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CORSERA GOVERNO DIMISSIONI MARIO MONTI SALE AL QUIRINALE DA GIORGIO NAPOLITANO

ROMA 21 DICEMBRE 2012 CORSERA.IT

CRISI DI GOVERNO,IL PROFESSOR MARIO MONTI SALE AL QUIRINALE PER RASSEGNARE LE DIMISSIONI NELLE MANI DEL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPOLITANO.UN EPILOGO DRAMAMTICO QUELLO DEL GOVERNO MONTI CHE SI E' VISTO RICACCIARE NELLO STRETTO BUDELLO DELLA REALTA' POLITICA ITALIANA.E' BASTATA L'ASTENSIONE DEL PDL AD ALCUNI PROVVEDIMENTI DELL'ESECUTIVO PER DEMOLIRE LA GRANITICA CERTEZZA CHE MAIRO MONTI POTESSE PROSEGUIRE FINO ALLA FINE NATURALE DELLA LEGISLATURA.MA COSI' NON SI POTEVA ANDAREA AVANTI A LANCIARE IL GRIDO DI ALLARME PROPRIO SILVIO BERLUSCONI.L'ITALIA E' FERMA.SIAMO AL DISASTRO.

Dopo l’approvazione alla Camera della Legge di Stabilità è partito il conto alla rovescia: al termine del Consiglio dei ministri, convocato stasera alle 19, il presidente del Consiglio è intenzionato a salire al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, come aveva già preannunciato lo scorso 8 dicembre e come confermato oggi da fonti di Palazzo Chigi. Prima, però, la conferenza stampa alla Farnesina, in cui ha sottolineato come la situazione dell’Europa e dell’euro sia « notevolmente migliorata, anche grazie all’Italia». «Nell’attuale contesto globalizzato e a maggior ragion in un contesto delicato come l’attuale, non c’è paese che possa decidere il suo destino da solo prescindendo dalla concertazione con gli altri - ha continuato -. Ho apprezzato che la crescita sia stata intesa non soltanto in termini economici, ma anche di aumento dell’autorevolezza e credibilità del Paese nello scenario internazionale, fattori che si riverberano sul brand Italia con ricadute economiche importanti». 

 

Un discorso che rappresenta «l’ultimo atto prima delle dimissioni, al termine di 13 mesi difficili ma affascinanti», dei quali il premier parlerà in modo più approfondito nell’appuntamento con la stampa di domenica. In quell’occasione Monti elencherà anche le riforme che restano da fare, che rappresenteranno una sorta di «agenda programmatica» che il premier sottoporrà alle forze politiche, con il proposito di verificare il sostegno di partiti e movimenti. Solo successivamente, a quanto si apprende, anche a seguito delle reazioni ricevute , indicherà le sue intenzioni per il futuro.  

 

«Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo», ha scherzato questa mattina il numero uno del governo prendendo la parola al termine della messa di Natale, celebrata per i dipendenti nella Sala Verde di Palazzo Chigi. Un’affermazione che ha subito fatto scattare la reazione di Silvio Berlusconi, che è tornato alla carica contro il premier: «Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Mi vedo costretto a essere ancora io il federatore dei moderati», ha tuonato al Gr Parlamento .  

 

«I tecnici - ha proseguito l’ex premier - si sono accucciati di fronte alle richieste della Ue, soprattutto dell’Unione Europea “tedesca” e del nord Europa, che portano soltanto alla recessione. Non è solo un mio giudizio, ma anche di premi Nobel». Poi un riferimento a Casini e alle altre forze del Centro: «I moderati, dal ’48, sono la maggioranza, ma se qualcuno interviene e li divide comporta la vittoria della sinistra. Questo “centrino” con Casini che sta avendo meno voti della Destra di Storace e questi partitini per Monti faranno vincere la sinistra».  

 

Parlando dello spread Berlusconi ha invece spiegato che «è assolutamente indipendente dai governi ma dipende da altri fattori». E sull’operato del governo: «In parte il presidente Napolitano ha ragione perché c’era la possibilità con i tecnici di avere la maggioranza in Parlamento per approvare quelle riforme costituzionali necessarie per rendere l’Italia governabile. Quelle riforme che invece il governo dei tecnici non ha ritenuto riproporre». 

 

Ad attaccare il Cavaliere, però, ci ha pensato l’ex leader della Lega Umberto Bossi che ha chiuso definitivamente le porte a un ipotetica alleanza Lega-Pdl per le elezioni: «Se Berlusconi vuol fare il candidato premier è difficile...».  

 

Nel corso della conferenza stampa di fine anno, infine, a rinnovare le critiche al governo Monti e a esprimere perplessità sull’uso dei temi di quella che per il sindacato è una vera e propria campagna elettorale del premier in carica, ci ha pensato il leader Cgil Susanna Camusso: «È discutibile che un governo, che nasce tecnico, utilizzi le sue politiche in campagna elettorale». «Non mi permetto di dire se una candidatura è opportuna o inopportuna. Mi limito a constatare che sarebbe la prima volta che un governo che non ha avuto un mandato popolare utilizzi gli effetti delle sue politiche in una campagna elettorale». Un atteggiamento, questo, ha concluso, «che non credo sia nelle normali regole democratiche del Paese».  



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