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MONTE DEI PASCHI DI SIENA ALTRI 3000 ESUBERI SI VENDE AL MIGLIORE OFFERENTE

SIENA 19 GIUGNO 2012 CORSERA.IT

MONTE DEI PASCHI DI SIENA E IL GIOCO DELLE TRE CARTE.IL TERZO ISTITUTO ITALIANO E' ORMAI IN BALIA DELLA TEMPESTA.SI CERCA DISPERATAMENTE UNA VITA DI USCITA,MA LA SOLA PRATICABILE E' LA VENDITA A UN GRUPPO INTERNAZIONALE.LA BANCA GUIDATA,FINOI A POCHI MESI FA, DA GIUSEPPE MUSSARI E' AFFONDATA,SOTTO I COLPI DELLA NEGLIGENZA,DELLA MALAGESTIO.MIGLIAIA I DIPENDENTI CHE DOVREBBERO ESSERE SACRIFICATI SE LA PRESA DELLA FONDAZIONE DEL MONTE DEI PASCHI,VORRA' CONTINUARE A GIOCARE UN RUOLO PREDOMINANTE.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA,LA CARTINA DI TORNASOLE DEL MONDO POLITICO DELLA SINISTRA ITALIANA E DEL SUO ESTEMPORANEO CENTRO.SE C'E' UN SIMBOLO DELLA CADUTA DEL POTERE DEL PD E DEL CENTRO DEMOCRISTIANO ITALIANO,LO SI PUO' LEGGERE IN CONTROLUCE,TRAMITE IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA,TERZO ISTITUTO ITALIANO,DIVENTATA LA SANTA BARBARA DI UN SISTEMA POLITICO OGGI IN DISUSO.IL NUOVO A.D. FABRIZIO VIOLA,STA CORRENDO PER CERCARE DI EVITARE LA CATASTROFE DEL NUOVO AUMENTO DI CAPITALE RISCHIESTO DALL'EBA,E MANI ATTENTE LAVORANO CON BANCA D'ITALIA,PER METTERE A PUNTO LA FORMIDABILE ARMA DEI CO.CO.BOND,ALTRO STRATAGEMMA FINANZIARIO PER AGGIRARE L'OSTACOLO DEL DEFICIT PATRIMONIALE.MA DIETRO LA COLTRE SCURA DI PIAZZETTA SALIMBENI,SIA VIOLA CHE PROPFUMO,LAVORANO ALLA...

VENDITA DELLA BANCA,ORMAI IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA E' ESANGUE,E PER REGGERE L'IMPATTO DEI COSTI,SI CALCOLA CHE VI SIANO ALMENO 3000 ESUBERI.SE SIENA, VUOLE RESISTERE DA SOLA,DEVE FALCIDIARE I COSTI,LICENZIARE ALMENO ALTRE 3000 PESONE,OLTRE LE DUEMILA GIA' IN MOBILITA'.I CONTI SONO PRESTO FATTI,LA NAMCA DEVE RIPORTARE A REMUNERARE IL CAPITALE INVESTITO,ALTRIMENTI ANCHE GLI ULTIMI SOCI DI QUESTA AVVENTURA DRAMMATICA,USCIRANNO DALLA COMPAGINE.SE INVECE SIENA,COME IMMAGINO,DECIDERA' DI CONVOLARE A GIUSTE NOZZE,GLI IMPIEGATI POTREBBERO ESSERE SALVATI E DIROTTATI CON ALTRE FINALITA' INDUSTRIALI.NON C'E' SPERANZA PER LA BANCA PIU' ANTICA DEL MONDO,CHE NON RIVOGERSI AL MERCATO E CAPIRE,QUALE GRUPPO INTERNAZIONALE NE POSSA SALVARE IL DESTINO INFAUSTO.LA FONDAZIONE DEVE DUNQUE FARE ANCORA UN PASSO INDIETRO E IL PROSSIMO AUMENTO DI CAPITALE DECIDERA' UNA VOLTA PER SEMPRE LE SORTI DI QUESTO FALLIMENTO INDUSTRIALE.

Titolo giù in Borsa in attesa di piano industriale
Banca Mps é di nuovo sotto la pressione delle vendite: i titoli dell'istituto senese accusano un ribasso del 3,9% portandosi sul nuovo minimo di 0,1781 euro, nell'attesa del piano industriale che verrà esaminato dal cda lunedì prossimo e illustrato alla comunità finanziaria martedì. Il valore di Borsa dell'istituto più antico al mondo ormai si é assottigliato a 2 miliardi, livello inferiore al rafforzamento richiesto dall'Eba per fine giugno e pari a 3,2 miliardi di euro.
Gli investitori si interrogano su come il nuovo amministratore delegato, Fabrizio Viola, riuscirà a rispettare i dettami dell'autorità europea delle banche: per adesso é riuscito a recuperare circa 2,3 miliardi, ma all'appello manca sempre un miliardo e a Piazza Affari c'é chi non esclude che alla fine verrà lanciato un nuovo aumento di capitale, anche se questo é stato più volte escluso dai vertici. Del resto l'operazione comporterebbe un ulteriore diluizione della Fondazione, già scesa al 36%. Se nei prossimi giorni verrà raggiunto un accordo per la cessione di Biverbanca, corteggiata da Popolare di Vicenza e Cr Asti, Mps potrebbe incassare circa 200 milioni. È inoltre allo studio, almeno secondo indiscrezioni, la vendita di alcuni sportelli di Antonveneta. In più c'é la cartuccia dei così detto Co.Co bond, titoli che si convertono in azioni nel caso in cui il patrimonio scenda sotto una certa soglia, ventilata nei mesi scorsi dallo stesso Viola.
A peggiorare il quadro, questa mattina, c'é anche la notizia che Standard & Poor's ha posto in credit watch negativo il rating a lungo termine «BBB» e quello di breve termine «A-2» su Banca Monte dei Paschi di Siena.
Intanto la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha reso noto poco fa che é stato raggiunto un accordo con le banche finanziatrici, relativo al ribilanciamento del complessivo debito finanziario, «in coincidenza con la scadenza in data 18 giugno 2012 degli accordi di standstill». La finalizzazione «é attesa nei prossimi giorni con la definizione dei dettagli tecnici e salvo approvazione da parte dei rispettivi organi deliberanti».


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