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CORSERA CONI I BATMAN DELLO SPORT & E I PREDATORI DEI 400 MILIONI

ROMA 17 OTTOBRE 2012 CORSERA.IT

CARI COMPATRIOTI,

MENTRE SUL CONTRIBUENTE ITALIANO INCOMBE LA PRESSA DEL GOVERNO DI MARIO MONTI,AL CONI IN ITALIA SI FA FESTA,UN TRIPUDIO DI BATMAN E DI PREDATORI CHE GROGIOLANO NELLA TORTA DA 400 MILIONI DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI.

Elezioni CONI e federazioni sportive. Rottamare la nomenklatura,. Eliminare la burocrazia che soffoca e impedisce il rinnovamento. Pescante, Petrucci, Pagnozzi giunti alle massime cariche dell’ente pubblico hanno costruito le loro carriere sfruttando la forza occulta della burocrazia i meccanismi economici che elargiscono i finanziamenti delle federazioni. Non emergono personalità sportive di capacità manageriale, di serietà affidabile, di cultura, qualità quest’ultima indispensabile.Indipendenti dalla politica, dalle influenze esterne che dello sport se ne servono per i propri interessi, dal condizionamento ....

delle segreterie federali e centrali che spesso determinano la scelta dei candidati e le preferenze  dei voti delle società sportive. Ciò che accade nella politica accade nello sport nel suo ordinamento pubblico nazionale. I finanziamenti dello Stato oggi nell’ordine di 400 milioni di euro sono in parte sperperati, in parte male utilizzati, e in parte  sono sfruttati per fini personali dalla nomenklatura, in particolare di quella inamovibile. Il consenso elettorale creato sui favori e per la disponibilità di somme da erogare in favore del rispettivo bacino di consensi che si perpetua di quadriennio in quadriennio. Fallimenti di gestione che impediscono lo sviluppo delle discipline, ostruzionismi,vendette,emarginazioni di talenti che si ribellano e si allenano per proprio conto,

 

Dieci anni è durata la presidenza del CONI di Gianni Petrucci. Quattro mandati consecutivi. Non ne aveva i requisiti di legittimità. E’ intervenuta la politica per consentirgli di continuare a dominare la scena indisturbato. Il governo ha modificato l’art. 3 del decreto legislativo 23 luglio 1999,n.242 attuata con il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15, ai sensi dell’art. 1 della legge 6 luglio 2002 , pubblicato sulla G.U. n.21 del 27 gennaio 2004. Nella precedente lettura dell’art. 3 si disponeva che il presidente del CONI non poteva restare in carica “ oltre due mandati”. Così si spiega l’invadenza della politica nello sport per il suo interesse specifico nel nominare la classe dirigente del CONI ed anche in talune federazioni  di quelle più importanti e prestigiose come, per esempio,la federcalcio.

 

Il caso federazione baseball. E’ un prototipo che merita attenzione.  Il presidente Riccardo Fraccari si è candidato per il terzo mandato consecutivo. E’ presidente della federazione internazionale. La compatibilità delle due cariche è prevista dallo statuto federale. E’ indubbiamente una anomalia che all’estero non comprendono. Esprime ed è più grave una conflittualità d’interessi che supporta il potere di Fraccari all’interno della sua federazione. E’ uno sgarbo alla democrazia che esige la divisione dei poteri  nel medesimo sistema sportivo, tra due ordinamenti uno nazionale uno internazionale. Dominio assoluto che il CONI protegge e non condanna che intimorisce e impedisce il rinnovarsi delle cariche.

 

Venti milioni di euro spessi per organizzare in Italia i campionati mondiali di baseball . Quarantotto partite, di cui due a San Marino. Trentacinquemila spettatori con una media di 800 presenze. Una sola squadra di rango di serie  A  del campionato di calcio ne raccoglie anche di più in un unico incontro. Una gestione federale perdente  sia per il profilo organizzativo sia per il profilo dello sviluppo di questo sport in Italia. Un acuto osservatore esterno , bene informato, con collegamenti all’estero di personalità sportive, Giulio Gloriso, che ha fatto la storia del baseball nel dopo guerra rilanciando una disciplina destinata a morire, dal suo osservatorio così ha commentato la gestione  federale di Fraccari.

 

“ Ho letto con soddisfazione quanto lei ( Fraccari, n.d.r. ) ha scritto relativamente agli oriundi ed alla ricostruzione del nostro patrimonio di atleti italiani, depauperatosi in anni di insensata politica sportiva sia da parte della federazione che anche , però, delle società sportive. Gli oriundi, a mio avviso introdotti unicamente per risolvere i problemi della nazionale, oggi non sono più una soluzione. Io credo che questa politica abbia fallito e abbia distrutto il poco che rimaneva, vista la ricerca affannosa dell’oriundo da parte di tutti i clubs, con la conseguenza di oriundi “discutibili” in legittimità ( per le lungaggini richieste per l’ottenimento di passaporti regolari) ed in valenza tecnica”.

 Venti milioni di euro spesi senza alcun ritorno per il baseball italiano.

Renato Corsini


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