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UNICREDITO LA SINDROME DI STOCCOLMA .AZIONISTI IN OSTAGGIO.

Milano 16.2.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

Unicredit scivola ancora in borsa arrivando a limare quota 1.21 a ragione della debolezza del Bank Pekao in evidente difficoltà per la recessione che si sta abbattendo sulla Polonia.Un dato drammatico che mette in evidenza la strategia folle di Alessandro Profumo che negli anni scorsi ha inteso fare man bassa di banche e banchette dell'Est immaginando che da quelle parti i sistemi economici avessero maggiori probabilità di produrre ricchezza.

Così non è stato,anzi si doveva immaginare che la ripresa economica non potrebbe cominciare da paesi che per lungo tempo  sotto il comunismo non hanno certamente sviluppato gli anticorpi delle crisi cicliche del capitalismo moderno.

La banca di Piazza Cordusio è ormai in difficoltà malgrado libici e amici abbiano fino ad oggi tappato le falle,nessuno ha osato mettere in discussione la leadership di Alessandro Profumo,come presi dalla più classica delle Sindromi,quella di Stoccolma.Azionisti,dirigenti e consiglieri ,sono come irretiti dal fascino di colui che gli ha presi in ostaggio,rapito da quel tranquillo andamento finanziario di una banca di provincia. I soci ostaggi credono proprio in lui,al fautore del disastro di proporzioni bibliche,di cui forse non conosciamo esattamente l'entità.Difficile immaginare che il padre delle acquisizioni sia oggi mentalmente in grado di tagliare costi e filiali,perchè dovrebbe ammettere di aver preso una strada sbagliata e in salita.In qualsiasi sistema economico nessun manager potrà mai disfare quello che ha costruito,perchè la struttura mentale è impostata su quella logica.Se è vero come è vero che i tempi saranno difficili,forse Unicredito dovrebbe correre ai ripari cercando di eliminare in men che non si dica quelle bare d'acciaio delle banche dell'est che se coleranno a picco rischiano di trascinare a fondo anche i rami verdi italiani.Quanto capitale si potrà iniettare ancora dentro questa banca? Quali e quante sono le garanzie che noi non conosciamo offerte ai libici per spruzzare dentro denaro fresco dentro la banca e quanta parte dovrà fare anche il Governo,non essendo passato sotto banco il regalo cash che Silvio Berlusoni ha elargito alla Libia per rifondere i danni della guerra?

 

 

 


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