

 

Fuori c'era Yara, che adesso non c'è più, evaporata anche lei in una feritoia che nessuno pensava potesse esistere in questo paese di settemila persone dove c'è molto e giustificato orgoglio nel dire «noi». Venerdì scorso è uscita dalla palestra di ginnastica. Forse ha camminato lungo il vialetto, costeggiando la vetrata della piscina. Forse ha attraversato il cortile, per fare più in fretta. Nessuno l'ha vista, nessuno la ricorda. Il suo telefonino è stato intercettato per l'ultima volta a Mapello, in direzione opposta a quella di casa. «Ciao a tutti, mi chiamo Yara Gambirasio. Ho 13 anni e sono una ragazza snella con occhi castani e capelli abbastanza lunghi e mossi. Adoro vestirmi alla moda, anche se i miei vestiti non lo sono». È stata lei a raccontare così il suo mondo normale, attraverso 12 diapositive in Power point destinate alle compagne di classe. «Il mio sport preferito è la ginnastica ritmica, la pratico da quando avevo 4 anni. Il mio film preferito è "Step Up 3 D", tengo per il Milan, mi piace viaggiare».

Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.