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ReggioNelWeb.it 11/05/2012

L'intervista all'Assessore alla Coesione e Sicurezza sociale Franco Corradini, circa l'appalto Iren aggiudicatosi dalla ditta RAMM srl ha suscitato un fitto dibattito nel forum di ReggioNelWeb (clicca qui). La circostanza che lascia perplessi lettori e cittadini è il fatto che l'Amministratore Delegato della RAMM srl qualche anno fa ha scontato un pena in carcere per delitti commessi in forza di un legame ad una consorteria mafiosa.

Ma non è tutto, dal forum (che comunque riproponiamo anche in calce alla presente intervista, considerando che si tratta del medesimo tema) emergono altri incarichi “anomali” da parte di Iren. In particolare sono i foristi “perplessa” e “Thomas” a dimostrare particolare conoscenza e sensibilità sulla vicenda. Riportiamo a titolo di esempio un commento di “perplessa” (in altri commenti riporta i vari riferimenti istituzionali e giornalistici): “Cosa ne pensa di Acqua Enna, dove a fianco ad Enia del gruppo Iren, appare la Smeco spa di Alberto Scambia, il cui presidente e consiglieri si ritrovano pari in Acque Reggine spa. La Smeco ha avuto grossi guai con i depuratori che non hanno depurato affatto proprio sulla costa cosentina. Gian Paolo Barbieri della Smeco spa lo ritroviamo nel gruppo Falck- Actalias come presidente della Prima srl, che si occupa dell'inceneritore di Trezzo d'Adda. L'Actelios e Prima srl sono citate in vari resoconti della Commissione ambiente alla Camera, la prima per le infiltrazioni mafiose per il termocombustore e discariche di Bellolampo a Palermo nel processo alla Messina Ambiente spa, e la seconda con problemi giudiziari. Insomma, penso che un'occhiatina fuori da Reggio per gli affari di Iren e partecipate sia doverosa e urgentissima da farsi”.

ReggioNelWeb ha sottoposto all'attenzione del Direttore Generale di Iren Dott. Andrea Viero anche i dubbi dei foristi e relativi all'appalto aggiudicatosi dalla RAMM srl. 


Dott. Viero, cosa risponde alla richiesta di chiarezza invocata dall'Assessore Corradini in merito all'appalto aggiudicatosi dalla RAMM srl? Quando gli risponderà e cosa (in che giorno intende rispondere?)?

Ho risposto all’Assessore Corradini (ndr: il 9 Maggio, giorno di pubblicazione dell'intervista all'Assessore Corradini), ribadendo quanto ho avuto già modo di chiarire attraverso la stampa locale reggiana, ovvero che l’espletamento degli appalti nel Gruppo Iren avviene nel più rigoroso rispetto della normativa vigente, secondo principi di imparzialità, parità di trattamento dei fornitori e trasparenza.

Le procedure di gara prevedono, fra l’altro, specifiche verifiche dell’affidabilità morale, tecnica ed economico/finanziaria dei fornitori. In particolare sono soggetti a controllo, tramite il Casellario Giudiziale, i reati commessi e le relative sentenze di condanna riportate e, tramite richiesta di informativa alle competenti Prefetture, le eventuali valutazioni ad Esse delegate in materia di “antimafia”.


Oltre agli obblighi di legge?

Il Gruppo Iren si è anche dotato di più rigorose norme interne, in base alle quali vengono estromessi dagli affidamenti i fornitori destinatari di informazioni antimafia atipiche – che di per sé non sarebbero preclusive all’affidamento dei lavori – anche accollandoci il rischio e gli oneri, come è accaduto, di vedere rigettate le nostre ragioni dal TAR.

Iren ha inoltre stipulato con le locali Prefetture accordi di legalità che ampliano il campo degli appalti sottoposti a monitoraggio e consentono quindi di intervenire contro i tentativi di infiltrazione mafiosa anche su contratti di importo inferiore alle previste soglie comunitarie.

