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BANCA POPOLARE DI MILANO DISASTRO ARRESTATO MASSIMO PONZELLLINI

 29 mag. - (Adnkronos/Ign) - I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito questa mattina un mandato di arresti domiciliari per l'ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini e un suo ex collaboratore Antonio Cannalire. Misura cautelare anche per Francesco Corallo, allo stato, però, irreperibile perché all'estero. Gli arresti sono stati eseguiti nell’ambito dell’inchiesta milanese su un finanziamento sospetto da 148 mln di euro alla società Atlantis di Francesco Corallo. Contestati l'infedeltà patrimoniale e l'associazione a delinquere finalizzata a più reati tra cui la corruzione.... , l'appropriazione indebita, l'emissione di fatture false e il riciclaggio. Nell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano risulta indagato anche Marco Milanese e l'ex direttore generale di Bpm Enzo Chiesa.

 

 

Il presunto meccanismo criminoso, secondo gli inquirenti, consisteva nell’erogazione indebita da parte della Banca popolare di Milano di ingenti finanziamenti, indebitamente concessi anche grazie alla falsificazione dei procedimenti valutativi degli organi della Banca, in favore di diverse società a fronte del pagamento o promessa di somme di denaro, pari a circa 5,7 milioni di euro, al fine di ricevere favori nei procedimenti di concessione e mantenimento del credito bancario.

 

 

Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip di Milano sottolinea come "le pratiche introdotte da Cannalire riguardano quasi sempre soggetti legati in qualche modo a personalità di rilievo del mondo politico-istituzionale". Nell'ordinanza, infatti, viene tra l'altro riportata una intercettazione nella quale Cannalire chiama la segretaria dell'allora ministro Paolo Romani dicendo: "mi dice il mio capo, Ponzellini, finché c'abbiamo una banca si puo' invitare stasera Paolo a cena". In particolare l'ex ministro Romani, secondo gli inquirenti milanesi, si è interessati a far avere un finanziamento a Ilaria Sbressa per il canale televisivo 33 del digitale terrestre. "L'imprenditrice - scrive il gip - mirando a ottenere un finanziamento di 500mila euro dalla Bpm, si è rivolta direttamente a Cannalire, il quale a sua volta ha ricevuto una sollecitazione dell'allora ministro Paolo Romani ('che gli avrebbe fatto pelo e contropelo per il fatto che la pratica di finanziamento della Sbressa pè bloccata da un mese')".

 

 

Anche Paolo Berlusconi si è rivolto ad Antonio Cannalire per ottenere finanziamenti. Il finanziamento chiesto da Paolo Berlusconi, però, aveva creato delle perplessità nel capo divisione crediti, il quale, ricorda il gip nell'ordinanza ''faceva presente che il cliente 'chiede una cosa che fatta cosi' sta un po' sull'impossibile, nel senso che chiede l'anticipo su utili che ci saranno forse in societa'''. Nonostante le richieste avanzate dall'imprenditore erano soggette a valutazioni di merito creditizio negative ''gli affidamenti sono stati concessi''.

 

 

Dall'ordinanza emerge inoltre che per la società Quintogest, ''è stato l'ex ministro Ignazio La Russa a chiedere un interesasmento personale a Ponzellini, parrebbe qui soltanto per accelerare i tempi della pratica''. Quel giorno, scrive ancora il gip ''tale Giordano della Quintogest chiamava direttamebnet Cannalire riferendo di avere spiegato a La Russa che la sua pratica non era di facile trattazione e che questi aveva replicato 'allora chiamo io Massimo, vedrai che è facile' ''.

 

 

Oltre a La Russa anche Daniela Santanché veicolava richieste di finanziamento soprattutto sollecitando Cannalire, ''con il quale - scrive il gip - mostra un rapporto di notevole confidenza''. E' il caso del finanziamento per Visibilia e ''anche in questo caso - scrive il gip - l'attività della società non sembra finanziabile''.

 

 

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Milano, Cristina Di Censo, a seguito delle risultanze dell'attività investigativa, svolta su delega di Roberto Pellicano e Mauro Clerici, Sostituti Procuratori presso la Procura della Repubblica di Milano, finalizzata ad accertare fatti illeciti commessi nella gestione del credito.

 

 



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