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BARACK OBAMA UNA SCOSSA ECONOMICA PER IL MONDO INTERO.

Washington 24.1.2009(corsera.it) di Matteo Corsini

Barack Obama è al lavoro per definire le contromisure alla crisi economica,la scossa elettrica per riuscire ad invertire la rotta del disastro finanziario. Si punta nel pacchetto ad un margine tra aiuti fiscali e liquidità alle aziende per un ammontare di altri 850miliardi di dollari. Peter R.Orszag è stato nominato il direttoredi questo budget finanziario .

Ma forse quello e più di ogni altra cosa che i cittadini americani e i mercati finanziari intendono mettere al vaglio e' il "metodo Obama ",le qualità con le quali intenderà assistere la spendita di denaro pubblico per non incorrere nella ovvia...

...situazione che forse si è verificata come nei casi di AIG,dove a seguito dei finanziamenti i managers dell'azienda hanno continuato a gettare quei soldi dalla finestra.Barack Obama sarà dunque il Presidente del popolo e delle strade come in effetti ha dimostrato di voler essere,quindi di impostare le strategie economiche del paese ascoltando i rumori della strada e le parole della gente,l'economia dei fatti contro quella delle regole teoriche o quella delle formule matematiche,quella dei sentimenti e delle speranze che si infrangono sulle barriere alle volte insormontabili della globalizzazione costruita dentro le università. Barack Obama deve riuscire a bilanciare perfettamente la teoria con la pratica,ad assumere iniziative che indichino anche la strada diversa della crescita economica,tornare indietro come ha voluto dimostrare ripercorrendo la storia americana attraverso i padri fondatori americani,  alle radici della loro esistenza  economica,carpire da quella storia i segreti di uno sviluppo sano ed equilibrato. Il vortice economico del credito sintetico e dunque della trasferibilità ad altri del pericolo del deterioramento del profilo di credito di un singolo individuo o di mille individui deve essere tamponato proprio ripartendo da altre e più generali considerazioni,come quella del rapporto delle civiltà moderne con il senso dello sviluppo,con i significati,i valori.

Barack Obama deve invertire la rotta anche delle condizioni di utilizzo dei soldi pubblici,vale a dire indicare le regole e la metodologia dell'impiego. I cittadini americani si attendono che questa volta il Governo americano sarà in grado di condizionare anche il modus operandi di questi managers padroni dell'economia,che l'uso di denaro pubblico eriga una barriera proprio contro le malversazioni. Insieme ai soldi dunque leggi e regole,condizioni di ferro che le aziende dovranno rispettare. E' la mentalità Obama che il mercato e i cittadini vogliono veder stampata a grandi lettere nel firmamento del mercato globale,ascoltare la voce della giustizia contro quella della truffa e del ladrocinio .Barack Obama dovrà dunque attendere ad un ufficio difficile,quello di trasformare l'economia libera per eccellenza in un ranch guardato a vista dagli sceriffi pubblici. Ma questa opera non è facile ,poichè rischia di inquinare  i principi di quella liberalità che i mercati hanno costruito nel proprio sviluppo come utili e necessari alla crescita  del capitalismo moderno,malgrado alcuni raffinati prodotti di ingegneria finanziaria siano poi stati utilizzati contro le intenzioni provocando il disastro magnetico del credito sintetico che non assume alcuna garanzia ma ne trasferisce ad altri il pericolo.

Barack Obama ha due sfide davanti agli occhi,bloccare la ruota pericolosa della guerra e degli odii politici e religiosi e riuscire a disincantare quel meccanismo devastante che ha spaccato  il ghiaccio sul lago immenso dell'economia globale.

Barack Obama per andare avanti deve riuscire a far fare un passo indietro agli americani,farli guardare allo specchio,calpestare i sentieri delle frontiere che questa volta veramente sono state dimenticate e di cui nessuno ha più traccia o sentore. Promuovere dunque uno sviluppo rurale e scientifico utilizzando il sole il mare e il vento è sintomatico di quel processo anche culturale che questa nuova amministrazione vuole generare .

Matteo Corsini

 

 

 

 


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