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SPREAD BTP BUND GRECIA MINACCIA USCITA EURO

MILANO (MF-DJ)--La Grecia potrebbe uscire dall'euro. Lo ha dichiarato ieri Pantelis Kapsis, portavoce del governo di Atene, alla televisione privata Skai Tv.

E' quanto si legge in un articolo di MF, in cui si precisa che i prossimi tre mesi saranno decisivi per conoscere il destino del Paese mediterraneo da cui ha avuto origini la crisi del debito sovrano europeo, perche' il prossimo 20/3 Atene dovra' ripagare titoli per 14,5 miliardi di euro e senza nuovi aiuti non riuscira' ad onorare il prestito, rischiando seriamente il default. Il 16 gennaio torneranno ad Atene i rappresentanti della Troika, composta da Commissione Ue, Bce e Fmi, per negoziare il nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro concordato lo scorso ottobre, che segue quello da 110 miliardi varato nel maggio 2010. Kapsis ha detto che "il secondo piano di aiuti deve essere firmato, altrimenti la Grecia sara' fuori dai mer

MILANO (MF-DJ)--La Grecia potrebbe uscire dall'euro. Lo ha dichiarato ieri Pantelis Kapsis, portavoce del governo di Atene, alla televisione privata Skai Tv.

E' quanto si legge in un articolo di MF, in cui si precisa che i prossimi tre mesi saranno decisivi per conoscere il destino del Paese mediterraneo da cui ha avuto origini la crisi del debito sovrano europeo, perche' il prossimo 20/3 Atene dovra' ripagare titoli per 14,5 miliardi di euro e senza nuovi aiuti non riuscira' ad onorare il prestito, rischiando seriamente il default. Il 16 gennaio torneranno ad Atene i rappresentanti della Troika, composta da Commissione Ue, Bce e Fmi, per negoziare il nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro concordato lo scorso ottobre, che segue quello da 110 miliardi varato nel maggio 2010. Kapsis ha detto che "il secondo piano di aiuti deve essere firmato, altrimenti la Grecia sara' fuori dai mercati, fuori dall'euro". Dalla Commissione Ue si sono affrettati a dire che "non esistono piani che considerano l'uscita di uno Stato membro dalla zona dell'euro". Ma il premier Lucas Papademos agita lo spauracchio per mettere in riga i partiti che sostengono il suo governo, in particolare Nuova Democrazia, guidata da Antonis Samaras, sempre piu' insofferente nei confronti delle nuove misure di austerita' che potrebbero essere richieste dalla Troika. "Esiste la possibilita' che ci sia bisogno di ulteriori misure; nessuno puo' escluderlo", ha spiegato Kapsis, sottolineando che sarebbe "pericoloso" tenere le elezioni anticipate il 19 febbraio, come chiede Samaras, proprio perche' la campagna elettorale si svolgerebbe durante le trattative con la Troika. Il portavoce del governo Papademos ha quindi fatto capire che le elezioni dovrebbero svolgersi ad aprile. La necessita' di trovare nuove risorse e' dovuta al fatto che probabilmente il deficit 2011 raggiungera' il 10% del pil, rispetto all'obiettivo recentemente rivisto al 9%.

Se cosi' fosse, Atene dovrebbe fare i conti con ulteriori 2 miliardi di euro da reperire. Ma non e' solo la Grecia a preoccupare Bruxelles. La Commissione Ue e' pronta ad agire contro l'Ungheria per fermare alcune delle riforme della Costituzione in senso autoritario che Fidesz, il partito del premier Viktor Orban al potere dal 2010, e' riuscito ad assicurarsi forte della propria maggioranza dei due terzi del Parlamento nazionale. Il punto d'attrito piu' importante e' la riforma che mette sotto tutela la Banca centrale ungherese, fatto assolutamente inaccettabile per la Commissione, guardiana del diritto comunitario, perche' si tratta di una grossolana violazione dell'art. 130 del Trattato sul funzionamento dell'Ue. red/lab


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