Mercoledi' 12 Agosto 2020
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New York - Stando alle voci di mercato che circolano negli ultimi minuti a Manhattan il piano di aiuti alla Grecia raggiungera' i 150 miliardi di euro e non 120 miliardi come era previsto.

Alla somma - si sente dire nelle sale trading di alcune grandi banche internzionali - contribuiranno il settore privato, l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale. I capitali verranno accumulata grazie ai proventi delle privatizzazioni. I prestiti rimanenti facenti parte del precedente piano di aiuti verranno erogati insieme al nuovo pacchetto di finanziamenti.

La Germania, e in particolare il suo ministro delle Finanze, Wolfang Schaeuble ha proposto giorni fa una ristrutturazione soft del debito greco, basata sull'allungamento per 7 anni delle scadenze dei bond greci da parte dei creditori privati.

"L'iniziativa di Vienna e' un buon fondamento" per trovare un accordo sugli aiuti alla Grecia. Lo ha detto Angela Merkel, cancelliere tedesco, al termine del vertice con il presidente francese, Nicolas Sarkozy. "Dobbiamo andare avanti su questa strada - ha aggiunto - e penso che abbia senso coinvolgere il settore privato" .

Oggi nel vis-a-vis con l'omologo francese il cancelliere Merkel ha aperto al coinvolgimento volontario e non obbligatorio dei creditori privati nel piano di salvataggio. Pare che sia stata costretta dal numero uno ad interim del FMI, John Lipsky, che ha minacciato di lasciare la Grecia cadere in un default del debito sovrano se Berlino non fosse intervenuta.

Intanto proprio il Fmi fa sapere che, nonostante il pesante fardello del debito, l'Italia sta reagendo positivamente alla crisi greca che ha avuto invece effetti pesanti su Irlanda e Portogallo.

Nell'aggiornamento del Fiscal monitor, il fondo inserisce il nostro Paese, con Belgio e Spagna, tra quelli su cui il contagio della crisi del debito di Atene e' stato "piu' limitato" e dove gli spread sono rimasti "largamente stabili".

Anzi, sottolinea il Fondo, dopo un iniziale allargamento del differenziale a seguito della decisione di alcune agenzie di rating di rivedere a negativo l'outlook di Italia e Belgio a maggio, "gli spread sono tornati successivamente sui livelli precedenti".

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