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CORSERA LETTERA LAVITOLA ENRICO LA MONICA HA SALVATO GUIDO BERTOLASO

Particolarmente inquietante il passaggio sull’ex maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica, coinvolto nell’inchiesta P4 assieme con il deputato del Pdl Alfonso Papa e con l’uomo d’affari Luigi Bisignani e latitante da oltre un anno («io lo mantengo da un anno in Senegal»): «Era la fonte - scrive Lavitola a Berlusconi - che ha quantomeno contribuito a salvare Bertolaso (glielo può chiedere), ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei senatori, ha dato una mano sul serio nelle indagini su Saccà (con le intercettazioni) e Cosentino, e ha eliminato alcune foto che La vedevano ritratto assieme a Bassolino e ad alcuni mandanti della Camorra per la vicenda dei rifiuti (sono certo che lei non sapesse chi fossero). Eravamo in grande debito e lui si era reso conto che Bisignani e Papa lo ...

Napoli - Un rimborso spese di 4-500mila euro per il viaggio a Santa Lucia che doveva dimostrare l’appartenenza al cognato di Fini dell’appartamento di Montecarlo. Poi il passaggio del senatore De Gregorio dal centrosinistra al centrodestra, fantomatiche fotografie in cui Berlusconi era ritratto con Antonio Bassolino e alcuni camorristi: è un lungo elenco di promesse ricevute, favori fatti e insinuazioni, la lettera che Valter Lavitola scrisse lo scorso dicembre al Cavaliere e che i pubblici ministeri di Napoli hanno trovato nel computer di Carmelo Pintabona, l’uomo d’affari e politico di origine siciliana che con Lavitola è indagato per tentata estorsione all’ex premier.

La lettera, mai recapitata (Pintabona ne avrebbe però riferito il contenuto in sintesi al Cavaliere), è stata depositata dai sostituti Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock al processo, che per Lavitola incomincerà nelle prossime settimane, “saltando” l’udienza preliminare.

Nel testo, zeppo di refusi e strafalcioni, Lavitola elenca una serie di benefici che l’ex premier gli avrebbe concesso in cambio di favori vari. In particolare, un rimborso spese per il viaggio a Santa Lucia, in America Centrale, per procurare atti che avrebbero dovuto dimostrare che proprietario effettivo di quell’appartamento di Montecarlo (un tempo appartenuto ad An) era il cognato di Fini. Lavitola scrive di aver ottenuto «400/500mila euro (non ricordo) di rimborso spese per la “Casa di Montecarlo”, dove io ce ne ho messi almeno altri 100.000. Martinelli (il presidente di Panama, ndr) ha contribuito con 150.000 euro oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300.000 euro), quando Le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300.000 euro)». Documenti di cui Berlusconi si sarebbe servito per colpire il presidente della Camera e che dunque, afferma l’ex direttore dell’Avanti!, «scottavano»: per evitare che gli fossero trovati, li portarono fuori dall’aeroporto i piloti del volo privato Panama-Roma pagato, appunto, dal presidente del paese centroamericano.

Secca e durissima la reazione di Fini alle rivelazioni di Lavitola: «Dovrei dire che sono soddisfatto e che il tempo è galantuomo, invece dico che sono profondamente indignato e spero che gli italiani capiscano chi è Silvio Berlusconi», ha detto oggi, sottolineando di essere stato informato che «il documento fornito dallo stato di Santa Lucia era “una patacca”». Ancora: «Provo disgusto nei confronti di una persona che davvero merita di essere conosciuto per quello che autenticamente è. E non mi riferisco a Lavitola. Era tutto organizzato».

In tarda serata è arrivata la notizia che Berlusconi, proprio in relazione alle dichiarazioni di Fini, «ha dato ampio mandato ai suoi legali di esperire tutte le più opportune e necessarie azioni giudiziarie», secondo quanto reso noto dal portavoce del presidente del Pdl, Paolo Bonaiuti. Che ha aggiunto: «Stupisce che l’onorevole Fini fondi le sue opinioni su un documento il cui contenuto non è stato in alcun modo avvalorato dal suo asserito autore e non ha avuto alcun riscontro nelle sedi proprie».

Ancora, nella lettera l’ex direttore dell’Avanti! elenca tutte le altre circostanze in cui, a suo dire, avrebbe reso servigi al Cavaliere: «Era in debito - scrive - per aver io “comprato” De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie della procura di Santa Maria Capua Vetere, da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie» e per avere «lavorato» Dini. A fronte di tanti favori, Berlusconi avrebbe fatto a Lavitola alcune promesse, molte delle quali, però, non mantenute. Lavitola si lamenta, in particolare, di non essere entrato a fare parte del governo, di non essere stato eletto al Parlamento europeo e di non aver avuto incarichi importanti.

Particolarmente inquietante il passaggio sull’ex maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica, coinvolto nell’inchiesta P4 assieme con il deputato del Pdl Alfonso Papa e con l’uomo d’affari Luigi Bisignani e latitante da oltre un anno («io lo mantengo da un anno in Senegal»): «Era la fonte - scrive Lavitola a Berlusconi - che ha quantomeno contribuito a salvare Bertolaso (glielo può chiedere), ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei senatori, ha dato una mano sul serio nelle indagini su Saccà (con le intercettazioni) e Cosentino, e ha eliminato alcune foto che La vedevano ritratto assieme a Bassolino e ad alcuni mandanti della Camorra per la vicenda dei rifiuti (sono certo che lei non sapesse chi fossero). Eravamo in grande debito e lui si era reso conto che Bisignani e Papa lo sfruttavano e lo prendevano in giro promettendogli di andare ai servizi per guadagnare 200 euro in più al mese. Non c’è nulla di più pericoloso di un amico che si sente tradito, abbandonato e senza vie di uscita».


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