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GOVERNO BERLUSCONI COME VIAGRA CONSULTA A COLAZIONE.

Roma 20 febbraio 2011 CORSERA.IT

Silvio Berlusconi,in questi giorni funestati dalle rivolte in nordafrica,deve essere particolarmente eccitato e per l'occasione,come viagra del mattino ha deciso di prendere la Consulta a colazione,infatti ha dichiarato che vuole riformarla.La Corte Costituzionale così com'è non gli va bene,vuole trasformarla forse,in un suo giocattolo erotico personale,una minorenne del diritto,una piccola bambina da tenere sulle gambe e sculacciarla,tanto per infimo godimento.

ROMA - E ora avanti con tutte le riforme della giustizia proposte dal Pdl, compresa una riforma della Corte costituzionale. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente ad un incontro del Pdl a Cosenza: «Noi ripresenteremo tutte le riforme della giustizia, le approveremo con una seduta straordinaria del consiglio dei ministri nei prossimi giorni. Il Parlamento le discuterà, le voteremo con la nostra maggioranza. Se necessario ci sarà un referendum e credo che tutti gli italiani vorranno una giustizia giusta». La riforma della giustizia che il governo Berlusconi intende promuovere «conterrà tutto ciò di cui pensiamo ci sia bisogno: dalla divisione degli ordini, ai due Csm al metodo di elezione dei membri del Csm». E poi, appunto, anche la riforma della «composizione della Corte Costituzionale». Attualmente il plenum della suprema corte è composto da 5 giudici nominati dal Parlamento in seduta comune, cinque dalle supreme magistrature e cinque dal presidente della Repubblica. In più occasioni Berlusconi ha evidenziato come la corte abbia un orientamento a lui sfavorevole perché composta in gran parte da giudici nominati da capi di Stato provenienti dal centrosinistra. Tra le ipotesi allo studio, ha anticipato il premier, ci sarebbe quella di imporre alla Corte costituzionale una maggioranza dei due terzi per «abrogare le leggi». E questo «in modo da evitare che si ripetano le situazioni oggi, quando il Parlamento discute una legge, la approva e se non piace ai magistrati di sinistra, la impugnano davanti alla Consulta che è costituita in prevalenza da giudici che provengono dalla sinistra e dunque le abroga anche se sono leggi giuste e giustissime».CORRIERE DELLA SERA.

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