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BERLUSCONI :NON ABBIAMO RISPOSTE A QUESTA CRISI.

Roma 24,Nov.(corsera.it) A cura di Matteo Corsini Da una parte all'altra dell'oceano i leader politici si rimpallano soluzioni strampalate a questa crisi sismica,capace di inghiottire negli ultimi mesi miliardi di euro e dollari di capitalizzazioni delle principali aziende quotate e trascinare a fondo le economie del mondo globalizzato.Barack Obama dichiara che la crisi è un cataclisma ,gli fa eco Silvio Berlusconi che per la prima volta ammette che la crisi sarà profonda e tagliente,in grado di recidere alla base la crescita.Si affastellano provvedimenti tra i più disparati come i bonus,la social card.Ma nessuno in verità ha risposte sicure,una manovra certa che possa rimettere dritta la barra del timone.Il nostro Ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha messo in piedi un pacchetto anticrisi scialbo e con poche risorse che veste la maschera di Carnevale ai danzatori della fame,ma non indica risposte al collasso sistemico.Di fatto nessuno ha risposte a questa crisi,perchè la soluzione è radicale,vuol dire spostare gli interessi del consumo globale,cambiare quella cultura che ha determinato alcune scelte al posto delle altre.

 

Roma 24 Nov.(corsera.it) Giulio Tremonti cerca di arginare la crisi con ipotesi di interventi legislativi sui mutui,le tariffe,la luce e il gas.Palliativi che non incideranno sulla sostanza endemica del problema,l'economia rallenta e dunque la produzione,diminuiranno i prezzi,scenderà la deflazione nei mercati.

«Il problema dell'Italia resta il debito». I sindacati convocati a Palazzo Chigi hanno preferito non dare giudizi sul piano: «Prima vogliamo conoscere i numeri» hanno spiegato. Meno cauto il leeader della Cgil Epifani che ha apostrofato come «generica e insufficiente» l'esposizione delle misure anti-crisi illustrate, invitando il premier Berlusconi a «dare segnali di speranza ma senza esagerare». Lo sciopero generale «allo stato» si farà ha inoltre aggiunto il leader di corso Italia confermando la mobilitazione prevista per il 12 dicembre prossimo.

TREDICESIMA E STRAORDINARI - La Cgil ha chiesto anche al governo che gli interventi siano nella tredicesima. Epifani chiede anche di non prorogare la detassazione degli straordinari e di sospendere per due anni la legge Bossi-Fini. «Intervenire sulla tredicesima è la scelta più semplice ed immediata» ha suggerito il segretario generale della Cisl. E Confindustria, come Cgil e Cisl, ha chiesto all'esecutivo di soprassedere per il momento sulla detassazione degli straordinari. «Abbiamo chiesto al governo - ha spiegato il presidente, Emma Marcegaglia, - di concentrarsi sui premi, portando da 30 a 35.000 euro il tetto di reddito dei lavoratori interessati». «Non abbiamo escluso - ha aggiunto Marcegaglia - gli straordinari ma che ci sia un maggiore focus sui premi e sulla decontribuzione. È su questo c'è anche l'accordo con il sindacato».

LIBERALIZZAZIONE DEI SALDI - Durante l'incontro a Palazzo Chigi, il premier Berlusconi avrebbe anche sondato il terreno e la disponibilità delle parti circa l'ipotesi di liberalizzare i saldi in modo da stimolare i consumi. «Potrebbe servire una liberalizzazione dei saldi?», avrebbe chiesto il Cavaliere rivolgendosi al rappresentante di Confesercenti Marco Venturi.

SOCIAL CARD - Tornando al pacchetto anti-crisi, va specificato che la carta prepagata per gli acquisti di prodotti alimentari partirà a dicembre e avrà un valore di 120 euro mensili. La «social card» è una sorta di tessera bancomat che il ministro Tremonti ha mostrato a quanti hanno preso parte alla riunione a Palazzo Chigi. In mattinata si sarebbero svolti alcuni incontri tecnici tra rappresentati del governo e delle associazioni del commercio e della grande distribuzione nel corso dei quali sono stati forniti alcuni dettagli sulla social card. Secondo quanto si è appreso, la carta prepagata per gli acquisti sarà alimentata ogni due mesi con 80 euro, 40 mensili, mentre a dicembre riceverà le risorse di tre mesi, cioè 120 euro. A poterne beneficiare sarebbero le famiglie con un reddito pari a 6.000 euro per componente familiare. La procedura prevede che partano le lettere per i destinatari. Sarebbe poi in corso una trattativa tra governo e categorie del commercio per firmare una convenzione che alle risorse messe dall'esecutivo aggiunga anche degli sconti ad hoc garantiti dalle imprese. Le associazioni avrebbero per ora garantito uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la social card, ma il confronto non è finito e non è escluso che la percentuale possa variare.

PIÙ RISORSE PER CIG - Un accenno da parte di Tremonti anche ai fondi per gli ammortizzatori sociali, che sono già stati incrementati dal parlamento e che verranno ulteriormente integrati: l'ipotesi che si sta valutando, ha spiegato il ministro, è se si possono utilizzare le risorse del Fondo Sociale Europeo.


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