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GOVERNO MARIO MONTI L'EVASIONE NON SI BATTE CON I FISCHI

AGI) - Bergamo, 26 mag. - "La lotta all'evasione fiscale non si fa con parole vacue o con gesti di protesta". Lo ha affermato il premier, Mario Monti, intervenendo a Bergamo al giuramento della Guardia di finanza. "L'evasione non e' solo una violazione della legge ma un ostacolo alla concorrenza leale". "La Guardia di finanza e' al centro di attivita' essenziali per la ripresa - ha aggiunto - chi si impegna per la legalita' e il rispetto della legge non e' lontano dalle persone ma al loro fianco e al loro servizio. Questo vi dara' la capacita' di resistere alle pressioni".
  "Meditare anziche' vociare": questa la risposta del premier, Mario Monti, ai contestatori che oggi a piu' riprese hanno disturbato il suo intervento in piazza Vittorio Veneto, a Bergamo, durante la cerimonia del giuramento della Guardia di finanza. In piu' punti del suo discorso si sono levate urla di dissenso tra cui 'torna a Bruxelles', provenienti da esponenti presumibilmente di area leghista; un aereo con la scritta 'Basta Monti - basta tasse - Lega Nord' ha piu' volte sorvolato la piazza. Altre contestazioni, da parte dei centri sociali, sono state tenute a distanza dalle forze dell'ordine. "La crisi viene da lontano - ha detto Monti - puo' essere capita non cercando distrazione del vociare ma cercando di meditare". E comunque, "Non dobbiamo farci prendere dallo sconforto" di fronte alla crisi economica. "L'uscita dalla crisi richiede un rilancio della crescita - ha detto - a cominciare da un livello europeo. Non dobbiamo pero' farci prendere dallo sconforto".
  L'Italia ha rafforzato la sua azione e moltiplicato gli sforzi contro la mafia "tanto che tutti i capi tranne uno ora sono all'ergastolo", ha detto Monti. Il presidente del Consiglio ha ricordato le vittime degli attentati, tra cui i giudici Falcone e Borsellino: "e' con gratitudine che la collettivita' e le istituzioni ricordano chi ha assolto al proprio compito fino al supremo sacrifici della vita - ha detto - con quegli attentati sono state colpite delle vite umane ma non la continuita' dello Stato e la sua capacita' di reagire alla violenza e alla criminalita'. Sul sangue di quelle vittime l'Italia ha rafforzato la sua azione e moltiplicato gli sforzi, tanto che tutti i capi mafia tranne uno oggi sono all'ergastolo". (AGI) .
 

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