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KATIUSHA DI HEZBOLLAH BOMBARDANO LA GALILEA.

Tel Aviv. 8.1.2009(Corsera.it) Ultimissima breaking news delle ore 11.30.In esclusiva per il Corsera.it segui in diretta la Guerra in Palestina.

Pochi minuti fa alcuni razzi Katiusha sono caduti nell’alta Galilea occidentale al nord di Israele .Alcune persone sono rimaste ferite in maniera non grave. Si tratta di un avvertimento ad Israele circa il rischio che la sua occupazioni militare di Gaza diventi un pantano.

In frantumi forse le poche speranze di pace tra Israeliani e Palestinesi,anzi il conflitto rischia di contaminare le aree circostanti e allargarsi in una vera e propria guerra politica e religiosa con il mondo musulmano.

  La cronaca in diretta Ore 10.24.Israele ha risposto al lancio dei razzi sparando alcuni colpi di artiglieria verso il Libano.Poco dopo sono ripresi i lanci dei razzi Katiusha secondo quando spiegano alcuni portavoce dei militari israeliani alla televisione.

 Certo che il dramma del conflitto interetnico potrebbe dilatarsi a dismisura alzando anche la tensione con un indiretto coinvolgimento dell’Iran a difesa dei palestinesi,che  costringerebbe il Presidente americano Barack Obama a dover rinunciare ai suoi propositi di imbonitore dell’area mediorientale fin dai primi giorni del suo insediamento. Molti infatti sperano che il Presidente Nero possa riuscire ad addolcire i toni di questa ennesima disputa e trovare le soluzioni adeguate per appianare i conflitti di conivenza tra palestinesi ed ebrei. Quella soluzione di un paese amico che ha saputo cambiare pagina anche nei confronti dei suoi stessi cittadini,il segnale che una svolta epica nella storia del mondo sia iniziata,lasciando dietro le spalle il tempo e le vicende cruente degli ultimi anni delle disastrose scelte politiche di Gorge W.Bush.

Barack Obama dunque sta facendo molte pressioni nei confronti della amministrazione israeliana affinché lasci spazi e tempo anche a lui di poter trovare il bandolo della matassa e non ritrovarsi con le pareti alzate nella gabbia insormontabile della guerra. Se infatti il conflitto dovesse propagarsi nei prossimi giorni,la vita politica dei primi giorni del nuovo Presidente americano sarebbe quanto mai infelice e inabbordabile da ogni punto di vista. A  conflitto acceso con bombardamenti da un capo all’altro dei confini di Israele e il rischio di una tensione anche nucleare qualora vi sia un intervento più o meno diretto da parte dell’Iran diverrebbe la semplice conseguenza della tragica impostazione politica militare voluta dall’amministrazione Bush e dunque un cataclisma dagli effetti negativi per tutto il ciclo economico globale.

La più probabile conseguenza del lancio di questi nuovi razzi è che il nuovo Presidente dovrà anticipare la sua entrata in comando per evitare che la situazione degeneri legandogli in futuro le mani.Barack Obama deve intervenire con o senza Gorge W.Bush ormai ridotto ad una finta marionetta dei veri interessi del popolo americano,che non vuole sognare ma risolvere i propri problemi economici e recuperare l’equilibrio di una pace mondiale utile per l’intero settore del commercio.Un mondo frantumato dalla guerra è il mercato meno interessante per le aziende americane,un mondo relativamente tranquillo potrebbe permettere alla nazione più forte del mondo di recuperare velocemente dalla crisi finanziaria,proprio in un momento in cui il costo del greggio scende e non sale.I conflitto tra Israele e Iran ,anche se solo di posizione,farebbe decollare il costo del greggio con le nefaste conseguenze che tutti conosciamo.

Barack Obama deve estendere  prima del tempo quel progetto del " Piano di Integrazione del popolo palestinese"  alle realtà economiche dei paesi sviluppati,quel programma che prevede l’integrazione dei giovani e  giovanissimi della striscia di Gaza assunti stabilmente come lavoratori nelle filiali delle industrie disponbili a collaborare a questo programma grazie ad un discreto vantaggio fiscale.Un’idea semplice quella di Obama ma geniale se vogliamo che deve essere realizzata quanto prima .

 “I missili non si sposano con la crisi economica “ avrebbe più volte ripetuto Barack Obama agli amici israeliani.

 

 

 


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