Giovedi' 18 Agosto 2022
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Politica
  • REFERENDUM SILVIO BERLUSCONI I BRONZI RIACE E QUELLI DI PONTIDA...

REFERENDUM SILVIO BERLUSCONI I BRONZI RIACE E QUELLI DI PONTIDA

Milano 12 Giugno 2011 CORSERA.IT

Già il quorum raggiunto dei referendum,prelude ad un successo degli stessi,ad una debacle per il Popolo delle libertà,ad una waterloo devastante per Pontida e la sua logica cinematografica,che fino a doggi ha alimentato questo polverone secessionista,in un'Italia costretta a condividere gli strazi della camorra a Napoli e la Mafia in Sicilia.

Se qualcuno pensa che Silivo Berlusconi è al....

....bivio,pochi possono immaginare che il castello di sabbia del popolo della libertà,si sta gonfiando ad un ritmo tale che soltanto le catastrofi naturali, vi sono paragonabili.Si sgonfia il PDL,proprio come sono esplose la plastiche dei labbroni delle sue ministre,dalla Mara Carfagna alla Stefania Prestigiacomo,Governo al Botulino.

E' un terremoto per la destra italiana,quell'eruzione devastante della....

....crisi economica,che nessuno ha saputo affrontare,giammai Giulio Tremonti,troppo stretto nel corporativismo delle lobby italiane(vedi ad esmepio ordine dei giornalisti e avvocati) e ineluttabile crisi economica.Mentre al contrario Pierluigi Bersani,quello del: "siamo davvero tutti pazzzi" incarna mirabilmente,come la nuova figura di Bronzo di Riace,che vuole emergere dagli abissi del mare.La forza propulsiva di questa rinascita si individua proprio al sud,proprio tra i "bronzi",tra i derelitti della Terra,che per noi non è l'Africa,ma i ghetti delle città del profondo sud.

Il referendum contro il nucleare,ma sopratutto quello contro il legittimo impedimento,sanciscono la fine politica di Silvio Berlusconi,che difficilmente potrà esiliare alla Presidenza della Repubblica,perchè contro di lui è in atto un plebiscito,il furore del poolo che vuole punirlo,immergerlo testa e piedi nel fango,in cui lui  e soltanto lui ha trascinato il paese,mentre i suoi Carducci(il costruttore legato ai grandi eventi) folleggia nella sua reggia magnifica a Piazza di Spagna,miliardario e senza scrupoli,apre e squarta un edificio nel centro storico romano,come se fosse suo.Nessuno lo tocca come vivesse in un limbo protetto,il magnifico limbo del Popolo della Libertà.

Pierluigi Bersani,incredibilmente ,ha saputo mostrare il volto concreto della crisi,della necessità di fronteggiarla,anche con enormi sacrifici,ma il bisturi è pronto per intervenire e allora prendono corpo e significato,anche le sue famose "maniche di camicie",quelle sobrie,della persona che la mattina deve "far di conti",cercare di sbarcare il lunario.Alla luminiscenza di Silvio Berlusconi e alle sue regge incantate,piene di oro e diamanti,come quelle dei re Magi,si deve metter "su famiglia" con pochi denari,facendo quadrare il cerchio di un'economia dilaniata,al servizio di quella germanica.

CORSERA.IT COPYRIGHT  

(da Il Sole 24 Ore)Se si potesse immaginare una mappa per localizzare Silvio Berlusconi sicuramente verrebbe individuato qui, nel passaggio più arduo di questa legislatura. Certo, c'era stato l'addio di Fini e la nascita di Fli e poi anche il voto di fiducia del 14 dicembre, ma adesso c'è una consultazione amministrativa che ha tolto smalto e fiducia a questa maggioranza. E al premier in particolare. E il referendum potrebbe confermare il giudizio del voto amministrativo soprattutto perché il raggiungimento del quorum sarebbe un evento epocale, al quale non si assiste ormai da anni.
Ma insomma, oltre al test referendario c'è poi il prato di Pontida a diventare – anche quello – un banco di prova per Berlusconi. Si è molto raccontato dell'insofferenza della base leghista verso il Cavaliere, verso la sua lontananza dal Governo e la sua vicinanza solo alle vicende giudiziarie personali. Se tutto questo c'è si vedrà in quel prato che, ora, impensierisce perfino Umberto Bossi.
Non si spiega altrimenti quel nervosismo del Senatur su Giulio Tremonti per avere la promessa della riforma fiscale prima dell'estate. Promessa arrivata dopo un pressing durissimo ma indispensabile per parlare a quel prato che quest'anno è più inquieto del passato, come ha rivelato il voto amministrativo. Una prova per niente esaltante per il Carroccio soprattutto rispetto alle aspettative: pensavano di drenare voti dai delusi del Pdl e hanno scoperto delusi pure tra le fila dei padani. Ed è anche così che si spiega quell'insistenza sul trasloco degli uffici ministeriali al Nord. Per Bossi sarà come portare piccoli "scalpi" della Roma centralista e ladrona e trasferirli a Monza o addirittura a Pontida.
Il punto è che questa volta sarà più importante la reazione della base padana che il discorso del Senatur. Ed è ciò a cui staranno attenti tutti i colonnelli leghisti: capire l'aria, sondare gli umori, verificare la fedeltà. Del resto il Carroccio non ha ancora sciolto la riserva sul Governo. È ancora dentro il dilemma se staccare la spina o arrivare fino alla scadenza naturale del 2013. Certo, adesso le convenienze non ci sono: c'è la riforma del Fisco da sventolare, la promessa di un allentamento della morsa del patto di stabilità sui Comuni virtuosi e poi a fine anno c'è l'attuazione del federalismo fiscale. C'è insomma un terreno su cui si può recuperare il dialogo con i propri elettori: partite Iva, piccoli imprenditori e amministratori locali. Ma l'autunno è la deadline: l'ultima data utile per arrivare al voto anticipato.
È a novembre che gli umori del prato di Pontida si misureranno con una scelta politica. E se le promesse il Senatur non potrà mantenerle a causa di un premier ancora distratto dalle sue vicende, o di un Pdl che lentamente si balcanizza o anche per una maggioranza stiracchiata e ricattata dai gruppetti "meridionali", allora staccherà la spina. Per evitare che siano gli elettori leghisti a staccarla al partito.


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.