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CRISI FINANZIARIA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI.CITIGROUP SALVATA DALLO STATO USA.

New York 23.2.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini.

Mentre in America ci si appresta a salvare il gigante Citigroup dal fallimento trasformando l'investimento dello stato in acquisto di azioni ordinarie,la crisi finanziaria ha toccato venerdì sera il suo punto forse peggiore trascinando il prezzo di molti titoli bancari oltre ogni ragionevole valore.I giganti bancari americani Bank Of America e Citigroup hano varcato la soglia dell’Inferno sfiorando capitalizzazioni di borsa considerate irrisorie.Da noi in Italia San Palo Imi si è vista trascinare oltre la soglia dei due euro dalla violenza speculativa degli hedge funds,Unicredito ha sfondato la soglia dei 90 centesimi e Banco Popolare ha toccato quota 3.20 euro.

 Un saliscendi delle borse mondiali che si è acutizzato in coincidenza di quei provvedimenti che le autorità governative mondiali dovrebbero acquisire per stabilizzare i mercati e consentire un recupero fisiologico della fiducia necessaria a riprendere il cammino delle attività finanziarie.Eppure questa fase storica testimonia come l’indecisione dell’adozione di  questi provvedimenti stia giocando un ruolo fondamentale per un’ennesima fase di speculazione finanziaria devastante per le coronarie degli investitori e soprattutto per l’agognato equilibrio dei mercati.Infatti ogni indiscrezione sui provvedimenti da adottare diventa una lingua di fuoco di un rigurgito esplosivo in grado di far crollare i titoli azionari di quasiasii gigante della nostra economia,spaventare i mercati a tal punto che presi dal panic selling milioni di risparmiatori si disfano dei titoli più sicuri,considerando ormai ogni asset tossico e non remunerativo.

Le indecisioni de  leaders d’Europa ,come le tardive prese di posizione dell’amministrazione americana ,hanno di fatto consentito ai maggiori hedge funds mondiali di controllare e ghermire i mercati borsistici dilatando la forbice speculativa a livelli paurosi mai visti prima nella storia,neanche dopo il crollo delle torri gemelle.L’indecisione dei capi di governo e una tempestiva comune strategia di intervento come del resto auspicava Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno reso possibile la tempesta perfetta dei mercati finanziari,quegli effetti funesti che oggi si propongono di cauterizzare stabilizzando i mercati.

Questa ultima fase terribbile speculativa ha visto mescolarsi molte carte del capitalismo moderno mentre moltissimi operatori sono stati spazzati via come ramoscelli al vento.Forse tra qualche tempo capiremo meglio i motivi che hanno determinato tanta lentezza nell’adottare decisioni necessarie e i nuovi nomi del capitaliso mondiale e le loro amicizie politiche renderanno tutto più chiaro ed evidente.

 


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