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CORSERA CRISI FIDUCIA ALFANO AL COLLE LA METAFORA DELLA RESURREZIONE DEL CRISTO

Roma 6 Dicembre 2012 Corsera.it di Renato Corsini

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Lo sfascia carrozze del Popolo delle libertà. L’innominato, in realtà non interessa più a nessuno,si sta ritagliano il ruolo di salvatore della Patria. Resuscitarla dopo averla assassinata. Metafora della resurrezione di Cristo.Nel bagaglio dell’innominato non mancava che questa versione del suo essere. Deve sfiancare il partito per costringerlo a deragliare dalle primaria di Alfano. La tattica di Quinto Fabio Massimo il temporeggiatore che sfiancò Annibale. Giorno dopo giorno Alfano

e i suoi seguaci vedono scemare le forze e alla fine si piegheranno a Roma. Sono già pronte le liste di proscrizione. Nel listone dell’innominato ci sarà posto per i fedeli amici gente insulsa ma necessaria per servirlo senza fiatare ai suoi ordini. Un listone di sbandati. I più avveduti si sono già dileguati in altri lidi o hanno gettato la spugna tornando al lavoro dei loro campi. Il prossimo scioglimento del Parlamento avrà come effetto immediato lo svuotamento di una classe dirigente fallita. E’ già qualcosa. Non c’è comunque da illudersi.La prossima legislazione sarà di transizione da un sistema malato della nostra democrazia ad un altro più consono alle virtù e ai valori che la res publica pretende dai suoi rappresentanti eletti dal popolo. Cinque anni di catarsi per ripulire la politica dai fanfaroni,dai delinquenti, dalle persone di malaffare, dai disonesti. Un percorso ineluttabile purché il popolo sia vigile e sia capace di spogliarsi dal giogo delle ideologie. Pragmatismo. Il caso Ilva è il prodotto del malaffare e della incapacità della classe politica. Ora lo sfascio appare irreparabile e mette gli uni contro gli altri i diritti alla salute e al lavoro.Situazioni del genere non devono mai più ripetersi. Il lavoro è lungo da compiere. L’Italia ha forse riscoperto con le primarie del Partito democratico che se i cittadini non partecipano attivamente  alla vita politica  non si va da nessuna parte dilaniati dal potere incontrollabile e perverso che arraffato il potere se lo gestisce come vuole, l’innominato docet.

Renato Corsini

 


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