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CORSERA REGIONE LAZIO CARLO TAORMINA FIORITO ER BATMAN E IL GIOCO DELLE TRE CARTE

ROMA 24 SETTEMBRE 2012 CORSERA.IT DI RENATO CORSINI

Scandalo Regione Lazio. Malus civis mala gestio. E’ l’epitaffio da incidere con lo scalpello sulla lastra di marmo di Carrara  che copre la tomba del consiglio regionale del Lazio recentemente defunto.La Polverini, vedova  inconsolabile, piange lacrime di coccodrillo per l’abbuffata  “ vergognosa” ( copyright  del numero uno dei Vescovi  italiani Bagnasco )  delle risorse della collettività messa a disposizione dei partiti. Nessuno escluso ne ha approfittato. Ma c’è chi ne ha approfittato utilizzando i soldi del contribuente refluiti nelle casse del Tesoro per utilità personali. Peculato ? Appropriazione ...

 ...indebita? Abuso d’ufficio? Alcuno dei partiti della maggioranza e dell’opposizione ha vagheggiato lontanamente di esagerare nel maneggiare tanto denaro ottenuto dal contribuente manovrando l’espediente delle leggi regionale. Si dirà dura lex sed lex. La baldoria ha contagiato in particolare il centro destra. Denari di cui si sono dotati senza sudare stando comodamente seduti nell’area consiliare. Il prof. Taormina che difende l’indagato dal nomignolo Batman cerca di affievolire il reato di peculato ascritto al suo cliente in appropriazione indebita. Alternativa interessante, ma occorre osservate che i consiglieri regionali sono pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni legislative e amministrative. Sostenere come va dicendo in giro il prof che i partiti sono associazioni private non riconosciute non  sbianca le risorse pubbliche in donazioni di privati. Deviare dalla loro utilizzazione di supporto alla attività politica in illecito sperpero per utilità personali è peculato. La Corte dei Conti credo che abbia risolto il quesito del giochetto delle tre carte utilizzato per farla franca affermando la giurisdizione del  magistrato contabile. Ora si cerca disperatamente di correre al riparo chiudendo la stalla quando ormai  i buoi sono usciti. Si deliberano tagli alle spese, si tagliano le auto blu, si riducono le commissioni, si dichiara  di restituire il maltolto dalle tasche del contribuente. E’ penoso. Non s’incollano i cocci di un vaso prezioso, è inutile, ha perso la sua credibilità, il suo valore. Così è della governatrice Polverin e della sua maggioranza di malus civis che hanno generato la mala gestio. Povera donna. Il treno delle dimissioni le è passato davanti e non lo ha preso al volo. Bello sarebbe stato che alla fine del suo discorso in aula consiliare paragonando lo scandalo all’esondazione dell’ Arno che sommerse Firenze, in uno scatto di orgoglio femminile avesse a gran voce detto “ tutto è perduto, fuorché l’onore”. E’ invece no. Si è fatta raggirare dai suoi sostenitori politici Fini e Berlusconi gli stessi che l’hanno gettata nell’agone politico delle regionali. Il contatto con il potere l’ha maciullata.Ma fa ancora in tempo a dimettersi. Eviterebbe altre probabili umiliazioni. Non se la prenda, absit iniura verbo. Sono in atto le dimissioni dei consiglieri dell’opposizione per defenestrarla. Eviti lo smacco. “Tutto è perduto, fuorché l’onore”.

Renato Corsini.



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