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ALITALIA IL BOTTINO DI GUERRA TRA BERLUSCONI E VELTRONI.

 Roma 8.1.2009(Corsera.it) a cura di Matteo Corsini

Si consuma oggi a pranzo nella residenza privata di Palazzo Grazioli uno dei più lauti e ghiotti pranzi che la classe politica italiana abbia mai consumato a sbafo del popolo bue. Partecipano al pranzo Silvio Berlusconi ,il leader della Lega Umberto Bossi e il sindaco di Milano Letizia Moratti ,obiettivo della colazione di lavoro appianare le divergenze sull'Aereoporto di  Malpensa,che dall’accordo con CAI e Air France potrebbe vedere significativamente ridotta la sua influenza.

 In realtà quello che non spiegano i giornalisti italiani né di sinistra né di destra,quindi di La Repubblica o del Corriere o del Giornale è che Alitalia rappresenta il "bottino di guerra"  dello scontro politico tra il Cavaliere Silvio Berlusconi e Walter Veltroni il leader della sinistra,quello che è andato alle Maldive mentre gli italiani tirano la cinghia.

Il piano Alitalia è un ricco bottino,perché lascia a casa e quindi nelle tasche del popolo bue l’enorme debito contratto nel corso delle fallimentari gestioni politiche. Chiunque dico chiunque,lasciando nella bad company il debito avrebbe risollevato le sorti di Alitalia che si porta in dote anche le rotte nazionali,che sono come lenticchie e cotechino di Natale. Nell’affare tra Berlusconi e Veltroni entra naturalmente anche Umberto Bossi che sicuramente non rinuncia al lauto banchetto,l’amico del Nord è un furbone, lo sappiamo tutti.

Durante la campagna elettorale e anche nei primi mesi di Governo il Premier Silvio Berlusconi ha tentato invano di ubriacare gli italiani con le grosse tette delle sue procaci ministre e gli ipotetici accordi tra la compagnia di bandiera del l’amico Putin di Areoflot per poi ,dopo la famosa battuta del cucù ,mettere in scena l’improbabile  accordo con la signora Merkel con Lufthansa.Un pernicioso balletto mediatico che he reso possibile accordi secondari sul piatto di Alitalia. Il bottino di guerra concesso a Veltroni per la sconfitta e regalato nelle mani dell’imprenditore amico Roberto Colaninno, nasconde forse l’allungamento di una tregua politica con la sinistra DS. Il via libera all’accordo con Air France è la tregua imposta anche sopra Unicredit con  il salvataggio del banchiere DS Alessandro Profumo che era ormai nel mirino del Premier nelle medesime ore infatti la smentita della fusione Mediobanca Unicredit .

Se poi leggiamo la storia a ritroso anche l’improbabile scalata al Corriere della Sera da parte di Stefano Ricucci aveva lo stesso tornaconto. Il patto di sindacato di RCS non poteva essere scardinato,eppure un folle mise in agitazione quelle diaboliche acque per diversi mesi. Avvertimenti ai piloti al comando di quella stretta oligarchia finanziaria che da Milano segue le vicende politiche abituati a condizionarle a proprio giovamento,si chiama circuito Mediobanca o CortocircuitoMediobanca,dipende dagli interessi in gioco.

Sconcertante appare il gaudio di questa vicenda,la farsa della contrapposizione tra i protagonisti,e soprattutto il viso angelico e grottesco del senatore DS Matteo Colaninno,figlio di Roberto,che nella sua prosopopea di imprenditore di successo(la scalata Telecom)  bidonava gli italiani dal palcoscenico di Porta a Porta circa la necessità per i sindacati di concludere gli accordi con il padre,anche sé lui da sempre aveva appoggiato l’accordo precedente con Air France.Sagace per i cornuti e mazziati operai che votano Piero Fassino e Valter Weltroni coglionarli con la finta rappresentazione del disaccordo tra padre e figlio,quando l’interesse concreto è sempre stato quello di ottenere un ricco “ bottino di guerra”  che Silvio Berlusconi è sempre uso concedere agli avversari dopo le sconfitte,vedi ai leghisti dopo le devastanti inchieste giornalistiche de la Padania circa le presunte contaminazioni delle attività finanziarie della mafia nella medesima banca Rasini dove era ingaggiato il papà del Premier.Inchieste che dopo gli accordi scomparvero nel nulla.

Dietro come la Volpe con l’Uva il leggendario Massimo D’Alema ormai artefice della sopravvivenza DS all’interno del contenitore del PD ,anzi diremmo all’interno del palcoscenico politico italiano.

 


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