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FLI GIANFRANCO FINI LA FINE INGLORIOSA DELLA BANDA TULLIANOS.

Roma 18 febbraio 2011 CORSERA.IT

Come poteva immaginare Gianfranco Fini di creare un partito di "duri",se tra le sue fila aveva uno come Luca Barbareschi? Attore sempre in cerca di ingaggi a buon prezzo? Uno che ama la bella vita,yacht di lusso e in cui la boria lo azzanna ad ogni crisi di nervi? 

IL prossimo che potrebbe abbandonare Gianfranco Fini è sicuramente il senatore Andrea Ronchi,lacrime di coccodrillo,quella asperse sul palco della prima convention del partito a Bastia Umbra.Lacrime del prossimo traditore,del voltagabbana per eccellenza,di uno che alla prima avvisaglia di crisi si immerge nella diarrea sconsolata della frustrazione.

Gianfranco Fini paga amaramente il suo innamoramento con Elisabetta Tulliani,paga a distanza,lo scandalo...

....della casa di Montecarlo,paga insomma la scelta sbagliata di legarsi alla banda dei Tullianos,quei due fratellini di borgata,pronti a tutto pur di vivere nel lusso e nella ricchezza.

ROMA- «Sarebbe davvero inutile negare l'evidenza: il progetto di Futuro e Libertà vive un momento difficile, sta attraversando la fase più negativa da quando, con la manifestazione di Mirabello, ha mosso i primi passi». Così Gianfranco Fini, leader di Fli, nell'articolo che verrà pubblicato venerdì sul Secolo. L'intervento di Fini perché il gruppo al Senato di Futuro e Libertà, dopo Giuseppe Menardi, sta per perdere altri tre componenti: Franco Pontone, Mario Baldassarri e Maurizio Saia mentre dal gruppo alla Camera torna a casa (nel PdL) il deputato Roberto Rosso. In serata è arrivata la battuta di Bossi: « La giornata di oggi rappresenta un buon segno per la maggioranza». Maper Pier Ferdinando Casini, il terzo polo non è morto: «Penso che il progetto vada oltre anche le tre forze politiche che lo compongono», anche se il leader dell'Udc è ovviamente preoccupato per le polemiche interne a Fli ed è contrario a mettere in piedi una «Santa Alleanza» contro Berlusconi.

L'INTERVENTO - «Le polemiche e le divisioni esplose dopo l'Assemblea Costituente di Milano hanno creato sconcerto in quella parte di pubblica opinione che ci aveva seguito con attenzione e ovviamente fanno gioire i sostenitori del Presidente Berlusconi, che già immaginano di allargare la fragile maggioranza di cui godono alla Camera». È quanto afferma il leader di Fli, Gianfranco Fini, che guarda all'allargamento della maggioranza come ad una «ipotesi verosimile, vista l'aria che tira nel Palazzo e le tante armi seduttive di cui gode chi governa» disponendo «di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente». Poi attacca: «La difficoltà di Fli e la ritrovata baldanza dei gerarchi del PdL sono fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale». Infine conclude: «Ci riconosciamo e intendiamo agire nell'ambito dei valori e della cultura politica del centrodestra, senza alcuna ambiguità nè tantomeno senza derive estremiste o sinistrorse». ROSSO - Subito dopo l'intervento di Fini una nota dell'ufficio stampa del PdL annunciava l'addio di Rosso da Fli:«Questo pomeriggio, a palazzo Grazioli, il presidente Silvio Berlusconi ha incontrato l'onorevole Roberto Rosso, alla presenza del Coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, del coordinatore regionale del Piemonte Enzo Ghigo e del vice coordinatore vicario, Agostino Ghiglia. Nel corso dell'incontro si è convintamente preso atto della decisione di tornare nelle fila del Pdl da parte dell'on. Rosso, che entrerà nella direzione regionale del partito, già convocata per domani alle 14, e che ricoprirà nuovi ruoli di responsabilità nell'ambito dell'attività politica nella provincia di Vercelli».

Franco Pontone (LaPresse)
Franco Pontone (LaPresse)
PONTONE - in precedenza il vice presidente di Fli, Italo Bocchino, ha convocato per venerdì la prima riunione della segreteria politica nazionale. Tornando a Pontone, sembra scontato che il senatore sia in procinto di lasciare il gruppo di Fli al Senato. La decisione, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, è ormai presa. L'ex amministratore di An, non solo sta per formalizzare il suo addio al gruppo nel giro di poche ore, anche se gli è stato chiesto un rinvio di qualche giorno, ma avrebbe deciso di tornare nel Pdl. Nel voto di mercoledì sulla fiducia al decreto Milleproroghe, Pontone si era astenuto. Da tempo il senatore si sentiva «a disagio» dentro Fli. L'ex tesoriere di Alleanza nazionale, che per questo si era trovato direttamente coinvolto nel «caso» della casa di Montecarlo e nella vicenda Fini-Tulliani, già lo scorso 14 dicembre era indeciso se votare no alla sfiducia a Berlusconi come indicato dal suo partito. In precedenza aveva disertato le riunioni con Fini adducendo varie giustificazioni.

