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CORSERA ELEZIONI 2013 ROMA RISORGE RENATO CORSINI GIORNALISTA SPORTIVO CANDIDATO AL SENATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

ROMA 30 DICEMBRE 2012 CORSERA.IT

SCRIVI A REDAZIONE@CORSERA.IT SE VUOI APPOGGIARE LA CANDIDATURA DI RENATO CORSINI AL SENATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA SCRIVICI

RENATO CORSINI GIORNALISTA NEMICO GIURATO DEI POTENTI DELLO SPORT ITALIANO SI CANDIDA AL SENATO DELLA REPUBBLICA.LE SUE INCHIESTE GIORNALISTICHE FANNO TREMARE IL CONI E IL MONDO DELLO SPORT DA OLTRE CINQUANTA ANNI.LE SUE INCHIESTE DEMOLIRONO IL PLENIPOTENZIARIO PRESIDENTE DEL CONI GIULIO ONESTI,COSTRINGENDOLO ALLE DIMISSIONI.

MAURIZIO GASPARRI FU AUTORE DI UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLE 700 INCHIESTE DEL GIORNALISTA RENATO CORSINI.OSTEGGIAVA LE INCHIESTE SULLO SPRECO DEL DENARO PUBBLICO ALL'INTERNO DEL CONI E DELLE FEDERAZIONI SPORTIVE,DEI POTENTI DELLO SPORT E DELLA MASSONERIA CHE VI SI ANNIDA.

RENATO CORSINI GIORNALISTA AUTORE DI MILLE BATTAGLIE SULLO SPRECO DEL DENARO PUBBLICO,LE SUE INCHIESTE HANNO FATTO TREMARE IL CONI,CONDUCENDO I PRESIDENTI DEL CONI COME GIULIO ONESTI E I PRESIDENTI DI TANTE FEDERAZIONI SPORTIVE ALLE DIMISSIONI.700 INCHIESTE GIORNALISTICHE CHE NEL CORSO DEGLI ANNI HANNO REALIZZATO GLI INTERESSI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.

RENATO CORSINI HA FRONTEGGIATO DA SOLO,CON LA SUA AGENZIA STAMPA CORRISPONDENZA SPORTIVA,LE GRANDI LOBBY DI POTERE DA GIULIO ONESTI,A FRANCO CARRARO, A MARIO PESCANTE A GIANNI PETRUCCI.BATTAGLIE,INCHIESTE,CHE SONO FINITE SUI TAVOLI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA,DANDO SEGUITO AD INDAGINI MICIDIALI.

RENATO CORSINI HA REALIZZATO NEL CORSO DEGLI ULTIMI CINQUANTANNI,CIO' CHE I POLITICI AVREBBERO DOVUTO SEMPRE FARE,CONTROLLARE LA SPESA PUBBLICA,PREVENIRE,GUARDARSI INTORNO PER CAPIRE CHI SI APPROFITTAVA DEI SOLDI PUBBLICI.

SE VUOI APPOGGIARE LA CANDIDATURA DI RENATO CORSINI AL SENATO REGISTRATI SUL SITO DEL CORSERA.IT E INVIA IL TUO MESSAGGIO DI SOSTEGNO A REDAZIONE@CORSERA.IT

 

 

