Sabato 26 Settembre 2020
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Trattativa riservata da 100 milioni di euro. Questo era il prezzo di uno stabile di piazza del Parlamento che Bisignani avrebbe dovuto vendere alla Presidenza del Consiglio. I contatti erano già in fase avanzata quando l'affare è sfumato e il sospetto è che si sia deciso di accantonarlo proprio dopo aver saputo che era stata avviata un'inchiesta sui rapporti tra Bisignani e Papa. Del resto da Palazzo Chigi Bisignani aveva già ottenuto svariati contratti gestendo in particolare, per conto del suo amico Arnaldo Galbusera titolare della società «Idalgo», l'informatizzazione degli uffici e anche su questo si è concentrata l'attenzione degli inquirenti. È stato proprio Bisignani, durante uno dei suoi interrogatori, ad ammettere di aver contrattato con la Presidenza la vendita dello stabile. I magistrati avevano invece già scoperto che i lavori di ristrutturazione erano stati affidati a Valerio Carducci, uno dei costruttori finiti nell'inchiesta sui «Grandi Eventi».

L'imprenditore viene ascoltato il 2 marzo. Molte sue conversazioni sono state intercettate, lui non può negare di avere rapporti con gli indagati. E dichiara: «Avrò incontrato Papa sei o sette volte in tutto e sempre per caso. Le volte che l'ho incontrato Papa mi ha sempre chiesto delle mie vicende giudiziarie e cioè sia del procedimento Why Not, sia del procedimento del G8. Ho incontrato Bisignani diverse volte, fino a 20 giorni fa. Il mio rapporto con Bisignani è stato frequente, nel senso che mi sono più volte incontrato con lui ogni qualvolta mi dovevo vedere con Bondanini, collaboratore di Farina, che si occupava delle vicende relative al palazzo di piazza del Parlamento, che Farina mi diceva che aveva rilevato. In effetti voglio dire che per arrivare a Bondanini e Farina sono passato proprio per il tramite di Bisignani. Più esattamente il dottor Alberto Bellini della Pirelli Re, mio caro amico, mi disse che se volevo avere la possibilità di avere l'appalto per la ristrutturazione del predetto palazzo di piazza del Parlamento lui mi avrebbe potuto far conoscere Bisignani che era in rapporti con Farina. Così fu e mi resi conto, parlando con Bisignani, che anche lui aveva un qualche interesse in questo affare del palazzo, ma non so precisare esattamente in cosa questo interesse economico si concretizzasse. In effetti Bondanini mi condusse all'interno del palazzo con i miei collaboratori (parliamo della primavera del 2008). Verbalmente Bisignani, Farina e Bondanini mi dissero che mi avrebbero affidato i lavori di ristrutturazione e anzi io ho anche fatto dei progetti che ho a casa. In seguito, tuttavia, questo affare non si è concretizzato poiché il palazzo è tornato nella proprietà della Banca che aveva venduto il palazzo al gruppo di Farina poiché costoro non avevano pagato qualche rata di mutuo...».


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