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DUE IDEE PER SILVIO BERLUSCONI SULLA CRSI ECONOMICA.

Roma 26 ,Nov.(corsera.it)Molto tempo prima che scoppiasse il problema delle case in Italia,come candidato Sindaco di Roma immaginai una serie di trasmissioni televisive improntate proprio su questo problema.Mi copiarono subito i militanti di Alleanza Nazionale intuendo che il problema della casa sarebbe diventato prioritario in Italia.Fui io a lanciare l'idea della Città Ideale e costruire residenze per i giovani,che oggi il Premier ha tradotto nei quartieri che dovrebbero chiamarsi Berlusconi.Fui io a lanciare l'idea perchè avevo anche a cuore come oggi ha Lotito, di far acquistare uno stadio alla Lazio e in cambio edificare case per il popolo.Il mio stadio si chiamava il Nuovo Colosseo quello di Lotito lo stadio delle Aquile.Questo stadio doveva essere costruito alla Bufalotta,alle porte di Roma e il parco a tema sull'antica Roma  doveva avvolgerlo e dargli lustro  .Questa è un'altra  idea che Alemanno attuale Sindaco ha saccheggiato dalle mie trasmissioni televisive.Ma noi siamo contenti che qualcuno si riempia le tasche delle nostre idee.
Allora sulla crisi economica vi detto cosa fare,prendete appunti.

 

 

Perchè l'economia non si fermi si deve continuare a produrre.Sembra una equazione sciocca,ma è il nerbo fondamentale di ogni strategia di politica economica che dovrebbe frenare la recessione.Eppure questa crisi globale ci impone una riflessione che va oltre le elementari teorie di economia universitaria  ,perchè traduce la crisi finanziaria costruita sul credito sintetico anche nella mancanza di appeal della nevrosi del consumo.Perchè infatti le aziende sono in crisi?Perchè molti prodotti rimangono sugli scaffali?

La politica economica della UE dovrebbe al contrario tendere a rinforzare quei meccanismi sociali che Ruth Benedict chiamava i "modelli culturali",per spostare l'interesse dei consumatori verso altri obiettivi,uno tra i tanti la cultura che ormai è morta avvizzita dai programmi televisivi.Scendere nella filosofia comporterebbe la rinnovazione anche del contesto geografico in cui vivono i cittadini moderni,ovvero le grandi metropoli.Il concetto semplicemente sarebbe quello di ruralizzare il sistema,impegnarsi a fondo per rivitalizzare i centri agricoli abbandonati,tagliare la congestione delle città,modificarne la struttura,compiere quel salto di qualità della vita che da anni immaginiamo prima di andare a dormire.Meno consumi,meno traffico,maggiore interesse alla dinamica della natura,che alle volte si traduce anche in meno nevrosi.Qualità e non quantità.Il vantaggio in Italia che dispone di immensi centri rurali,sarebbe anche quello di tornare a concepire le Università come centri di pensiero e di formazione,ideali anche per accogliere quanti tra quei giovani non hanno dimora.I centri rurali costano meno che costruire il nuovo.

Matteo Corsini

ltime notizie

BRUXELLES - Patto di stabilità congelato per due anni, abbassamento dell'Iva e invito alla Bce a tagliare nuovamente i tassi d'interesse. Sono le mosse principali, e per certi versi sorprendenti, contentute nel piano Ue per il rilancio dell'economia che sarà approvato dalla Commissione di Bruxelles. Misure straordinarie che danno l'idea della gravità della crisi in corso ideate dopo fitti contatti con le capitali.


In sostanza la Commissione Ue chiede alle capitali di mettere sul piatto l'1% del proprio Prodotto interno lordo (in tutto 130 miliardi di euro) per reagire in modo coordinato alla recessione.


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