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ECONOMIA CRISI EURO IL NEONAZISMO FINANZIARIO IL MONDO FUGGE ALLA SUPERINFLAZIONE PLANETARIA

Milano 12 Luglio 2011 CORSERA.IT a cura del dr.Matteo Corsini

La teoria del neonazismo economico dei mercati finanziari globali.

Se l'inflazione continuerà a salire,la Fed dovrà adottare nuovi provvedimenti accellerando la stretta monetaria.

Il caos l'Inferno i vostri risparmi che finiscono nel cesto dell'immondizia,siano essi stati investiti in BOT,BTP,oppure in azioni.Il denaro diventa merda ogni istante,come se un maledetto orologio ne contasse la fine.Ma questo era il destino dell'Europa unita? Questo il destino dell'Euro? Questo il destino di molti paesi che saranno costretti a privatizzare e svendere le aziende pubbliche al nuovo neonazismo economico? Voglio proprio vedere se le banche tedesche,o....

.....quelle francesi,o quelle americane, acquisteranno il debito pubblico greco in modalità volontaristica,oppure attenderanno di arricchirsi acquistando gli eurobond che la BCE,dovrà alla fine emettere per evitare il default selettivo della Grecia.

In questi giorni,nelle ultime ore,assistiamo a cataclismi dalla altissima volatilità dei mercati e cui non possiamo porre rimedio, che costringono le strategie finanziarie ed economiche degli Stati,di interi continenti ad uniformarsi,anzi a rincorrere quel mostro che pare scappargli dalle mani, e riapparire in ....

.....ogni dove rifrangendosi tra gli specchi di un gioco feroce,onirico,il peggiore degli incubi necessari ad una crisi ecoomica planetaria:la speculazione finanziaria globale.

Il detonatore di una possibile prossima esplosione,che equivale alla parola apocalittica:recessione instabile,fuori controllo.

Se esiste l'Inferno sui mercati globali,questo si chiama inflazione,ed è il principale pericolo da cui tutti i governi immaginano di fuggire in queste ore fatidiche per il destino dell'Euro,così come per il  debito pubblico americano.Eppure,non esiste alcuna soluzione,se non quella di stampare moneta per continuare a soddisfare le ingenti spese statali,e il risultato sarà sempre e soltanto inflazione.Fintanto che eisteranno nazioni,come l'Italia,che destinano il 40% alla spesa pubblica,agli stipendi e alle pensioni,non sarà più possibile tenere sotto controllo l'inflazione,la necessità di pagare quei costi stampando moneta,emettendo titoli di debito,che ogni anno lievitano del costo dei loro interessi immensi.Una spirale vorticosa,che prima o poi imploderà,lasciando in terra soltanto pezzi.Dopo aver salvato la Grecia,l'irlanda,Il Portogallo,la Spagna e poi forse anche l'Italia o parte.....

 

di essa,esisteremo sopra una montagna di carta,di eurobond,di soldi che prestiamo a noi stessi e che dobbiamo ripagare con tassi altissimi,in parte al gigantesco meccanismo bancario globalizzato,che si nutre di alti rendimenti come dei vampiri del sangue umano.

Il rischio è che i coefficienti di equilibrio previsti dalla politica monetaria,non siano sufficienti oggi per domani a controllare ancora per molto la situazione.Se le aziende non aumenteranno il costo dei loro prodotti, sono destinate a fallire,il che equivale a scomparire.Prima di scomparire le aziende aumenteranno eccome il costo dei loro prodotti e dei servizi,questo è ineluttabile e tutti comprendono bene che la strada si stringe per incorrere i questa ultima cruna dell'ago,dove l'azione monetaria delle banche centrali deve riuscire a far passare l'elefante gonfio,perchè ormai imputridito e pieno di miasmi.La realtà,che forse molti dei nostri governanti tacciono,è che simao sulla punta di un iceberg,dove sotto fitta fitta prolifica quel devastante virus che si chiama superinflazione,un aumento a doppie cifre per i costi della vita quotidiana.Non è questo un pensiero eretico,ma semplicemente la verità.Fintanto che i salari non cominceranno ad aumentare,sodisfacendo le esigenze dei salariati e dei lavoratori in genere,non ci sarà alcuna ripresa e il volano è uno soltanto:immettere denaro nel nostro disordinato organismo che non trova alcun equilibrio nella sostanza di quelle regole teoriche che cercano di influenzare il corso dei mercati che si traduce nel tentativo,per oggi fallito, della strategia  di politica monetaria. 

(AGI) Washington - La Federal Reserve si e' divisa sulla possibilita' di adottare nuovi stimoli per l'economia, se la ripresa Usa restera' debole. E' quanto trapela dalla minute della Fed, il resoconto della riunione del 21-22 giugno. Alcuni membri del Fomc, il comitato di politica monetaria, si sono detti pronti a fornire nuovi stimoli, mentre altri si sono opposti e hanno invece sostenuto che, se l'inflazione continuera' a salire, la Fed dovra' procedere ad una stretta monetaria piu' in fretta di quanto previsto. Tutti i membri del Fed concordano sul fatto che la ripresa Usa ha rallentato rispetto alle previsioni di aprile e si sono detti preoccupati per la crisi del debito europeo e per le incertezze sui rimborsi del debito Usa .

 

 

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