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IRAQ ASSOLTO TAREK AZIZ SI CERCA STABILITA' POLITICA.

Bagdad. 2.3.2009(Corsera.it) Redazione di Firenze.call center nazionale 068086058 Rome .

Tareq Aziz potrebbe sembrare un Babbo Natale ,un notabile potentissimo dai lineamenti affabili,l'ex vice primo ministro di Saddam Hussein salva dunque la pelle,forse grazie anche al basso profilo che aveva sempre mostrato in pubblico e alla sua ricerca del dialogo in ogni vicenda che riguardasse il regime dispotico del dittatore Saddam.Nello stesso processo, la corte ha emesso tre condanne a morte, tra le quali quella per Ali Hassan al-Majid, meglio conosciuto come Ali il chimico, ex ministro della Difesa e cugino di Saddam Hussein, che aveva fatto gasare nel 1988 migliaia di curdi ad Halabja. Il tribunale ha deciso anche due ergastoli.

BAGDAD - È stato assolto e successivamente liberato dal Tribunale speciale iracheno (Tsi) l'ex vice primo ministro Tareq Aziz. Aziz è stato assolto insieme ad altri tre imputati nel processo conosciuto come «Fatti della preghiera del venerdì». Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa irachena Voci dell'Iraq, Aziz è stato giudicato innocente rispetto alla morte di 42 persone, uccise dalla polizia irachena nel 1999. Si tratta di militanti sciiti scesi in strada dopo la preghiera islamica del venerdì per protestare contro la morte dell'imam sciita Muhammad al-Sadiq al-Sadr e di suo figlio, uccisi il 10 febbraio di quell'anno. Il processo vedeva accusati in tutto nove gerarchi del deposto regime di Saddam Hussein.

AZIZ - Tarek Aziz, 72 anni, tra alti e bassi fu per molti anni il vice primo ministro di Saddam. Si arrese e venne arrestato dopo la caduta del regime in seguito alla guerra del 2003. Di religione cattolica caldea, Aziz era la «faccia presentabile» del sanguinario regime. Negli scorsi anni venne coinvolto nello scandalo Oil for food, in cui durante l'embargo l'Iraq faceva pervenire partite consistenti di petrolio a funzionari internazionali, anche dell'Onu, che si mostravano amichevoli verso Bagdad e s'impegnavano ad aggirare l'embargo che affamava la popolazione e arricchiva il rais e i suoi accoliti.

 



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