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FUKUSHIMA TRIPOLI GLI ESTREMI RIFUGI DELL'ANIMA.LA GUERRA NUCLEARE E LA PACE TRIBALE.

Napoli 30 Aprile 2011 CORSERA.IT di Matteo Corsini

Se proviamo ad ascoltare,qualcosa dietro di noi accade,ad esempio l'acqua fragorosa dei ruscelli di alta montagna e se guardiamo bene,vediamo quel Sole che lambisce gli orizzonti,strali dei fumi della rugiada notturna.Poi se ci proviamo a svegliare,rotolandoci nel letto,vediamo che intorno è grigio,come se tutto si fosse fermato,quello stesso palpitio degli stormi,dei gabbiani che roteano intorno...

....a quella forma di lago blu,che una volta si chiamava il mare.ce ne siamo forse scordati? Oppure dobbiamo emergere ancora una volta a miglior vita per tornare a captare il gusto?

La Terra ha tremato intorno a noi,ha distrutto ogni cosa,le iridescenti palpitazioni di una centrale nucleare hanno fatto il resto,hanno incendiato,raso al suolo,infestato,qualsiasi forma di vita sulla Terra,così come le bombe intelligenti,quelle che piovono a Tripoli,come Fukushima,in questo parallelismo stridente,fatto di fuochi notturni,che ricordano da lontano,la storia della civiltà perduta per sempre.

Ma siamo ancora così lontani dal tempo della pace e quel suono impercettibile della felicità,che alle volte bussa chiassoso alla nostra finestra,nei profumi di una primavera colorata?

Mentre impotenti assistiamo agli spasmi del cadavere di Fukushima,sappiamo che Muammar Gheddafi cerca la pace tribale del suo popolo,malgrado negli anni abbia fatto incetta delle ricchezze del paese,come una spaventosa idrovora,ha mangiato e bevuto di tutto.Oggi vorrebbe continuare a rimanere presso le leve del comando,pronto a distruggere ogni cosa,a saziare la sua sete di avidità.

Forse il suo tempo è scaduto,come gli orizzonti di Fukushima,le onde del mare che adesso si agita infetto,denso di veleno.La Libia torna libera?

Noi ci auguriamo di si,ci auguriamo che ogni cosa possa rientrare al suo posto,nelle caselle giuste.Ma questa mattina la polvere,il fumo acre delle radiazioni e della guerra,avvolge il pensiero,lo sguardo,incide nelle profondità del cuore,dove gli estremi rifugi dell'anima non bastano più.

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