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BUFERA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO , SILVIO BERLUSCONI NEI GUAI : ENEL CROLLA IN BORSA.

Roma 27.2.2009(Corsera.it) di Matteo Corsini.

Bufera alla Presidenza del Consiglio.

Insieme  al titolo Enel che crollava sotto i colpi della speculazione borsistica,anche alla Presidenza del Consiglio oggi le cose non andavano meglio .Sulla testa del Premier Silvio Berlusconi  si stava infatti abbattendo una vera e propria tormenta,che secondo le normative italiane si chiama  "sollecito di pubblico risparmio" ed è una violazione gravissima dei diritti del consumatore se avviene in assenza delle formalità previste dalla normativa,sopratutto perchè le dichiarazioni di sollecitazione del pubblico risparmio furono  esternate dalla massima autorità istituzionale del Governo in carica il Presidente del Consiglio.

Mentre il titolo Enel crollava in borsa durante tutto il pomeriggio i principali collaboratori di Silvio Berlusconi erano sotto schiaffo per l'inaudita ferocia che si stava abbattendo sul Premier e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti . Infatti più il titolo scendeva e maggiore era il devastante effetto sul mercato e sopratutto sui cittadini italiani,che fidandosi delle parole di Silvio Berlusconi avevano deciso di investire i propri risparmi nella più grande compagnia elettrica del paese.Facce vitree dunque tra i più stretti collaboratori del Premier e sopratutto nessuna via di uscita dalla gaffe ormai sulla bocca di tutti.

Silvio Berlusconi non più tardi di qualche settimana fa,aveva consigliato al mondo intero e agli italiani di comprare Enel per investire i soldi,titoli solidi e sicuri.Alcuni mesi dopo il vertice di Enel che è anche partecipata dal tesoro suo principale azionista ,confermava la ricca cedola a 0.49 euro.Eppure in piena corsa per l'acquisizione Endesa,i vertici della compagnia  tacevano maliziosamente sul necessario ricorso all'aumento di capitale di Enel, che oggi al contrario soltanto il  rumors si è abbattuto sul titolo in  borsa facendolo tracollare a ben oltre la soglia psicologica dei 4 euro.

Un colpo durissimo per gli investitori e sopratutto uno spiacevole inganno della Presidenza del Consiglio a tutti i cittadini italiani ,se guardiamo a ritroso l'intera vicenda...(segue all'interno.)

Il Ministro Claudio Scajola nelle prime ore delle contrattazioni di borsa quando ormai era evidente il tracollo del titolo Enel e la situazione si aggravava di minuto in minuto, si è immediatamente precipitato a rilasciare dichiarazioni ai giornalisti affermando : "il valore di borsa di Enel non corrisponde alla realtà." Malgrado le dichiarazioni il titolo Enel ha continuato a perdere valore stridendo come al collasso.

La Presidenza del Consiglio è in evidente imbarazzo e sopratutto corre il pericolo che milioni di investitori potrebbero trascinarla in tribunale per un cospicuo risarcimento dei danni .

Possibile infatti che attraverso il Ministero del Tesoro primo azionista di Enel il Presidente del Consiglio fosse all'oscuro che Enel per acquistare Endesa avrebbe dovuto ricorrere ad un cospicuo aumento di capitale? Possibile che dopo la dichiarazione della conferma del pagamento della cedola ,nessuno del Governo e della stessa Presidenza del Consiglio abbia messo in guardia gli investitori che il dividendo sarebbe poi stato risucchiato dall'aumento di capitale?

A quale inganno stiamo giocando sulla pelle degli italiani?

Corsera.it redazione di Roma (continua)


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