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Berlusconi, Fini, Veltroni. La ricerca del consenso il primo, la corsa alla presidenza del Consiglio il secondo, la via di fuga dalla crisi il terzo.

Roma 20.1.2009(Corsera.it) di Renato Corsini

Un terzetto eccellente che segna di ora in ora lo scandire della vita politica italiana. Berlusconi è patologicamente dipendente dai sondaggi. In Sardegna nella campagna elettorale in corso sta spendendo al massimo le sue residue forze fisiche e psichiche pur di vincere le elezioni amministrative regionali. Si vede , e me ne dispiace, che non stia bene. Abbiamo la stessa età, lo stesso segno zodiacale, entrambi settembrini, gli stessi acciacchi. L’oroscopo 2009 è favorevole alla bilancia, quindi non dovrebbe preoccuparsi per le elezioni sarde e la tenuta del suo governo. Se va bene a lui , va bene anche a me.

 Abbiamo ciascuno un medico personale che ci assiste amorevolmente, probabilmente seguiamo la stessa dieta. Lui prende il viagra per un tentativo di erezione senile . C’è chi ancora ne può fare a meno. La dipendenza dai sondaggi dimostra che è superstizioso. La superstizione non mi tocca, non evito i gatti neri. Lui è uno scomunicato, io ancora no. Lui è in alto, io in basso. Lui è basso, io sono alto. Se ne frega di tutti e di tutto, tranne che dei sondaggi. Non ci dorme di notte. In Sardegna si gioca la poltrona di capo del governo. Al diavolo Gaza e Hamas, vuole solo il voto dei sardi. Fate la carità a un povero vecchio. Fini trema al pensiero di essere fagocitato dal nascente partito unico della libertà, un coacervo di ex fascisti, ex comunisti, ex democristiani, ex liberali, ex repubblicani, ex socialisti, ex atei, ex preti, ex,ex,ex. Il partito dei camaleonti, dei venduti, dei volta gabbana, degli esperti nel salto della quaglia. Fini, l’ex fascista, pupillo di Almirante, che ho avuto il piacere di conoscere, altra tempra di politico, medita di occupare la poltrona di palazzo Chigi, quella che conta, da dove si comanda. Ha il viatico di Israele, del Mossad,della comunità ebraica italiana, dell’Opus Dei, della Cia. E’ un uomo politico di cui ci si può fidare quasi cecamente ( da cecato). Odia Berlusconi, perché gli ha tolto il piacere di dire per primo a Veltroni “ me ne frego”. Quanta nostalgia. Il rabbino capo di Roma, persona arguta, ha esclamato “ce risemo”. Convivere con il Duce in segreto, come Alemanno, La Russa, Gasparri. Gli secca che Berlusconi scimmiotti il Duce persino nella camminata sciolta, il petto in fuori, il sorriso gagliardo, anche se le gambe appiano ballerine per i reumatismi o per attacchi di euricemia di cui sembra che soffra. Il terzo uomo, Veltroni, finito dalle stelle di quanto sei bella Roma alle stalle del PD. Si poteva fa e non s’è fatto. Ora non si rifà e se si fa sarà una tramvata alle europee. Non ha carisma politico e più se tira su e più va giù. Per fortuna non crede ai sondaggi. E’ circondato da stranazzatori che stranazzano per professione. Beati i frati trappisti che non parlano, ma scopano.Costoro parlano, ma non scopano.Ci vuole gente grintosa che sappia tirare di sciabola e non di fioretto. L’elettorato del PD è disorientato. Ha perso il papà Prodi, orfano di madre vedova. La via di fuga? Cacciare i mercanti dal tempio e sperare nella Divina provvidenza.

Renato Corsini

 

 


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