Martedi' 05 Luglio 2022
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Finanza
  • SPREAD MPS ABBANDONA SCHETTINO DALLA NAVE CHE AFFONDA...

SPREAD MPS ABBANDONA SCHETTINO DALLA NAVE CHE AFFONDA

SIENA 20 GENNAIO 2012 CORSERA.IT DI MATTEO CORSINI

MONTE DEI PASCHI DI SIENA.FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE ABBANDONA LA NAVE,SEMBRA SCHETTINO.

CRISI EURO.LO SPREAD CONTINUA LA SUA DISCESA,DOPO GLI INCONTRI DI MARIO MONTI CON LA COMUNITA' FINANZIARIA INGLESE.QUALCUNO HA STACCATO IL PIEDE DALL'ACCELERATORE DELLA SPECULAZIONE E IERI ABBIMAO RESPIRATO PER QUALCHE ORA.ALCUNI TITOLI BANCARI SONO RISALITI CON SALTI A DUE CIFRE.
MONTE DEI PASCHI DI SIENA DISCORSO A PARTE.MENTRE LA NAVE AFFONDA,IMMERSA IN UNA MONTAGNA DI DEBITI,I TOPI BALLANO.FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE SCENDE DALL'IMBARCAZIONE VENDENDO CIRCA 120 MILIONI DI TITOLI.L'OIMPRENDITORE CAPITOLINO ABBANDONA E LANCIA UN SEGNALE DI ALLARME PER TUTTI GLI ALTRI AZIONISTI.L'ISTITUTO DI ROCCA SALIMBENI NON RIUSCIRA' A PASSARE LE FORCHE CAUDITE DELL'EBA E NEI PROSSIMI DUE MESI DOVRA' PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI,LANCIANDO UN ALTRO DOLOROSISSIMO AUMENTO DI CAPITALE.L'UNICA SALVEZZA APPARE DUNQUE,COME ORMAI SI .... ....LEGGE SUI PRINCIPALI GIORNALI FINANZIARI,UNA PARTECIPAZIONE DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI,GUIDATA DA FRANCO BASSANINI.UNA NAZIONALIZZAZIONE DUNQUE DI SIENA,CON LA DIMINUIZIONE DELLE QUOTE DELLA FONDAZIONE.QUESTO LO SCENARIO ALMENO FINO A IERI SERA.OGGI SARA' TUTT'ALTRA MUSICA,ANZI SARA' IL MERCATO A SENTENZIARE IL SUO GIUDIZIO SUL NUOVO PIANO DI RICAPITALIZZAZIONE MESSO A PUNTO DAL CDA INSIEME AL NUOVO DIRETTORE GENERALE FABRIZIO VIOLA.


CORSERA.IT


progetto approvato ieri dal cda del Monte dei Paschi che il nuovo direttore generale, Fabrizio Viola, presenterà oggi sul tavolo di Bankitalia per coprire entro giugno i 3,26 miliardi di deficit patrimoniale calcolati dall'Autorità bancaria europea (Eba). Di questi, 1,8 miliardi sono rappresentati da perdite sugli swap fatti a copertura del rischio di tasso preso comprando Btp. Il piano con cui Viola oggi dovrà convincere i tecnici di via Nazionale è complesso e articolato: oltre alla conversione dei prestiti obbligazionari Fresh, i vertici puntano infatti a trovare altri 600 milioni estendendo al 100% degli impieghi l'adozione dei modelli interni avanzati di valutazione (attualmente è al 70% del portafoglio). Altri 5-600 milioni potrebbero derivare dalla vendita e relativo deconsolidamento della società attiva nel credito al consumo, Consum.it, mentre 300 milioni sono calcolabili come ritenzione di utili nei sei mesi fino a giugno. Infine, verrà avviata una campagna di dismissioni che dovrebbe portare nelle case senesi altri 700 milioni: dalla vendita di una parte del patrimonio immobiliare, alla cessione di asset e di controllate come Biverbanca e la filiale francese Montepaschi Banque. Chi comprerà gli asset messi sul mercato in mezzo alla crisi che morde? Un aiuto «di sistema» potrebbe arrivare dal coinvolgimento di altre Fondazioni, come Cariplo, mentre la Crt si è sfilata ieri ricordando di essere già impegnata nell'aumento di capitale Unicredit.
L'obiettivo di Viola è quello di prendere e tempo e posporre a marzo la data per il ricalcolo dei deficit patrimoniali, quando dovrebbe essere prevista anche la partenza del fondo Efsf, che potrebbe garantire eventuali aumenti di capitale e, comunque, far risalire il valore dei titoli in portafoglio. In sintesi, si tratta di resistere. Il Financial Times, intanto, ha già emesso la sua sentenza: il Monte dei Paschi va nazionalizzato, parzialmente o in toto. Secondo il quotidiano britannico, infatti l'istituto senese sarebbe una delle due banche europee, accanto a Commerzbank, che non riuscirà a tamponare il deficit patrimoniale evidenziato dall'Autorità bancaria europea (3,3 miliardi di euro). Deficit che per il Monte deriva principalmente dall'esposizione nei confronti dei titoli di Stato che l'istituto ha in pancia. Il che renderebbe inevitabile un'iniezione di fondi statali.
Al verdetto dell'Ft si è aggiunto ieri quello degli analisti di Banca Akros, che nel tagliare il rating del titolo da «accumulate» a «hold», prevedono «notevoli difficoltà nel contesto attuale a finalizzare sia la joint venture nel credito al consumo sia la cessione delle proprietà non strumentali», ipotizzando un «buco» da coprire di altri 1-1,5 miliardi di euro.
Anche per gli esperti di Equita, il Monte dovrebbe ricapitalizzare per circa un miliardo di euro. Ma considerando le resistenza della Fondazione Mps (che non ha liquidità per aderire e, dunque, sarebbe costretta a diluirsi perdendo il controllo della banca) «un collocamento privato da 1-1,5 miliardi a un nuovo azionista strategico sarebbe l'alternativa più credibile», sostengono gli analisti di Banca Akros. Il principale indiziato, anche per il Financial Times, è la Cassa depositi e prestiti che potrebbe fornire i fondi direttamente alla banca o, indirettamente, tramite la Fondazione.

Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.