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ECONOMIA E FINANZA CRISI BARACK OBAMA BACK TO BACK CON JOHN BOEHNER

New York 26 Luglio 2011 ore 07.29 CORSERA.IT di Matteo Corsini

Niente da fare per l debito pubblico americano.Ancora oggi nessun accordo tra il Presidente BARACK OBAMA  e il portavoce della Camera dei Deputati John Boehner.Il Presidente americano si rivolge agli americani e al mondo intero,parlando ieri sera intorno alle ore 21.00 locali,alla televisione.Non c'è alternativa all'aumento del debito pubblico americano,ha detto il Presidente,e questo deve avvenire con....

....il taglio della spesa pubblica,ma anch in virtù dell'aumento delle tasse per i più ricchi.Ma i Repubblicani non ci sentono e vogliono imporre l'aumento del tetto del debito pubblico nazionale,per una piccola somma,che renderebbe insostenibile per Barack Obama,la sua campagna elettorale nel 2012 per la rielezione del Presidente degli Stati Uniti.

Evitare il default del debito pubblico americano sta costando molto ai mercati finanziari mondiali e sopratutto ha aumentato le tensioni sul mercato dei Tresury bond americani e come diretto effetto su tutti gli altri bond dei paesi sovrani,come quelli italiani.

Il parlamento americano,sarà dunque chiamato ad esprimersi sulle due proposte incrociate dei democratici e dei repubblicani,ma il mercato scommette su un mini accordo,che consentirebbe di aumentare temporaneamente il tetto del debito pubblico americano e consentire di evitare kil default tecnico sullo stesso.

Ma Barack Obama non ci sta,per lui significa ripetere gli effetti nefasti di una seconda crisi finanziaria americana,che si ripercuotono negativamente a licello globale,anche per la credibilità stessa della forza economia dell'America,quale paese di riferimento per il mondo intero.

Anzchè dimostrare ancora una volta di essere un'ancora di salvezza per il mondo,ha detto Barack Obama,"rischiamo di perdere quella credibilità conquistata in tanti anni di buona amministrazione".Ma in fondo al viale della polemica,ci sono ben visibili le elezioni presidenziali del novembre dle 2012,proprio dietro l'angolo e i repubblicani non vogliono mollare l'osso.

Già al tempo di Clinton,i repubblicani,fecero del debito pubblico americano carne da porco,e ne vennero fuori con le ossa rotte,poichè gli americani elessero Bill Clinton a grande maggioranza.Ma questa voltra i repubblicani sono incalzati dall'immenso esercito del TEA PARTY,i conservatori che tengono sotto scacco la politica accondiscendente dei Repubblicani moderati.Impossibile dunque distinguere oggi,quale sarà il futuro degli Stati Uniti e di conseguenza dell'intera economia mondiale,perchè sicuramente un default del debito pubblico americano ad opera delle famigerate agenzie di rating,comporterebbe lo schianto dei mercati azionari e di quelli obbligazionari,con la conveniente conseguenze per gli specultori di potersi arricchire acquistano titoli ed azioni a quattro soldi.Ma una tale evenienza,una crisi così devastante del sistema finanziario,potrebbe condurre al collasso l'intera economia mondiale,perchè questa volta gli speculatori potrebbero trovrs inermi anche loro difronte ad una radicale perdita d credibilità dell'intero sistema finanziario a livello globale.Si tornerebbe alla società della pietra,dove conterebbe di più il giudizio degli sciamani che degli economisti e dei politici.Un quadro ipotetito non possibile,secondo i traders americani,che infatti hanno lasciato indifferente Wall Street,in lieve perdita,ma senza quei grandi sussulti che già qualche cassandra aveva predetto alla vigilia dell'apertura del mercato azionario più grande del mondo.

CORSERA.IT COPYRIGHT in diretta dagli Stati Uniti aggiornamenti continui 

WASHINGTON (AP) -- In unprecedented back-to-back appearances on nationwide television, President Barack Obama and House Speaker John Boehner clashed Monday night over the cause and cure for the nation's debt crisis. The two men spoke as Congress remained gridlocked on legislation to avert a threatened default after Aug. 2.

Decrying a "partisan three-ring circus" in the nation's capital, Obama assailed a newly minted Republican plan to raise the nation's debt limit as an invitation to another crisis in six months' time. He said congressional leaders must produce a compromise that can reach his desk before the deadline.

"The American people may have voted for divided government, but they didn't vote for a dysfunctional government," the president said in a hastily arranged prime-time speech. He appealed to the public to contact lawmakers and demand "a balanced approach" to reducing federal deficits -- including tax increases for the wealthy as well as spending cuts.

Responding moments later from a room near the House chamber, Boehner said the "`crisis atmosphere" was of the president's making.

"The sad truth is that the president wanted a blank check six months ago, and he wants a blank check today. That is just not going to happen," the speaker said. "The president has often said we need a `balanced' approach, which in Washington means we spend more, you pay more."

Obama stepped to the microphones in the East Room of the White House a few hours after Republican lawmakers, then his own Democrats, drafted rival emergency legislation to head off a potentially devastating default.

The back-to-back speeches did little to suggest that a compromise was in the offing, and the next steps appeared to be votes in the House and Senate on the rival plans by mid-week.

Despite warnings to the contrary, U.S. financial markets have appeared to take the political maneuvering in stride -- so far. Wall Street posted losses Monday but with no indication of panic among investors.

Without signed legislation by day's end on Aug. 2, the Treasury will be unable to pay all its bills, possibly triggering an unprecedented default that officials warn could badly harm a national economy still struggling to recover from the worst recession in decades.

Obama wants legislation that will raise the nation's debt limit by at least $2.4 trillion in one vote, enough to avoid a recurrence of the acrimonious current struggle until after the 2012 elections.

Republicans want a two-step process that would require a second vote in the midst of the 2012 campaign with control of the White House and both houses of Congress at stake.

Monday night's speeches were a remarkable turn in a six-month-old era of divided government as first the president, then his principal Republican opponents appealed to the nation in a politically defining struggle.

Obama quoted Ronald Reagan -- a hero to many conservatives -- who also spoke of a balanced plan and stressed a need for compromise. Obama stopped well short of threatening a veto of the GOP-drafted legislation that he criticized.

Boehner's remarks seemed aimed at the general public and also at conservatives -- tea party advocates included -- who installed the Republicans in power in the House last fall.

There were concessions from both sides embedded in Monday's competing legislation, but they were largely obscured by the partisan rhetoric of the day.


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