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CORSERA MESSA DI NATALE 2012 BENEDETTO XVI LE SPADE SIANO FORGIATE IN FALCI

ROMA 25 DICEMBRE 2012 CORSERA.IT DI MATTEO CORSINI

NATALE 2012 LA PIU' GRANDE RICORRENZA DELLA CIVILTA' CATTOLICA,LA NASCITA DI GESU' CRISTO,GLI ALBORI DELLA CIVILTA' COME NOI LA CONOSCIAMO,LA NASCITA DELLA GUIDA SPITIRUALE DEL MONDO.BENEDETTO XVI SI RIVOLGE ALLA STERMINATA PLATEA DEI CREDENTI,ALLE POPOLAZIONI DEL MONDO,IMMAGINANDO CHE LE SPADE SIANO FORGIATE IN FALCI,CHE LA GUERRA SIA SOTTERRATA UNA VOLTA PER SEMPRE,CHE LE FALCI,I CAMPI DI GRANO,LA VITA SIA RICONOSCIUTA COME PRINCIPIO FONDAMENTALE DEL TEMPO DELL'UOMO E DEL NOSTRO SPIRITO.NON ALTRO.LE IMMENSE PAROLE DEL PAPA,GLI IMMENSI RICORDI DELLA CIVILTA',LE GRANDI PAROLE SCOLPITE SULLA PIETRA DEL FATO E DEL DESTINO DELL'UOMO.COME PALPITI DEL CUORE,ESSENZIALI,VICINE A DIO E AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'.PAROLE CHE ILLUMINANO IL MONDO,CELESTI E COLORATE COME ARCOBALENI MAGNIFICI.

AL POSTO DELLE ARMI E DELLA GUERRA SUBENTRINO GLI AIUTI AI BISOGNOSI E' LA PREGHIERA DI PAPA BENDETTO XVI ELEVATA A DIO DURANTE LA MESSA DI NATALE 2012,ILLUMINA LE PERSONE CHE CREDONO DI DOVER ESERCITARE VIOLENZA NEL TUO NOME AFFINCHE' IMPARINO A CAPIRE L'ASSURDITA' DELLA VIOLENZA.

LE PAROLE DI UN GRANDE PAPA BENEDETTIO XVI CHE SPRIGIONA CON LA SUA FORZA AL MONDO INTERO,ALLA PLATEA DALLE MILLE LUCI DI FUOCHI E COLORI,DI PASSIONE E CUORI CHE BATTONO,UNITI INSIEME IN UN GRANDE MOMENTO DI GIOIA PER LA COMUNITA' CATTOLICA E PER QUELLA CRISTIANA.PAROLE COME FRECCE,COME VENTO CALDO NELLA TEMPESTA,COME FRUSCIO E BAGLIRE DELLA PROPRIA COSCIENZA SUL CORPO E I VOLTI DELA GENTE,COME SCHIAFFI RAPIDI E IN SUCCESSIONE A TUTTI COLORO CHE UCCIDONO,ARECANO VIOLENZA,TORTURANO,IMPICCANO,MUTILANO,ARRECANO DANNO AL PROSSIMO SENZA MOTIVO.PERCHE' L'EUFORIA DEL PAPA,DELLE SUE PAROLE IMMENSE,ALTE COME MONTAGNE,SONO DARDI DI SAPIENZA,DI IMMAGINE ED ESTASI,PER CHI INTENDE RECEPIRLE,LE VUOLE FAR SUE.SONO LE IMMAGINI DI DIO,MESSE INSIEME,LE SUE VOLONTA',IL SUO VALORE,LA VOLONTA' DEL BENE CHE FRONTEGGIA IL MALE.

SIAMO ANCORA UNA VOLTA QUI AD ASCOLTARE LE PAROLE DEL VENTO,QUELL'ARIA FLEBILE CHE SFOGLIAVA IL LIBRO DEPOSTO SULLA BARA SI PAPA WOJTYLA,COME NEL SUO GRANDE RICORDO,ANCORA UNA VOLTA LA CHIESA CATTOLICA VUOLE ILLUMINARE IL MONDO DALL'OSCURITA' DEL TEMPO,DALLA MICIDIALE AVIDITA' DELLE PERSONE.


«PACE TRA ISRAELE E PALESTINA»  «Preghiamo perchè Israeliani e Palestinesi possano sviluppare la loro vita nella pace dell'unico Dio e nella libertà. Preghiamo anche per i Paesi circostanti, per il Libano, per la Siria, per l'Iraq e così via: affinchè lì si affermi la pace». Lo ha affermato Benedetto XVI durante la messa della notte di Natale.   Il Papa ha lanciato il suo appello, durante l'omelia, facendo riferimento «alla città concreta di Betlemme, a tutti i luoghi in cui il Signore ha vissuto, operato e sofferto». «Preghiamo in quest'ora per le persone che oggi lì vivono e soffrono - ha detto -. Preghiamo perchè lì ci sia pace». 

«CHI RESPINGE I MIGRANTI, RESPINGE DIO» Quando si respingono profughi e immigrati, «non è forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi?». È la domanda posta da Benedetto XVI nella messa di Natale. Ricordando che Maria e Giuseppe non trovarono posto nell'alloggio finendo nella stalla, il Papa ha detto che «la grande questione morale su come stiano le cose da noi riguardo ai profughi, ai rifugiati, ai migranti ottiene un senso ancora pi— fondamentale: abbiamo veramente posto per Dio, quando Egli cerca di entrare da noi? Abbiamo tempo e spazio per Lui?». «Non è forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi?», ha osservato papa Ratzinger nell'omelia. «Ciò comincia col fatto che non abbiamo tempo per Lui», ha spiegato. «Anche nel nostro sentire e volere - ha proseguito - non c'è lo spazio per Lui. Noi vogliamo noi stessi, vogliamo le cose che si possono toccare, la felicità sperimentabile, il successo dei nostri progetti personali e delle nostre intenzioni». «Siamo completamente 'riempitì di noi stessi - ha proseguito il Papa -, così che non rimane alcuno spazio per Dio». «E per questo - ha aggiunto - non c'è neppure spazio per gli altri, per i bambini, per i poveri, per gli stranieri». 

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