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BERLUSCONI TREMONTI : ENEL ENDESA L'AFFAIRE DEL GATTO & LA VOLPE

Roma 28.2.2009(Corsera.it) di MATTEO CORSINI in collaborazione redazione di Belluno.

Da Il Sole 24 Ore.

Ieri Enel ha confermato la notizia pubblicata dal Sole24Ore. L'aumento «è una delle possibili opzioni attualmente allo studio finalizzate al sostegno della crescita internazionale realizzata con l'acquisizione di Endesa» ha chiarito una nota della società precisando che in merito alle varie opzioni «il cda non ha avuto ancora modo di esprimersi».

L'affaire del Gatto & la Volpe.
Il Tesoro italiano incasserà il dividendo lasciando a Sace e Fintecna l’onere di sottoscrivere l’aumento di capitale insieme ad istituzioni e risparmiatori.

Ancora da il Sole 24 ore. La possibilità di far sottoscrivere l'inoptato del ministero alla Sace, che assicura le imprese italiane all'estero, è una delle ipotesi, visto che la società a fine 2007 aveva liquidità investita in strumenti finanziari, obbligazioni e titoli per 6,5 miliardi. Allo stato attuale, però, tale strada non sarebbe percorribile. L'oggetto sociale prevede che l'acquisto di partecipazioni sia consentito a Sace solo se «direttamente strumentali all'esercizio dell'attività assicurativa». Per cui dovrebbe quantomeno cambiare lo statuto. Secondo alcuni, comunque, per autorizzare la società a un passo del genere il Governo dovrebbe ricorrere a un decreto, forse un decreto-legge. Sace potrebbe, d'altro canto, distribuire un dividendo straordinario al ministero con il quale a sua volta potrebbe sottoscrivere l'aumento.

I cittadini chiamati a raccolta da Silvio Berlusconi che sollecitava qualche mese fa l’investimento in ENEL adesso devono vedersela con un sostanziale aumento di capitale che azzererà il beneficio del dividendo.

I CONTI CHE NON TORNANO NELL'AFFAIRE ENEL ENDESA.

Ci domandiamo quale sia in realtà la strategia della compagnia italiana che per acquistare il 25% di Endesa sborsa 11 miliardi quando l’intero gruppo ha avuto un utile netto di 2.37miliardi nel 2008 ?Conti che a ben vedere non contano o non tornano.

Il Sole 24 Ore .La prospettiva di un aumento di capitale tra i 5 e i 7 miliardi porta per la prima volta il titolo Enel sotto quota 4 euro. Al termine di una giornata comunque negativa per le Borse (-2,6% il Mibtel) le azioni hanno chiuso in calo del 7,23%, con scambi su 113 milioni di azioni, tre volte superiori alla media dell'ultimo mese. Ieri Enel ha confermato la notizia pubblicata dal Sole24Ore. L'aumento «è una delle possibili opzioni attualmente allo studio finalizzate al sostegno della crescita internazionale realizzata con l'acquisizione di Endesa» ha chiarito una nota della società precisando che in merito alle varie opzioni «il cda non ha avuto ancora modo di esprimersi».

Se Enel avesse seguito il corso di borsa della maggior parte dei titoli azionari , oggi un aumento di capitale sarebbe stato impossibile o quanto meno non garantito,(guardiamo ai diritti inoptati di Unicredito nell'ultimo aumento di capitale )magari con il prezzo delle azioni Enel  sprofondate a 1 euro.L'intervento di Silvio Berlusconi ha mantenuto in vita Enel garantendo al Tesoro la ricca cedola di circa 1miliardo di euro ,mentre ai cittadini è andato un bel calcio nel culo. 

Le notizie alterate.

Quando il Premier ha consigliato di investire in Enel,lo stesso ha taciuto circa l'esigenza reale che gli investitori avrebbero dovuto affrontare di lì a poco,ovvero sottoscrivere l’aumento di capitale per non vedersi diluire la partecipazione,ma sopratutto per impedire che il rating sul giudizio del debito Enel venisse  travolto passando  dalla categoria da A alla B.

Il trucco di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti.

Il Tesoro al contrario volendo ricevere la ricca cedola,farà sottoscrivere l’inoptato a due controllate come Sace e Fintecna,dimenticando dunque che in questo modo le casse dell’Ente Sace  che assicura le imprese italiane all’estero rimarranno a secco.

Da il Sole 24 Ore.La notizia ha colto un po' in contropiede il mercato che, comunque, l'aumento di capitale lo aveva messo in conto come extrema ratio per controbilanciare l'indebitamento netto, salito a 61 miliardi con l'acquisto di Endesa, in caso di stallo nel processo di dismissioni e di una conferma del dividendo. Ma certo non si aspettava una simile accelerazione. A far precipitare i tempi sarebbe stata la linea adottata dalle agenzie di rating S&P e Moody's le quali hanno messo i vertici dell'Enel di fronte a un aut-aut: o completate tutte le dimissioni promesse – e dunque anche la cessione del 20-30 per cento di Greenpower attesa per fine anno – entro il 12 marzo, hanno spiegato, oppure saremo costretti a declassare il giudizio sul debito della società dalla A alla categoria B, che comporterebbe un aumento del costo del debito di Enel. L'a.d. Fulvio Conti ha deciso così di rompere gli indugi e mettere allo studio l'operazione per evitare di dover svendere i propri asset.

L’imbroglio SACE ai danni dei risparmiatori.

La possibilità di far sottoscrivere l'inoptato del ministero alla Sace, che assicura le imprese italiane all'estero, è una delle ipotesi, visto che la società a fine 2007 aveva liquidità investita in strumenti finanziari, obbligazioni e titoli per 6,5 miliardi. Allo stato attuale, però, tale strada non sarebbe percorribile. L'oggetto sociale prevede che l'acquisto di partecipazioni sia consentito a Sace solo se «direttamente strumentali all'esercizio dell'attività assicurativa». Per cui dovrebbe quantomeno cambiare lo statuto. Secondo alcuni, comunque, per autorizzare la società a un passo del genere il Governo dovrebbe ricorrere a un decreto, forse un decreto-legge. Sace potrebbe, d'altro canto, distribuire un dividendo straordinario al ministero con il quale a sua volta potrebbe sottoscrivere l'aumento.


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