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GIORGIO NAPOLITANO NO A ROTTURA DELLA LEGALITA' IN ITALIA

16:56 - Dopo le ultime accuse del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla magistratura, interviene il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Dai giudici abbiamo avuto un contributo di fermezza e coraggio", poi "hanno avuto una funzione essenziale per resistere al terrorismo". Infine il monito: "No alla rottura della legalità, che è essenziale per la lotta alla criminalità e alla difesa della democrazia".
"Da giudici contributo di fermezza e coraggio"
"Già negli anni scorsi, al Quirinale, ho voluto mettere l'accento sul sacrificio di uomini di legge, per sottolineare come da magistrati, avvocati, docenti di diritto venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità
 e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all'ondata terroristica e averne ragione: la funzione dell'amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione". E' quanto scrive il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo contributo al volume a cura del Csm Nel loro segno, che ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia, che sarà presentato domani al Quirinale nella cerimonia di celebrazione della "Giornata della memoria" dedicata alle vittime del terrorismo e delle stragi.

"No alla rottura della legalità"
"No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma piu' in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia". E' un altro dei passaggi.

"Guardia alta contro fanatismo politico e mafia"
Per il Presidente della Repubblica è poi "necessario tenere sempre alta la guardia sia contro il riattizzarsi di focolai di fanatismo politico e ideologico sia contro l'aggressione mafiosa".

"Vittime esempio, no ad ogni prevaricazione"
"La pubblicazione che il Consiglio Superiore della Magistratura ha curato con impegno partecipe e solidale - scrive ancora Napolitano - vuole onorare i magistrati che al pari di tanti altri servitori dello Stato pagarono col sacrificio della vita i servigi alle istituzioni repubblicane, cadendo vittime della follia omicida di gruppi terroristici o dello spietato attacco delle mafie. Con essa si è cercato di restituire alla memoria riconoscente di ogni cittadino l'immagine, i volti, i percorsi di vita e di morte, dei magistrati caduti. I percorsi di vita, innanzitutto: perché - ammonisce il Capo dello Stato - non è accettabile che quegli uomini siano ricordati solo come vittime, e non come persone, che hanno vissuto, hanno avuto i loro affetti, il loro lavoro, il loro posto nella società, prima di cadere per mano criminale"."In queste pagine, un mosaico di fitte testimonianze ci racconta la loro dedizione e la loro professionalità, la passione civile e il coraggio che li hanno animati nella lotta contro le forze della violenza eversiva, del crimine, dell'anti-Stato. Sono convinto - rileva ancora Napolitano - che anche questo sia il contributo che può venire, specie alle nuove generazioni, da una sempre più ricca pratica della memoria. Lo facciamo nello spirito che Vittorio Bachelet seppe, con lucida consapevolezza, indicarci prima di essere colpito dalla barbarie dei terroristi: La testimonianza dei caduti per la libertà non sia solo onorato ricordo ma si traduca in un impegno morale ed uno sforzo di pratica efficienza per la difesa della libertà, per la costruzione di una convivenza civile più umana e serena che sappia cogliere e ordinare, in un disegno di giustizia, la tumultuosa crescita della nostra società".(TGCOM)

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