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LA TRAGEDIA DI WALTER VELTRONI IL VIGORE DI ANTONIO DI PIETRO.

Roma 4.2.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

La morte del consigliere comunale di Castellamare di Stabia  Luigi Tommasino di 43 anni lascia l’amaro in bocca e getta un’ombra ancora più cupa sulle commistioni tra politica e camorra. Sopratutto demolisce l’immagine del PD che oggi barcolla,malgrado gli sterili tentativi di Walter Veltroni di trovare un’armonia da opposizione all’interno del partito. Mentre il Partito Democratico affonda nella tragedia umana e politica della sua classe dirigente ormai inadeguata ai tempi, Antonio di Pietro avanza anche negli schermi televisivi,a cui proprio ieri sera Matrix cuce addosso un capolavoro balistico .

 “Tonino nel mirino”  è il titolo della trasmissione e Enrico Mentana ieri in splendida forma riesce a trasformare la polemica della gestione dei finanziamenti pubblici all’ Idv,  in un trionfo mediatico per Antonio di Pietro che ieri appariva anche bello,anzi un vero e  proprio playboy.Matrix come Xfactor,Enrico Mentana come Morgan,ha costruito il suo personaggio,gli ha dato il vestito e soprattutto offerto in prima serata la sponda per parlare con gli italiani,entrare nel merito della polemica con Vittorio Feltri e gli attacchi a quella che a prima vista potrebbe apparire come una personalistica gestione dei finanziamenti pubblici al partito dell’IDV. Antonio Di Pietro si è destreggiato con armonia e fluidità tra le polemiche, ha risposto con precisione spiegando al pubblico non pagante come intende lui la politica,come dovrà esserlo in futuro.

Per Silvio Berlusconi che odia Di Pietro,Tonino rappresenta oggi il cavallo di troia per distruggere la sinistra italiana,squarciare il Partito Democratico nelle sue viscere e dargli il colpo di grazia,poi come liberarsi del Molisano si vedrà .Se c’è infatti un pericolo nella strategia di Antonio di Pietro è il virus patologico dell’egocentrismo che anche nella persona più equilibrata potrebbe giocare il ruolo fondamentale. Il distacco PD IDV è pericoloso ma  non sintetizzabile e quindi il collegamento tra i due era funzionale sebbene non necessario. Eppure l’alleanza riuscirebbe a sgretolare la forza granitica del Cavaliere,perché la base dei DS è indispensabile per una vittoria politica di lungo termine. Antonio Di Pietro come Bettino Craxi ,si appresta a diventare l’ago della bilancia della politica istituzionale italiana,l’equidistanza tra sinistra e destra lo mette al centro,rigido ma poliziesco,ombra che forse incoraggia molti elettori ma ne lascia in disparte un numero ancora maggiore.

Il PD con Antonio di Pietro candidato Presidente del Consiglio potrebbe battere Silvio Berlusconi perché garantirebbe il futuro politico italiano che al contrario dentro il PDL è e sembra incerto. La barca infatti stramazzerebbe al suolo per le faide interne tra i Leghisti e quelli di Alleanza nazionale,ma soprattutto per la pochezza della personalità politica dei Roberto Maroni e dei Gianfranco Fini.

Ma Silvio Berlusconi sogna di inchiodare Di Pietro prima che tutto questo avvenga, per assicurare il futuro al suo partito. Come farà? E’ una domanda che mi faccio da qualche tempo ,ma forse per adesso è importante decimare il PD,divorarlo da dentro,fino a far scoppiare l’odio degli sconfitti verso lo stesso alleato.

 


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