il testo della interrrogazione dell'onorevole Maurizio Gasparri
* * *
BENI E ATTIVITA` CULTURALI
Interrogazione a risposta orale:
GASPARRI. Ñ Al Ministro per i beni e
le attivita` culturali. Ñ Per sapere Ð pre-
messo che:
sono circa 700 le denunce presentate
dal giornalista Renato Corsini contro gli
amministratori del C.O.N.I. per presunti
illeciti;
i relativi procedimenti giudiziari av-
viati a causa delle predette denunce sono
stati per la maggior parte archiviati in sede
istruttoria e gli altri si sono tutti conclusi
con lÕassoluzione degli imputati, (si ricorda
tra tutti il processo intentato per i presunti
illeciti nella ricostruzione dello Stadio
Olimpico in occasione dei Mondiali di Ita-
lia 90, e il processo per le cosiddette Ç as-
sunzioni È facili conclusesi entrambi con
lÕassoluzione di tutti gli imputati Ç perche« il
fatto non sussiste È);
a seguito di dette assoluzioni il
C.O.N.I. ha dovuto sborsare circa lire
3.000.000.000, sottraendoli al persegui-
mento dei fini istituzionali, per il rimborso
delle spese legali di difesa sostenute dai
suoi amministratori per i richiamati pro-
cessi penali −:
perche« il C.O.N.I. non abbia, come
invece avrebbe dovuto, intentato nessuna
causa in sede civile, nei confronti del citato
giornalista Renato Corsini al fine di otte-
nere il risarcimento dei miliardi spesi, a
titolo di rimborso delle spese legali, per
effetto delle denunce presentate dallo
stesso e che si sono dimostrate infondate
come testimoniano sentenze passate in giu-
dicato;
quali siano stati gli atti posti in essere
dal Collegio dei Revisori dei Conti del
C.O.N.I., al fine di recuperare i predetti
miliardi e se lo stesso abbia, come avrebbe
dovuto, informato la Corte dei Conti atteso
che nella circostanza si e` realizzato cer-
tamente un grave danno perpetuato nei
confronti di un ente pubblico quale e` il
C.O.N.I.;
se non sia il caso di accertare le
eventuali gravi responsabilita` di chi ha
consentito tale atteggiamento omissivo da
parte del C.O.N.I.. (3-06198)
Interrogazioni a risposta scritta:
SINISCALCHI. Ñ Al Ministro per i beni
e le attivita` culturali. Ñ Per sapere Ð
premesso che:
fin dal 1971 i mezzi di comunicazione
hanno denunciato la mancanza di un cen-
tro stabile teatrale per lÕinfanzia nella re-
gione Campania a fronte di varie compa-
gnie diffuse nelle regioni del nord Italia;
a luglio 2000 risultano attivi 18 centri
di produzione per lÕinfanzia in Italia, di cui
17 al centro nord ed uno soltanto al sud;
i programmi ed i provvedimenti legi-
slativi attuati dal Ministero dei beni cul-
turali hanno dato un apprezzabile impulso
alla diffusione della cultura in piu` dire-
zioni;

