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SILVIO BERLUSCONI IL SUPERPAGLIACCIO " LA TV DI STATO COSI' NON VA"

New York 18.1.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

Qui a New York in America lo avrebbero preso a calci nel sedere uno come Silvio Berlusconi,il politico proprietario delle TV.Un conflitto di interessi così non potrebbe resistere nel paese della democrazia effettiva.

Silvio Berlusconi dal comizio di nuoro parla della TV di Stato in seguito alle polemiche insorte dopo la trasmissione Anno Zero di Michele Santoro e Marco Travaglio."La TV di Stato così non va,anche le cartomanti me la suonano contro." Ha ragione Silvio Berlusconi è un buon soggetto da cartomanti e d'altronde anche lui ci ha sempre messo del suo e del buono per passare da stregone mediatico e indovina avvenimenti.Più stregone di lui nel panorama della politica italiana pochi ce ne sono,ma il superpagliaccio delle barzellette si dimentica forse dell'enorme conflitto di interessi che si porta dietro come leader di un partito Presidente del Consiglio e proprietario dell'impresa televisiva più potente in Italia.Silvio Berlusconi ama gli ex membri di Marco Pannella,i Capezzone con il campanaccio al collo e li manda a brucare l'erba in alta montagna,ma anche lui mostra di lustrarsi le corna quando ....

invoca l'equilibrio dell'informazione,i suoi giornalisti hanno le ossa e i denti bucati ,se guardiamo alla frustrazione degli Enrico Mentana e ai Maurizio Belpietro,anche loro alter ego dei contrabbassi di Anno Zero Michele Santoro e Marco Travaglio.Sono le squadre in campo quelle che si scontrano e d'altronde come potrebbe essere altrimenti in Italia se alcuni dei vertci d INPGI e ODG a giorni sono chiamati a giudizio per frode?

L'informazione giornalistica in Italia è utilizzata come chiave di intepretazione della realtà politica,la formazione è la trasformazione della notizia da parte dei giornalisti che finiscono di schierarsi da una parte all'altra,fino a quando la notizia non diventa menzogna.la politica insegna ai giornalisti a mentire,distrugge il principio fondamentale di questo mestiere che insieme alla magstratura rappresenta uno degli elementi di garanzia democratica e costituzionale.Quando l'informazione viene tenuta con un profilo basso,anche fuoriclasse come Polito puzzano di rancido,perchè malgrado parla bene a qualcuno deve riferire.

Emilio Fede che adoro per l'innata e stralunata simpatia non è forse un tribuno politico di Berlusconi che ogni giorno martella contro i sinistresi e prende le parti del cavaliere Padre padrone? C'è equilibrio? C'è sano giornalismo? Quando Emilio fede in diretta offende Michele Santoro dicendo che non lo considera un giornalista,lui immagina al contrario di esserlo? o invece meglio crediamo abbia sacrificato la verità dell'informazione per non essere ostaggio de salatissimi debiti dei casinò che ama frequentare?

Matteo Corsini

 

Altri articoli dal Corriere della Sera .MILANO - Sulla tv nazionale c'è una «volontà di colpire chi si impegna allo stremo per il bene del Paese anche fra gli esponenti della sinistra che si impegnano per questo; una volontà che non si vede in nessuna tv nazionale di nessun paese civile al mondo». È l'attacco del premier Silvio Berlusconi al sistema televisivo - e implicitamente alle reti pubbliche - nel corso di un comizio a Nuoro. «Quando vado sulla tv nazionale in seconda serata - ha proseguito il premier - mi bastano 5 minuti per sentire qualcosa contro di me: l'altra sera c'era addirittura un'astrologa che mi attaccava».

CALO DI GRADIMENTO - Il Cavaliere ha anche parlato delle prese di posizione e dei distinguo, soprattutto da parte di An e del suo leader Gianfranco Fini, dopo la decisione di imporre la fiducia sul decreto anti-crisi e sulle modalità di transizione verso il partito unico del centrodestra. Una divergenza di opinioni, quella tra il premier e il presidente della Camera, che era stata indicata come segnale di frattura. «Gli elettori non vogliono vedere una squadra che non va d'accordo - ha sottolineato -. In realtà non ci sono distanze, ma attraverso stampa e tv vengono percepite come distanze fondate. In questi giorni abbiamo perso 5-6 punti percentuali, non per colpa del governo del presidente del Consiglio o di una componente politica, ma si sono persi 5 o 6 punti per una cosa basata sul nulla».

I RAPPORTI CON AN - Quanto ai problemi di relazione tra Forza Italia e An, Berlusconi ha spiegato che «i rapporti che avevo con La Russa li avrò anche con Fini: nel Pdl non cambierà nulla, lo statuto non era stato portato all'attenzione di Fini ma è scritto da due mesi, non è definito ma c'è stata una prima scrittura che è stata consegnata da An e agli altri partiti del Pdl e su cui ci sono stati moltissimi incontri: il fatto è che c'è stato un problema di comunicazione fra An e La Russa». Ma a breve giro di agenzie gli risponde Italo Bocchino, esponente di An e presidente vicario del Pdl alla Camera: «Non esistono problemi di comunicazione tra La Russa ed An. Anzi, sono state proprio le assidue e puntuali comunicazioni di La Russa a tutta An ad aver reso necessario un chiarimento in merito alla costituzione del Pdl».

 



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