Nel Regolamento del Gruppo per l’espletamento degli appalti sono inoltre previste varie cautele per l’affidamento delle gare e per il controllo della onorabilità dei possibili fornitori, quali il ricorso in alcuni casi alla gara pubblica ove sarebbe consentita la trattativa privata, la completa tracciabilità delle procedure e dei relativi atti e la separazione funzionale dei compiti.

Il Gruppo Iren adotta tutti gli accorgimenti per garantire, in accordo agli impegni sottoscritti con le Prefetture di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, la massima e più scrupolosa attenzione al fine di prevenire possibili infiltrazioni e la possibilità di intrattenere rapporti con fornitori “a rischio”: ciononostante la concreta esclusione di Fornitori dagli affidamenti non può che avvenire nel quadro delle normative vigenti e non semplicemente secondo valutazioni che si fondino su notizie stampa o altre informazioni – pur qualificate – che non rientrino tra quelle previste da norme o regolamenti anche a tutela del sistema economico e dei principi generali di tutela del nostro ordinamento.


Prima di assegnare l'incarico alla RAMM srl, sono state svolte preventivamente tutte le indagini per accertare che non vi fosse alcun coinvolgimento diretto o indiretto con la Mafia?

Devo sottolineare che l’incarico alla ditta RAMM S.r.l. non è ancora stato concluso, sulla base della decisione di affidamento conseguente agli esiti della gara, peraltro, abbiamo avviato tutti i controlli di cui parlavo in precedenza e siamo in attesa di ricevere l’informativa antimafia richiesta alla competente Prefettura di Venezia. Dall’esito di questa documentazione dipenderà l’affidamento o meno dell’incarico.


Nel forum di ReggioNelWeb i lettori fanno emergere (con tanto di riferimenti) altre anomalie relativamente agli incarichi assegnati da Iren. Quali sono i criteri di scelta delle ditte che lavorano per Iren?

Come accennavo, la scelta dei fornitori avviene sulla base di gare ad evidenza pubblica, secondo la normativa vigente e secondo le norme previste dal Codice dei contratti pubblici che il Gruppo Iren applica e rispetta.

Gli esiti delle gare vengono pubblicate sugli organi ufficiali e sul nostro sito internet dove sono consultabili a tutti.


C'è un controllo anche nelle società che lavorano in subappalto?

I subappalti vengono autorizzati dal Gruppo Iren qualora sussistano le condizioni verificate a seguito di controlli che sono gli stessi effettuati per i fornitori, anche per quanto riguarda l’onorabilità.


Quanto è importante secondo lei un controllo circa eventuali interdittive antimafia delle ditte che possono prestare un servizio per Iren prima di assegnare il lavoro?

Credo di aver già chiarito che i controlli presso tutte le Autorità competenti, ed in particolare presso le Prefetture competenti in materia di “antimafia”, non solo sono necessarie, ma rappresentano l’unico strumento a disposizione delle Aziende per valutare approfonditamente e sulla base di informazioni certe l’onorabilità dei potenziali fornitori.

In assenza di questa fondamentale collaborazione con le Autorità Prefettizie, sarebbe impossibile poter discriminare correttamente.


Quindi la sinergia con le Prefetture è molto importante.

Ribadisco che per il Gruppo Iren, le segnalazioni delle Prefetture sono importantissime anche quando sono “atipiche”, quando cioè determinano obbligatoriamente di non affidare i lavori, perché anche in questi casi ci consentono di estromettere fornitori sui cui vi sono sospetti. Ci accolliamo tutta la responsabilità della scelta di estromettere anche accollandoci gli oneri economici e i rischi derivanti da eventuali giudizi sfavorevoli che possano arrivare dai TAR nei nostri confronti, quando le ditte estromesse sulla base di informative atipiche ricorrono contro la nostra decisione. Preferiamo correre questi rischi piuttosto che dare qualunque spazio a fornitori non onorabili.


La RAMM continuerà la collaborazione con Iren?

Ribadisco che siamo in attesa della documentazione antimafia dalla Prefettura di Venezia prima di concludere l’affidamento.


-Marina Bortolani-

 

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