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CORSERA CRISI EURO BOLLA IMMOBILIARE ITALIA SULL'ORLO DEL BARATRO

Roma 6 Dicembre 2012 Corsera.it

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BOLLA IMMOBILIARE IL RISCHIO CHE LA CADUTA DEI VALORI TRASCINI L'ITALIA NEL CAOS.

SILVIO BERLUSCONI TORNA SUGLI SCUDI L'ITALIA E' SULL'ORLO DEL BARATRO.CREDIAMO ANCHE NOI CHE LA SITUAZIONE SIA PIUTTOSTO GRAVE.LA PARALISI DEL SETTORE IMMOBILIARE PORTEBBE AVERE EFFETTI CATASTROFICI SULL'ECONOMIA REALE E LO SCOPPIO DELLA BOLLA,OLRE VALORI DI TENUTA MINIMA,COSTRINGERE MIGLIAIA DI IMPRENDITORI A DICHIARARE BANCAROTTA.LE IMPRESE NON RIESCONO A RIFINANZIARSI CON LA VENDITA DELLE PROPRIETA',UN'INTERA PARTE DEL RISPARMIO DEGLI ITALIANI NON SI RIESCE PIU' A MONETIZZARE.IL FUTURO CHE CI ATTENDE NON PUO' E NON DEVE ESSERE QUELLO DI CONTINUE PATRIOMIALI SULLE PROPRIETA' IMMOBLIARI MA SUL TAGLIO DECISO DEI COSTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.SILVIO BERLUSCONI AVRA' FATTO ERRORI NEL PASSATO,MA IL SUO GRIDO DI ALLARME.....

NON PUO' CHE ESSERE CONDIVISO.MA RIMANE IL FATTO CHE IL PAESE E' ANDATO A SBATTERE ANCHE GRAZIE ALLA SUA POLITICA ECONOMICA.SE IN EUROPA NON SALE QUALCUNO CHE IMPRIMA UN ALLENTAMENTO DELLA POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA,RISCHIAMO DI SALTARE TUTTI,UNO PER UNO,SENZA ECCEZIONI.PER QUANTO MI RIGUARDA PRIMA IL GOVERNO DI MARIO MONTI TORNA A CASA E PRIMA L'ITALIA RIPRENDE LA SUA SOVRANITA',FRONTEGGIA LA GERMANIA E LA SIGNORA ANGELA MERKEL E PRIMA USCIREMO DAL GUADO,COSTI QUEL CHE COSTI,MA COSI' NON SI PUO' CERTO ANDARE AVANTI.DOBBIAMO EVITARE CHE LA BOLLA IMMOBILIARE DISTRUGGA QUEL POCO CHE RIMANE DEI RISPARMI DEGLI ITALIANI.

 

 

 

ROMA - «Sono assediato dalle richieste dei miei perché‚ annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa» e «oggi l'Italia è sull'orlo del baratro». «Non lo posso consentire» e ciò determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni». E’ una furia Silvio Berlusconi quando in serata legge le ricostruzioni che alcuni dei suoi interessati colonnelli hanno dato del vertice pomeridiano che si è svolto a palazzo Grazioli, compresa la presunta volontà del Cavaliere di ritirarsi e di mollare il progetto di rieditare FI spacchettando il Pdl. Soprattutto ad irritare Berlusconi è «la tenacia», come l’ha definita, con la quale il governo si oppone all’election day. «Il Pdl l’ho fatto io e io ho deciso di appoggiare il governo Monti. Se ci ripaga impedendo l’election day, allora per me ha chiuso e si va a votare». Come un leone in gabbia, Berlusconi ieri ha dovuto tirare fuori tutta la sua grinta per difendersi dall’assalto di quelli che ormai, e senza mezzi termini, definisce «traditori» e «congiurati». A pranzo, e per oltre tre ore, è andato ieri in scena a Palazzo Grazioli l’ennesimo scontro tra l’ala ormai definibile «trattativista e montiana» del Pdl composta da Alfano, Gasparri, La Russa e Quagliariello e l’ala berlusconiana ridottasi al trio Bondi, Verdini, Ghedini. In mezzo il solito Letta che da giorni tenta di trovare una sintesi sulla data delle elezioni con palazzo Chigi e Quirinale. Lo scontro è stato durissimo. Il Cavaliere non vuole sentir parlare di preferenze e spacchettamento delle date elettorali. Berlusconi non si fida più di nessuno e il suo calcolato temporeggiare sta logorando il Pdl e terrorizzando il gruppo dirigente. Al tempo stesso Berlusconi si sente mancare la terra sotto i piedi, con il partito che va per conto suo e «quelli del governo che non mi rispondono più nemmeno al telefono». In buona sostanza il Cavaliere teme si stiano facendo le prove generali della sua emarginazione, ed è pronto al colpo di coda. Al predellino, come qualcuno evoca, rovesciando il tavolo della maggioranza se non spunterà l’accorpamento elettorale. Pronto a sfidare coloro che nel Pdl, Alfano in testa, puntano sul proseguimento della legislatura nel tentativo di salire sul treno del Monti-bis. Il Cavaliere punta invece ad agganciare il vagone della Lega. Ed è per questo che potrebbe anche trattare sull’anticipo del voto nel Lazio, ma non sull’accorpamento delle politiche col voto in Lombardia dove Maroni ha stretto già un’intesa con Tremonti. La Lombardia e il Veneto sono infatti le regioni dove il Cavaliere intende bloccare il centrosinistra in modo da impedirgli di avere la maggioranza al Senato. Ieri al suo fianco Berlusconi ha avuto un tenacissimo Bondi che ha attaccato gli ex An: «Volete le preferenze per comprarvi il partito. Fiorito non vi è bastato». Inutili i tentativi di pacificazione di Letta. Oggi il secondo round.


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