SAIA - «Sto valutando la situazione», ha detto Maurizio Saia ad Affaritaliani.it. «Fli, finché non si va al voto, non esiste. Esiste perché ci sono parlamentari che hanno messo in gioco la loro faccia e se vogliamo, chi ha lasciato il governo, anche le loro sedie. Finché non c'è questa prova sul territorio elettorale credo che la prima preoccupazione di chi governa il partito dovrebbe essere quella di tenere tutti i pezzi insieme. Le decisioni sono state sempre prese alla Camera e noi le abbiamo subite. C'è questo momento di concreto disagio, ci prendiamo qualche giorno ancora per ragionare».

BALDASSARRI - «Sono in profonda riflessione», confessa al Velino anche il senatore Mario Baldassarri, che in merito alla fuoriuscita annunciata di Menardi e quella ventilata di Pontone nelle prossime ore taglia corto: «No comment».

GUZZANTI - E anche Guzzanti torna con la maggioranza, aderendo al gruppo dei Responsabili alla Camera. «Ecco perchè oggi ho aderito al gruppo di Iniziativa responsabile: primo obiettivo, evitare le elezioni anticipate in assenza di un anti-Berlusconi in grado di vincere per la rivoluzione liberale di cui ha bisogno il Paese. Non faccio sconti a nessuno, meno che mai al presidente del Consiglio e confermo tutto, anzi rincaro la dose su mignottocrazia, putinismo, devastazione della democrazia parlamentare, schifo per la legge elettorale che deve essere cambiata», scrive Guzzanti sul suo blog, spiegando così la decisione di aderire al gruppo dei Responsabili. «Una maggioranza in questo senso -aggiunge - si può ancora trovare, cambiare la legge e soltanto allora andare a votare. Per ora devo soltanto rammaricarmi del fatto che il Terzo Polo in cui avevo tanto sperato ha soltanto prodotto pasticciate ipotesi di coalizioni col Pd, rinunciando cioè a contendere a Berlusconi il suo elettorato. Dunque è il momento di decisioni responsabili e anche scomode. So perfettamente quali sono le forche caudine che mi aspettano, ma ormai ho spalle larghe e esperienza di veterano».

NASCE «AUTONOMIE»- Dovrebbe infine vedere la luce in tempi rapidi al Senato un nuovo gruppo che si chiamerà «Per le Autonomie» e che nasce da «una scissione con la componente dell'Udc». A spiegarlo è la senatrice Helga Tahler, tra le promotrici dell'iniziativa. «Non saremo l'equivalente del gruppo dei Responsabili a Montecitorio», dice Thaler. «Noi vogliamo restare dove siamo e cioè in difesa delle autonomie senza schierarci né con la maggioranza né con il terzo polo, né con la destra né con la sinistra». Il nuovo organismo parlamentare, sottolinea, «prenderà posizione provvedimento per provvedimento, a seconda che le varie norme corrispondano o meno a quelli che sono i nostri convincimenti di autonomia e indipendenza». Secondo alcune voci alcuni «scontenti» di Fli potrebbero aderire alle Autonomie.

Redazione online

 

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Noi di Corsera.it l'abbiamo scritto subito,la ciurmaglia del FLI,era e rimane un bluff,un tentativo di ricattare politicamente il Premier Silvio Berlusconi,alzando la posta in gioco sul tavolo da gioco.Ma la ciurmaglia del FLI è composta da pere mature,pronte a staccarsi dall'albero e voltagabbana a pagamento.

Gianfranco Fini imputa alla straordinaria ricchezza del Premier Silvio Berlusconi,l'emorrargia degli esponenti del FLI ,che mestamente tornano nella maggioranza,ma in realtà pesano sulla sua immagine le devastazioni degli scandali insopportabili,come i contratti RAI della madre massaia della compagna Elisabetta Tulliani e la casa di Montecarlo,di cui si sarebbe impadronito sotto molte forme giuridiche,lo stesso cognato,quello che "fancazzista" di natura,sfrutta le relazioni amorose della sorella per vivere alla "grande".Comportamenti,modalità esistenziali,che mettono orrore nellitaliano medio,amalgama della nausea e della rabbia.

La banda dei Tullianos,il virus infetto della mentalità del "vivere alla grande",ha finito per divorare l'anima e il cuore del FLI,come una carogna ormai putrefatta che giace sulla riva del fiume e ormai gli avvoltoi vi girano intorno pronti a mangiarne gli ultimi brandelli di carne.

 

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