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CRISI ECONOMIA USA BARACK OBAMA IL CORTOCIRCUITO DELLA BOLLA DELL'ORO GIALLO

New York 21 Aprile 2011 CORSERA.IT di Matteo Corsini

Finanza e mattoni,prima del cortocircuito della speculazione dell'oro.

Mr.Barack Obama ieri sera ha dichiarato che la vera zavorra per l'economia americana è ancora il mercato immobiliare,che rappresenta un indice di benessere per tutti.Ma il mercato immobiliare è in crisi grazie ad un periodo di speculazione folle,che non avevan nulla di reale,come oggi la grande bolla speculativa attende all'oro,che tra qualche mese,con la sua inevitabile discesa,travolgerà quanti vi ci sono buttati a pesce.Ma Mr. Obama non ha le...

idee chiare sul passo felice dell'economia americana,perchè questa ha travolto tutti ed ogni cosa,e non riesce a ritrovare i binari giusti,quelli culturali,che per ogni epoca segnano gli obiettivi ma anche le necessità della società contemporanea.Una società che prende di mira il magma degli status simbol del più sfrenato consumismo,dovrà continuare a produrre beni di consumo quasi sempre inutili,superflui,perchè questi vengano acquistati per soddisfare le esigenze psichiche nervose degli acquirenti.Al contrario una società che ha avuto l'accortezza di implementare i targt interiori,i sentieri di una cultura condivisibile con la natura umana,dovrà spendere meno energie per produrre il superfluo e maggiori saranno i benefici,sia per la psiche,sia per il risparmio energetico e non solo.La società americana vive la "crisi del secolo",ovvero soffre della sua corsa sfrenata intorno alla Torre di Babele,che conduce alla follia dell'essere umano,probabilmente alla sua distruzione con lo scoppio della guerra atomica.Fukushima non è un'invenzione della penna di uno scrittore prolifico di fantasia,ma il nesso di causalità del progresso scientifico e innaturale,come noi oggi lo intendiamo.Lo spettro di una cultura asfissiante ha divorato la societò moderna,lo vediamo nei reality,nella depressione post successo mediatico dei giovani,perchè la loro vita per qualche manciata di settimane è stata raccolta,e qualunque essa fosse stata,oggi è venerata,accolta al pubblico,riconosciuta come eroica e leggendaria,al solo scopo di vendere i target pubblicitari,i prodotti,la realtà irreale,parossistica della società moderna.Ma la finzione conduce alla follia,come accaduto negli Usa per la folle corsa dello status simbol di eccezione,la casa,la villa con piscina,il loft a Manhattan.La speculazione finanziaria selvaggia,quella costruita a tavolino,è riuscita a imbrogliare il mondo intero con la corsa folle del mattone,che ricordiamo avvenne dopo l'esplosione della bolla di internet.Oggi assistiamo alla speculazione dell'oro,indicato dagli speculatori quale ultimo bene rifugio del mondo,dopo la crisi post immobiliare e internettiana,ma forse anche questo target è fasullo,e molti,senza comprendere bene stanno infilando le dita nel tostapane prima del cortocircuito.

In realtà,il cambio di marcia dell'economia mondiale,porterà ad un inevitabile ridimensionamento delle necessità dei cittadini,condizionerà le loro scelte di vita,anche il ritorno alla campagna,dove abitare in una casa rurale modesta,coltivando une pezzo di terra.Forse,dopo la bolla dell'oro,tra qualche anno comincerà a galoppare la speculazione dei territori agricoli,perchè in evidenza le tensioni sui prezzi di questi beni primari sono tutt'oggi evidenti.Il mondo si muove,anzi i consumatori,scelgono sempre meglio cosa mangiare,perchè alla fine dei giochi dobbiamo riempirci la pancia.Cresceranno a dismisura i prezzi dei terreni agricoli,sopratutto in un paese come l'Italia,vero paradiso terrestre,per adesso pulito e non contaminato dalle radiazioni delle centrali nucleari.

Per concludere,dobbiamo comprendere come le esigenze di una società civile possano trasformarsi,al di là dei condizionamenti della produzione industriale,perchè è la cultura che ne influenza la produzione e non certamente il contrario.Se questa società moderna,saprà tornare indietro,riappropriarsi dei simboli di una cultura a dimensione umana,allora rivedremo un prossimo luminoso progresso,impiantato su altri target e quelli odierni saranno gettati nella discarica,anzi riciclati per produrre energia,migliore e alternativa.

L'economia del mondo avanzerà,se crescerà l'istruzione dei giovani,ma non soltanto quella precipuamente accademica o didattica,ma quella che ci conduce alla liberazione dei paradigmi falsamente necessari della società moderna,agli status simbol irraggiungibili per molti.Dobbiamo imparare a leggere le cose del mondo e a respirare profondamente,alle volte la pianta di un glicine è quanto di meglio si possa attendere per la giornata,in luogo di una automobile superveloce.

Mr.Obama ha ragione,l'economia Usa è difronte ad un bivio,ma i suoi castelli di sabbia,come l'incredibile città di Las Vegas,oggi cominciano a diventare cattedrali in un deserto di desolazione economica,sono proprio i simboli che forse un giorno saranno abbandonati alla corrosione della polvere del deserto,non esisteranno come luoghi comuni,ma come elementi di una storia del passato.Se da sempre immaginiamo gli extraterrestri,dotati di un cranio sproporzionato rispetto al corpo,è allora evidente che dobbiamo cominciare da qualche parte a riempirlo,senza utilizzare la crusca,magari qualche buon libro,qualche quadro,qualche profonda emozione del cuore,anzichè quella del portafoglio.

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LA ZAVORRA - Un'affermazione questa che sembra confermare ancora una volta l'intenzione di Obama di lasciar scadere alla fine del 2012 gli sgravi fiscali per i più ricchi. Il mercato immobiliare, quello al centro della crisi, è la «zavorra» dell'economia americana, il suo maggiore rischio: è essenziale risollevare l'industria immobiliare perchè così «la gente avrà più fiducia, spenderà di più e sarà assunta con un generale miglioramento dell'economia» mette in evidenza Obama. «È ancora dura ma in alcune aree del Paese la situazione sta migliorando anche se l'economia non cresce velocemente come vorremmo» aggiunge Obama, precisando che la situazione dei conti americani «è insostenibile.

Ci troviamo in un momento critico, in cui dobbiamo prendere decisioni». Ma il presidente invita anche a decidere in modo oculato così da evitare danni peggiori. Il piano dei repubblicani «è radicale. Non lo definirei particolarmente coraggioso, piuttosto di corta veduta. Nulla è più facile che risolvere un problema sulle spalle dei più poveri o di quelli che non hanno poteri». «Se tutto quello che facciamo è tagliare le spese senza fare discriminazioni, se utilizziamo il machete invece che lo scalpello, tagliamo anche le risorse che creano occupazione e allora il nostro deficit peggiorerà perchè potremmo scivolare in una nuova recessione». Il presidente Usa è tornato quindi sui temi più importanti del suo programma per il taglio del deficit (riduzioni per 4.000 miliardi nei prossimi 12 anni), il taglio della spesa pubblica, la revisione di Medicare e Medicaid (l'assistenza agli anziani e agli indigenti), i costi della sanità, gli investimenti nelle energie pulite e nelle infrastrutture, il sostegno alle imprese e, come detto, il rialzo delle tasse per i cittadini più abbienti.


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