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JOHN WOODCOCK BISIGNANI LETTA RAPPORTO PELIKAN

Milano 21 Giugno 2011 CORSERA.IT

Il pm John Woodcock ha messo in crisi il sistema di potere che ruota intorno a Palazzo Chigi.Ha centrato l'obiettivo mettendo a fuoco quella relazione particolare tra Gainni Letta e Luigi Bisignani,una relazione di cui si vociferava molto per i salotti romani,di cui tutti conoscono la feconda intensità.tanto è vero che Gianni Letta è costretto puntualizzare le circostanze della sua relazione con il faccendiere finito agli arresti domiciliari.Una relazione che diventa una spina nel fianco dell'intero Governo,della stessa struttura di Palazzo Chigi,che coinvolge a pieno titolo la sicurezza del paese,perchè le notizie dell'inchiesta di John Woodcock una cosa l'hanno già

messa in evidenza:che Palazzo Chigi è un porto di mare,dove faccendieri e affaristi di ogni genere e sorta,si sviluppano come muffa,quella da estirpare.

E' chiara la trama che si sottende all'interno dell'inchiesta,chiara la relazione ad esempio dell'ex camionista Valerio Carducci,imprenditore costruttore,che dopo il G8,si è potuto permettere l'acquisto di una reggia da 20 miliadi di lire a Piazza di Spagna.Chiara la non curanza nei confronti delle istituzioni,chiara la partecipazione di una lobby di potere che opera nell'interesse di se stessa,per i propi affari,per ricevere doni e prebende da ogni parte.

Chiaro che nel sistema istituzonale,elementi fuorviati lavorano per captare finanziamenti,appalti,mettersi in luce e far parte dell'orchestra che suona.

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 gli atti dell'inchiesta sulla p4 a Napoli. Intercettazioni e verbali vengono lanciati dalle agenzie di stampa nella giornata in cui si scopre che anche l'ad delle Ferrovie Mauro Moretti risulta indagato nell'inchiesta. Dagli atti risulta che Bisignani è per i pm quello che ha applicato alla lettera il principio che «conoscere ed avere informazioni che altri non hanno, è la premessa indispensabile per esercitare il potere». E forse non è un caso che perquisendo l'ufficio della segretaria hanno trovato dei fogli di carta intestata della Presidenza del Consiglio, in bianco. Ma a tenere banco è la documentazione con parole del sottosegretario Letta.

LETTA - «Bisignani - spiega poi Letta - è amico di tutti, Bisignani è l'uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni. Bisignani è persona estroversa, brillante e ben informata, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che sa». Letta poi svela di essre stato testimone di nozze di Luigi Bisignani. «Ho conosciuto Bisignani - spiega Letta - quarant'anni fa, dal momento che il padre era molto amico del mio direttore del Tempo Angiolillo, poi ho conosciuto la madre, poi il fratello Giovanni e poi anche Luigi che cominciò a fare il giornalista con Libero Palmieri che aveva iniziato anche me al giornalismo; poi fece carriera e diventò caporedattore dell'Ansa di Roma; Bisignani fu portavoce e addetto stampa di Stammati; io sono stato testimone di nozze, unitamente a Dini, di Luigi Bisignani». Letta entra anche nel merito della vicenda «Santini» cioè alla nomina del generale ai vertici dell'Aise. «Bisignani è persona estroversa, brillante e bene informata ed è possibile che qualche volta dica più di quello che sa... - afferma tra l'altro Letta che aggiunge - con Bisignani intrattengo rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale e corretto come con ogni altro». Il sottosegretario nella stessa occasione ammette anche di conoscere l'onorevole Papa «che ho conosciuto quando era al ministero della giustizia e che è rimasto al ministero sia con Castelli che con Mastella. Ricordo che un giorno il Papa mi disse che aveva aspirazioni politiche. In seguito del Papa e delle sue aspirazioni politiche mi parlò anche il Bisignani. Io rappresentai tale aspirazione del Papa a Berlusconi, che mi disse che aveva ricevuto molte altre sollecitazioni riferite sempre al Papa. Dopo l'elezione a deputato il Papa mi chiese di fare il sottosegretario, ma non è stato mai accontentato».

