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CORSERA SILVO BERLUSCONI TORNA IN CAMPO ABOLIREMO L'IMU MA E' ANGELA MERKEL IL SUO OBIETTIVO

ROMA 17 DICEMBRE 2012 CORSERA.IT DI MATTEO CORSINI

IL PIAVE MORMORO' QUI NON PASSA LO STRANIERO.

SCRIVI A REDAZIONE@CORSERA.IT SOSTIENI ROMA RISORGE NEL LAZIO LA LISTA CIVICA PER LE PROSSIME ELEZIONI DEL 2013.SILVIO BERLUSCONI DEVE ROMPERE GLI INDUGI.LA GERMANIA DEVE ESSERE FERMATA AD OGNI COSTO.

ITALIANI,COMPRATRIOTI,PRONTI A SCENDERE IN GUERRA.LA GERMANIA VA FERMATA AD OGNI COSTO.

SILVIO BERLUSCONI RITORNA IN CAMPO E ANNUNCIA IN DIRETTA TV CHE INTENDE RIABOLIRE L'IMU.MA IL SUO VERO OBIETTIVO E' LA CANCELLIERA TEDESCA ANGELA MERKEL,PECHE' SA CHE NEL CUORE DEGLI ITALIANI PREDOMINA LA CRISI,AL CUPA RECESSIONE ECONOMICA E DOPO VIENE IL RESTO.L'ITALIA SI DEVE SALVARE,GLI IMPRENDITRI SONO SCHIACCIATI DALLA CRISI,DALL'INELASTICITA' DEL SISTEMA BANCARIO.INSOMMA,C'E' UN INTERO PAESE CHE NON VUOLE SENTIRE CHIACCHIERE MA RIMANERE UNITO E COMPATTO PER SALVARSI DAL NAUFRAGIO.SEBBENE LA CANCELLIERA TEDESCA ANGELA MERKEL,ABBIA MESSO IN ...

GUARDIA SILVIO BERLUSCONI DALLE ISTANZE ANTIREDESCHE DEL POPOLO ITALIANO NON VI E' DUBBIO CHE LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE VEDRANNO EMERGERE QUEL LEADER POLITICO CHE SAPRA' INDICARE AL POPOLO ITALIANO CHE SI INTENDE FRONTEGGIARE IL RIGORE IDEOLOGICO DELLA GERMANIA,CHE HA FINITO DI ASFISSIARE L'INTERA ECONOMIA EUROPEA.IL PROGRAMAM DI UN LEADER VINCENTE PER LE PROSSIME ELEZIONI DEL 2013,DEVE VEDERE COME PRIMO OBIETTIVO QUELLO DI OPPORSI AL PREDOMINIO POLILTICO DEI TEDESCHI.ALTRIMENTI L'ITALIA RISCHIA DI RIMANERE UN PAESE DI SECONDO PIANO,ALLA CATENA DEI PAESI PIU' FORTI.E' UNA SFIDA DIFFIFCILE PER SILVIO BERLUSCONI MA GLI ITALIANI SONO PRONTI A FARE A LA GUERRA PER DIFENDERE IL PAESE DALLA EGEMONIA GERMANICA.

l Piave mormorava calmo e placido al passaggio

dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!


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