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CORSERA CONI PRESIDENZA FRANCO CARRARO LE MANI DER BATMAN SULLO SPORT ITALIANO

ROMA 17 OTTOBRE 2012 CORSERA.IT  di Renato Corsini

CONI i privilegi della casta. In prima fila per la presidenza dell’ente pubblico il super burocrate Raffaele Pagnozzi pupillo di Franco Carraio. Sbarrargli la strada è un’opportunità da non perdere impedendo alle lobby politiche trasversali di decidere ancora una volta a chi affidare la presidenza del CONI. L’alternativa un personaggio solido professionalmente dal passato sportivo e affidabile lontano dai partiti, indipendente. L’insegnamento del governo Monti  da perseguire ...

e attuare per riportare l’ente ad una gestione dignitosa.

 

Pagnozzi attuale segretario generale. Non c’è due senza tre. Pescante, Petrucci, Pagnozzi.. La 3 P del CONI  ex dipendenti parastatali. Il dr. Pagnozzi , nato il 5 luglio 1948,è stato assunto con contratto di giornalista professionista, con decorrenza del rapporto di lavoro 1° gennaio 1973. Ha prestato servizio ininterrottamente nell’ufficio studi e legislazione. Nel luglio 1987, Franco Carraro ministro del turismo e dello spettacolo ottiene dal CONI la destinazione di Pagnozzi presso il proprio dicastero con l’incarico di segretario particolare del ministro,Nel febbraio 1991, Carraro eletto sindaco di Roma ottiene nuovamente  dall’ente la sua destinazione presso il comune con Il governo Montil’incarico di segretario particolare del sindaco. Nel giugno 1993, il consiglio nazionale del CONI nomina su designazione della giunta esecutiva ( ora giunta nazionale ) Pagnozzi segretario generale dell’ente pubblico. Una brillante carriera, come del resto quelle dei suoi colleghi Pescante e Petrucci, cresciuta sotto l’ombrello protettivo di Carraro, parapioggia che  non si è affatto dischiuso, per il peso specifico del personaggio nello sport italiano e internazionale.

 

Nelle ultime elezioni, 6 maggio 2009, il prof. Franco Cimenti , presidente della federgolf, affacciò la sua candidatura alla presidenza. Petrucci era al suo terzo mandato consecutivo. Un mezzo quadriennio succedendo a Pescante dimissionario e due quadrienni pieni. Dieci anni consecutivi. La sua terza elezione era illegittima prevedendo le disposizioni legislative vigenti il limite di due mandati, “ non oltre due mandati”, Il governo intervenne con un provvedimento ad personam consentendo a Petrucci la terza rielezione eliminando la limitazione del mandato,” non oltre due mandati”. Violazione della mens della legge 15 marzo 1997,n.59 che introduceva il principio  normativo di limitare i mandati degli enti pubblici ad una sola riconferma al fine di evitare il coagularsi di posizioni di potere, come si può rilevare dalla lettura degli atti parlamentari.

 

Il prof. Chimenti pensò inizialmente di ostacolare la quarta elezione di Petrucci con un ricorso al TAR  del Lazio. Le motivazioni per il ricorso erano fondate tanto che Chimenti mi confidò che aveva incaricato un magistrato amministrativo in pensione di occuparsene. Poi il passo indietro. Il governo Monti  dovrebbe intervenire per ripristinare la  lettura della legge n.59/1997 impedendo il riprodursi di posizioni di potere nell’ente pubblico governato da Petrucci per 14 anni consecutivi.

Renato Corsini.


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