MASI - Anche l'ex direttore generale della Rai Mauro Masi si rivolse a Bisignani per «sondare il clima politico e l'aria del Cda messa in evidenza:che Palazzo Chigi è un porto di mare,dove faccendieri e affaristi di ogni genere e sorta,si sviluppano come muffa,quella da estirpare.

Corriere della Sera.Gianni Letta non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell'autorità giudiziaria: sicuramente non mi ha detto che era intercettato e che era Woodcock che lo intercettava. Posso aver detto a Bisignani di non parlare troppo al telefono, visto che lui è piuttosto facondo». Il sottosegretario Gianni Letta, ascoltato dai pm di Napoli il 23 febbraio scorso, ha risposto a una domanda sull'uomo d'affari e la sua presunta conoscenza delle indagini in corso. «Con Bisignani intrattengo rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale e corretto come ogni altro». Continuano ad «uscire...

della Rai» sul licenziamento di Santoro. Masi spiega in particolare i motivi per i quali «mi sono fatto scrivere - afferma - la lettera di licenziamento di Santoro da Bisignani». «Per dirla ancora più chiaramente - spiega Masi - io ho utilizzato e utilizzo Bisignani per avere un'idea delle reali opinioni di Letta con il quale io ho un rapporto formale e che invece Bisignani conosce bene. Non escludo di aver chiesto a Bisignani di sondare l'opinione di Letta in ordine al licenziamento di Santoro, il governo non mi ha dato alcun segnale, ho ragionato, in questo caso come sempre, con la mia testa, perché Santoro aveva offeso me e non il governo. Io ritenevo di doverlo licenziare. Confermo di aver criticato Saviano a causa di una serie di interviste rilasciate ai giornali dal suddetto, in particolare riferite alle spese che, a dire di Saviano, aveva strumentalmente contenuto e lesinato per mettergli "il bastone tra le ruote", cosa assolutamente non vera».

DAGOSPIA - Attraverso Luigi Bisignani il sito «Dagospia» ha ottenuto pubblicità per centomila euro all'anno. Scrivono poi i pm di Napoli Francesco Curcio ed Henry John Woodcock. La circostanza emerge nel paragrafo in cui Papa e Bisignani parlano della cena di Vietti con «quattro avvenenti ragazze». Una notizia che viene «proposta e presentata al Bisignani per Dagospia - scrivono i pm - e ciò a conferma della cogestione occulta da parte del Bisignani medesimo del noto sito scandalistico, al quale lo stesso Bisignani, come lui stesso ha ammesso, ha fatto ottenere dall'Eni pubblicità per oltre 100mila euro all'anno».

MONTEZEMOLO - Sollecitatare tramite Luigi Bisignani l'intervento del direttore generale della Rai Mauro Masi in favore di Edwige Fenech: è questo il motivo per cui Luca Cordero di Montezemolo contattò l'ex giornalista e faccendiere finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta P4. Ascoltato anch'egli lo scorso 23 febbraio dai pm di Napoli, l'ex numero uno di Confindustria spiega di aver fa contattato Bisignani perché agisse «nell'interesse di Edwige Fenech (e ciò dal momento che so che Bisignani è amico di Masi) che è stata la mia compagna e che produce film o meglio fiction per la Rai». «La Rai - aggiunge Montezemolo - si era impegnata a finanziare fiction prodotte dalla stessa Fenech che quindi aveva affrontato spese preliminari». Per questo - aggiunge - «io stesso chiamai, in un primo tempo, direttamente Masi da Abu Dabi; subito dopo chiamai Bisignani chiedendogli di intervenire su Masi; ultimamente la Fenech mi ha detto che era ancora in attesa». Rispondendo ad una domanda degli inquirenti, Montezemolo fa riferimento a una Maserati, alla quale si fa riferimento in una delle intercettazioni, e che - dice - «Masi mi aveva chiesto di provare e che io gli avevo mandato».


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