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CARMELA MELANIA REA OMICIDIO IL BUNGA BUNGA DEL GENERALE E DEL CAPORALMAGGIORE SALVATORE PAROLISI

Ascoli Piceno 26 Luglio 2011 CORSERA.IT

Anche ad Ignazio La Russa piace il Bunga Bunga.Come per il Bunga Bunga,molti giornali rubano la paternità dall'inchiesta degli scandali sessuali alla Caserma Clementi del 235° Reggimento Piceno.Ma i primi a diffondere quelle notizie siano stati noi.CORSEA.IT e' arrivato per primo sulla storia della Caserma 235° Reggimento Piceno,talmente prima che il capo ufficio stampa dell'Esercito italiano, colonnello Marco Centritto aveva chiamato allarmato i nostri redattori,cercando di mitigare la nostra storia esplosiva(CARMELA MELANIA REA OMICIDIO ROCCO SIFFREDI E I SUOI FRATELLI),anzi di farne cessare gli articoli."Ma cosa scrivete,paragonare Parolisi a Rocco Siffredi è assurdo,alla Caserma Clementi non.....

.....accade nulla di tutto questo".Ci disse Centritto al telefono,dal suo cellulare.Ma i fatti lo hanno smentito,anche lui dovrebbe dimettersi con effetto immediato.

Generali Colonnelli e caporalmaggiori,c'era l'intero esercito italiano a fare i BUNGA BUNGA con le reclute del 235° Reggimento Piceno,non soltanto Salvatore ....

.....Parolisi e i suoi fratelli,gli altri istruttori.Come anticipto da CORSERA.IT la caserma Clementi del 235° Reggimento Piceno era frequentata da vajasse pronte a tutto,come testimoniato da una delle madri di una soldatessa al nostro giornale.

A seguito dell'inchiesta aperta da CORSERA.IT e osteggiata dal capo ufficio stampa dell'Esercito Italiano Marco Centritto,ormai dilaga lo scandalo dei rapporti sessuali tra soldatesse e istruttori.La stessa magistratura militare ha aperto un'inchiesta,sembra da alcuni anni,malgrado il capo ufficio stampa Centritto,avesse negato tale circostanza ai nostri redattori.

Inoltre si fa sempre più chiara,anche la resposabilità per cula in vigilando,del generale di Briata Attilio Borreca,a capo del RAV in Italia.Chi lui se non altri,aveva il preciso compito di vigilare sulla trasperenza e la correttezza dei rapporti tra istruttori e reclute della Caserma Clementi?

 CORSERA.IT

Inviato da Salvatore  Avanzati  da TERAMO. Prima di Ludovica ci fu Rosa, e in precedenza chissà quante altre reclute. Perché Salvatore Parolisi, unico imputato per la morte della moglie, Carmela Melania Rea, nell’esercito aveva il compito di addestrare le reclute,istruirle per così dire, ma per hobby sembrava avere quello di conquistarle. Tra queste c’è Rosa, una romana di 26 anni ora fuori dall’esercito. È stata ascoltata dai magistrati di Ascoli lo scorso 21 maggio. La ragazza ha raccontato agli inquirenti gli approcci del caporalmaggiore e la loro relazione finita su FACEBOOK,e che per un messaggio troppo audace di Salvatore Parolisi,avrebbe messo in crisi la sua relazione con il fidanzato. Dal suo racconto emerge anche che Parolisi non sarebbe l’unico istruttore a caccia di storielle con le allieve,così come raccontato da CORSERA.IT. Gli ufficiali del 235° reggimento Piceno avrebbero una alcova segreta,un hotel di fiducia e un appartamento a disposizione per gli incontri sessuali e anche di gruppo. E qualcuno sarebbe andato oltre il dovuto: un ufficiale della caserma Clementi è indagato dalla Procura di Roma per molestie nei confronti di alcune soldatesse.

Il caporalmaggiore rubacuori Rocco Siffredi e i Suoi fratelli Una conferma dei rapporti tra gli istruttori e le giovani reclute arriva dallo stesso Parolisi. Il caporalmaggiore ammette che le soldatesse in addestramento subivano il suo fascino. Nel rapporto dei carabinieri di Ascoli, ora al vaglio degli inquirenti di Teramo, Salvatore indica dei possibili sospettati per l’omicidio di Melania. E tra questi ci sono tre ex allieve che avevano perso la testa per lui. Una delle reclute gli avrebbe inviato un messaggio esplicito: “ Buonanotte, mio sogno proibito”, e lo avrebbe invitato a raggiungerlo nella sua camera da letto mostrandoli la lingerie che indossava.  Un’altra soldatessa non voleva lasciare la caserma alla fine dell’addestramento. Infine un’ex allieva con cui aveva avuto contatti telefonici.

Ludovica e Rosa. Secondo gli inquirenti, Parolisi avrebbe indicato le tre donne per cercare di depistare le indagini. Anche perché è certo che Salvatore aveva dei rapporti con le sue allieve. Si sa tanto di Ludovica Perrone, dei 2.500 sms scambiati con il caporalmaggiore e delle sue promesse di incontrare i genitori. Si sa poco di Rosa, la soldatessa romana ascoltata dagli inquirenti lo scorso maggio. La ragazza avrebbe avuto una breve relazione col marito di Melania. Rosa ha raccontato al Pm Umberto Monti gli approcci dell’istruttore: «Salvatore non è che ci ha provato in maniera ecco… solo per messaggi e poi durante il corso mi favoriva un po’. C’è stata una specie di festicciola nel suo ufficio  in caserma  e lì ci siamo scambiati il cellulare. Dopo qualche giorno abbiamo iniziato a dire usciamo, andiamo, facciamo». Poi i primi incontri in cui Parolisi racconta a Rosa i suoi rapporti con Melania: «Mi diceva che non andava d’accordo con sua moglie, che c’erano sempre discussioni e che aveva avuto altre ragazze, ma che non poteva lasciare Melania perché stavano insieme da molto tempo…». Poco dopo la fine della storia dopo un messaggio su Facebook: «Mi ha scritto delle cose troppo spinte, le ha lette il mio compagno e io ho chiuso».

L’hotel e l’appartamento degli istruttori. La deposizione di Rosa non è decisiva per l’accusa. Ma è utile agli inquirenti per ricostruire il mondo in cui lavorava il caporalmaggiore. Un ambiente in cui i rapporti sentimentali con le soldatesse erano all’ordine del giorno. Rosa ha parlato agli inquirenti di un albergo sulle colline ascolane frequentato dagli istruttori: «Sapevo che andavano tutti in questo hotel, e so che una volta andarono in una sola sera più di uno alla volta. Parolisi, per fare un po’ il grande, mi disse che si erano incontrati due caporalmaggiori nella stessa sera». I militari avrebbero anche un appartamento a disposizione: «Salvatore mi ha detto che ne avevano uno dove andavano nei fine settimana, ma non mi ha mai portato lì perché temeva che la moglie potesse scoprirlo».

Molestie alle soldatesse, un indagato. Sui rapporti tra gli istruttori del 235° reggimento e le reclute non indaga solo la questura di Teramo. L’a magistratura militare ha aperto un’indagine interna, mentre la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un militare. L’indagine non è nuova, va avanti almeno da tre anni. E nei guai potrebbe finire un ufficiale accusato di molestie nei confronti di alcune soldatesse.

 

 

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