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STRISCIA DI GAZA.LE OPPORTUNITA' DI ISRAELE E QUELLE DI DIO.

Tel Aviv 25.1.2009(corsera.it) di Matteo Corsini

Il Ministro degli esteri Tzipi Livni commentando la strategia politica degli Usa e della nuova amministrazione presieduta da Barack Obama parla di opportunità per Israele ,soltanto qualora questa optasse per la via della pace anziché proseguire per quella della guerra. L’opportunità che si traduce in un potente armistizio tra i due contendenti,il congelamento delle azioni militari e di quelle terroristiche di Hamas. Le opportunità che sono lo schermo invisibile in cui Israele vuole nascondersi,per celare anche le responsabilità della gestione militare nei territori occupati. Poichè se vogliamo considerare gli atti di Hamas come puri e strumentali ad una strategia terroristica,dobbiamo al contrario immaginare le opportunità che una diversa gestione dei territori occupati.....

 

 

... lascerebbe ai cittadini palestinesi,quelli che vogliono liberarsi del gioco violento della fazione politica di Hamas e mantenere viva la propria dignità e indipendenza.

Le opportunità di cui parla la signora Tzipi Livni sono la definizione dei ruoli tra i due popoli,la messa a fuoco anche di obiettivi comuni da realizzarsi nel corso del tempo,la rinascita di una relazione non soltanto commerciale ma soprattutto umana. L’odio cieco che ha caratterizzato queste ultime settimane di guerra,il massacro senza precedenti di moltissimi civili palestinesi,non lascia molto spazio a queste opportunità che la nuova amministrazione americana intenderebbe creare,perché i morti sono ormai dei giganti nella Striscia di Gaza,le loro figure ammantate con i sudari del martirio urlano e cantano ad ogni ora del giorno e della notte e quella terra insanguinata non ha voglia di essere cancellata dal vento. Sulla soglia del mondo,ai confini del baratro della guerra fetida e puzzolente, le opportunità hanno le gambe di argilla  e rappresentano il pendolo,il tempo che scandisce la sconfitta della politica di Israele. Barack Obama dovrebbre riuscire a cancellare due settimane di storia contemporanea,due settimane di terrore e orrore,due settimane di stragi di civili,riuscire a dimenticare .Ma il ministro degli Esteri Tzipi Livni forse si illude,forse immagina che cancellando i palestinesi della striscia qualcosa possa fatalmente cambiare,mentre in quella parte del mondo germoglia nuovo odio per Israele. Le opportunità dunque si accavallano oltre quei confini e quella frontiera,le opportunità che si invocano dovrebbero non avere memoria,dovrebbero cancellare anche il rimorso,ma sappiamo tutti che non è possibile immaginarlo. L’unica consolazione che rimane al ministro degli esteri Livni è attendere che quel pendolo rumoroso che batte il tempo aggiunga altri giorni di tranquillità prima che ancora una volta riprenda il conflitto e il suo popolo quello di Israele ritorni alla guerra avendo perduto un’altra occasione di pace.

 


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