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CARMELA MELANIA REA OMICIDIO "HO PAURA DELLE VAJASSE" ESCLUSIVA PARLA LA MADRE DI UNA SOLDATESSA.

Napoli 19 Maggio 2011 CORSERA.IT di Alessandro Granata

L'inchiesta sull'omicidio di Carmela Melania Rea si allarga,non soltanto ai militari della Caserma del 235° Reggimento Piceno,ma anche gli alti gradi dello Stato Maggiore della Difesa?

E' notte fonda,quando parliamo con una delle mamme delle soldatesse.Una soldatessa che ancora oggi è in addestramento presso la Caserma Piceno.Una mamma sconvolta dalle notizie che arrivano,terrorizzata da un omicidio feroce,che ha sconvolto la vita della caserma.La morte di Carmela Melania Rea è....

... la morte potenziale di una delle tante soldatesse.Se l'assassino ha colpito una volta,potrebbe colpire ancora,proprio verso chi forse conosce particolari sull'omicidio.

"Lo sapevano tutti che in quella Caserma ci sono le VAJASSE". Esplode così il racconto confessione della Mamma della Soldatessa.E' già notte fonda,quando mi chiama al telefono.

"Quando ho accompagnato mia figlia al pullman,le ho viste le vajasse,mamme e figlie disposte a tutto."

Così esordisce la Mamma,nel suo racconto disperato,con un termine che aveva utilizzato qualche mese fa,proprio la Ministro Mara Carfagna.Mi stupisco,perchè la Caserma del 235° RAV PICENO,era forse considerata un luogo di facili costumi o dove potersi intrattenere una o due notti per ricevere "attenzioni particolari"?

"Lo sanno tutti che in quella caserma è pieno di puttane",ribadisce la Mamma della Soldatessa.

"Per questo ero preoccupata quando mia figlia mi chiese di arruolarsi per quel corso di addestramento." La Mamma della Soldatessa parla e sospira,è molto preoccupata per sua figlia,per le attenzioni degli istruttori nei loro confronti.Dei pericoli che si potrebbero correre oggi in seguito all'efferato omicidio di Carmela Melania Rea.

Ci domandiamo,chi e quali siano stati gli alti ufficiali dell'Esercito italiano,che si sono presentati in quella Caserma,abbiano visitato il battaglione e siano rimasti a dormire,tra quelle pareti.

"Nella pubblica amministrazione ci si prostituisce con facilità per fare carriera.Io ne so qualcosa." Mi conferma la Mamma della Soldatessa. 

Ci domandiamo allora,possibile che alti ufficiali dell'Esercito italiano in missione presso la Caserma del 235° Reggimento Piceno,abbiano potuto "usufruire" di lauti pasti a base di rotonde soldatesse disposte a prostituirsi per fare carriera?  

"Il punteggio è importante" afferma la Mamma "...molte di loro lasciano dopo pochi giorni il corso di addestramento,resistere in quell'Inferno è difficile."

C'è un altro punto oscuro,l'addestramento:"Le distruggono,le fanno scoppiare..."racconta la Mamma della Soldatessa.

Le fanno "scoppiare" e dunque,la condizione psicologica e fisica è terribile,di persone profondamente provate,che debbono scalare una montagna con dei sacchi di pietre sulla schiena,pur di raggiungere la meta.Forse qualcuno avrà proposta una scorciatoia,alle soldatesse in carriera?

"Molte di loro lasciano dopo pochi giorni,perchè l'addestramento è massacrante e a cui non sono abituate." dice la Mamma della Soldatessa. 

"E pensare che il giorno del giuramento,il 19 Aprile,il Comandante della Caserma Piceno,Ciro Annichiarico,aveva detto: "Voi genitori state mettendo il vostro patrimonio nelle nostre mani".

"A quelle parole mi sono commossa",ribadisce la Mamma della Soldatessa."Mi erano scese le lacrime agli occhi e mi sentivo sicura che mia figlia fosse protetta tra quelle pareti."

Appare una contraddizione,appare una svista,appare come una omissione.Ma gli sforzi degli inquirenti dove sono arrivati?

Domandiamo alla Mamma della Soldatessa,se sua figlia è stata interrogata dagli inquirenti.

"No,non mi risulta che siano state interrogate le soldatesse attualmente stanziate nella Caserma.Anzi,non hanno neanche molte notizie.Possono collegarsi ad internet soltanto nello spaccio,niente di più."

Nella caserma del 235° Reggimento Piceno,si vive un'aria di omertà tra le reclute e i militari.nessuno parla,tutti fanno finta di niente,che Carmela Melania Rea non sia morta,che nessuno abbia straziato il suo corpo.Eppure il volto candido di quella Mamma napoletana vive tra di noi,dovrebbe suscitare riprovazione,voglia di parlare e di trovare indizi importanti per aiutare anche il lavoro difficile degli inquirenti.

La Mamma della Soldatessa cerca di arrivare alla verità,la vuole trovare,anche per il rispetto del nome di Carmela Melania Rea e per quello di sua figlia,che insieme a molte altre ragazze,è entrata nel reclutamento con le più serie intenzioni del mondo.Una figlia di questa Italia che ha grinta e voglia di arrivare,una figlia di questa Italia,che nasce e vive educata da una Mamma Esemplare,una Mamma lavoratrice,una Mamma che ama la figlia.

Nel rispetto di Carmela Melania Rea,nel rispetto delle figlie d'Italia,nel rispeto del buon nome dell'Esercito Italiano,di questa grande e fondamentale istituzione,dobbiamo tutti insieme trovare chi e perchè ha ucciso Carmela Melania Rea,e andare a fondo in questa indagine.

Un'ultima domanda rivolgiamo alla Mamma della Soldatessa:

"Chi sono gli alti ufficiali,gli alti gradi della gerarchia militare,che hanno visitato la caserma del 235° Piceno,negli ultimi due mesi?"

"Ci sono state visite di alti ufficiali,ma non saprei dire chi erano."

Ci domandamo ancora,chi aveva il compito di controllare le attività della Caserma del 235° Reggimento Piceno,allo Stato Maggiore della Difesa?"

In ultimo,dobbiamo domandarci come cittadini,se questa storia sarebbe saltata fuori dall'omertà istituzionale ,se Carmela Melania Rea non fosse stata uccisa. 

 CORSERA.IT COPYRIGHT Ogni articolo viene publicato autonomamente dal suo redattore in modalità opensource.

redazione di Milano Alessandro Granata 3316396476

 

 

 


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