I DOSSIER CO.NA.RI.  – LA QUESTIONE TRIS
Garanzia fideiussoria di 50 miliardi ad una società dell'Avv. Angelo Pettinari costituita senza
alcuna attività con capitale di trenta milioni.
Sull'aggiudicazione in data 11 agosto 1999 da parte del ministero delle Finanze della raccolta delle
scommesse sul gioco denominato Tris, connesso alle corse di cavalli, alla società Sara  Bet a  r.l.,
previo bando di gara mediante pubblico incanto,  Corsera.it pubblica un esposto presentato dal
giornalista Renato  Corsini alla Procura della Repubblica di Roma in data 17 gennaio 2000.
L'esposto è stato assegnato al pm dr. Padalino. Non sono noti gli sviluppi delle indagini, né se il pm
sia approdato ad un provvedimento di archiviazione o di richiesta di rinvio a giudizio.
I fatti descritti nell'esposto sono stati rilevati dagli atti del ricorso al Consiglio di Stato della Sisal,
rappresentata dagli avvocati Filippo  Lubrano e Luigi  Medugno avverso alla aggiudicazione della
Tris alla Sara Bet.
Esposto
Il ministero delle Finanze in data 11 agosto 1999 ha aggiudicato la concessione della raccolta delle
scommesse sul gioco denominato "Tris", connesso alle corse di cavalli, alla società Sara  Bet a  r.l.
previa partecipazione a bando di gara mediante pubblico incanto. Alla gara hanno partecipato oltre
alla Sara  Bet, la sisal S.p.A. e la  Trismatica s.a.s. L'aggiudicazione della gara è stata impugnata
dalla Sisal S.p.A. davanti al Tar del Lazio che con ordinanza n.3448/99 (2^ sezione) ha respinto la
domanda incidentale di sospensione del provvedimento delle Finanze. Attualmente pende davanti al
Consiglo di Stato (4^ sezione) l'appello della Sisal S.p.A. per l'annullamento dell'ordinanza del Tar
laziale.
La questione dalla lettura degli atti che si allegano non sembra rilevante soltanto per il profilo
amministrativo, ma lo travalica. A pag.37 del ricorso in appello firmato dal prof. avv. Filippo
Lubrano e dall'avv. Luigi Medugno, si legge quanto segue:
"Alla luce di quanto precede, non pare possa seriamente dubitarsi dell'esistenza di una indebita
collusione tra Sara  Bet e  Trismatica (le cui modalità di concertazione e di attuazione sembrano
travalicare i limiti della mera illegittimità amministrativa, potendo attingere la soglia della rilevanza
penale nella forma della turbativa d'asta: (cfr.Cass.Pen., VI n.8443 dell'8 maggio-17 luglio 1998)
tale da imporre - in applicazione del principio sopra enunciato - la esclusione di entrambe dalla gara
sotto questo distinto profilo".
Per una migliore sintetica comprensione della vicenda si legge inoltre a pag.4 del ricorso in appello:
"L'ultimo giorno previsto per la presentazione delle offerte (19 luglio 1999) sono pervenuti al
ministero tre plichi recapitati da Sisal S.p.A., Sara Bet S.r.l. con capitale sociale di lire 30 milioni
costituita in data 3 giugno 1999, con legale rappresentante l'avv. Angelo  Pettinari (ex commissario
straordinario dell'UNIRE ed ora componente del C.d.A. di SNAI S.p.A.),  sas  Trismatica, con 30
milioni di quote sociali, costituita il 14 luglio 1999 (sic!), con socio accomandatario il dr. Umberto
d'Addosio, presidente di Lottomatica S.p.A.!".
A pag.12 si legge: "Il che è proprio quanto è dato riscontrare nel caso in esame, ove si consideri che
Sara Bet (società fantoccio creata pochi giorni prima della scadenza del termine di presentazione
delle offerte) costituisce, in ragione del malcelato rapporto di derivazione genetica che ad essa ha
dato vita, lo strumento del quale si sono avvalse SNAI S.p.A. e le sue controllate per eludere il
divieto di diretta partecipazione alla gara".
A pag.13 si legge: "ha presentato (Sara Bet,  n.d.r.), a garanzia della corretta esecuzione del
contratto, una fideiussione bancaria rilasciata dalla filiale bolognese della  Rolo Banca, sottoscrittaI DOSSIER CO.NA.RI.  – LA QUESTIONE TRIS
da un funzionario non meglio identificato, che non ha comprovato - nel dichiararsi all'uopo
autorizzato" - la fonte del proprio titolo di investitura".
A pag.20 si legge: "Al riguardo va precisato che: il 90% del capitale della società neo costituita
(Sara Bet, n.d.r.) pari a £ 27.000.000= sic! risulta posseduto dall'avv. Angelo  Pettinari, consigliere
di amministrazione della SNAI S.p.A. (carica che egli ha assunto subito dopo aver lasciato
l'incarico governativo di commissario straordinario dell'UNIRE); all'atto della sua costituzione
(Sara  Bet  n.d.r.) è stato designato amministratore delegato della società il sig. Sandro Bassi,
proprietario di diverse agenzie ippiche; SNAI S.p.A., società quotata in borsa e braccio operativo
del sindacato nazionale degli agenti ippici, è proprietaria, per il tramite di società collegate, degli
ippodromi di Milano, Capannelle e Alfea".
A pag.28 si legge "Sara  Bet - che allo stato non è titolare di nessun punto di raccolta delle
scommesse (anche perché, come inequivocabilmente attestato dalla camera di commercio di
Mantova non svolge alcuna attività!!!) ha pubblicamente dichiarato, dopo aver appreso l'esito
favorevole della gara, di aver raggiunto (si ignora quando ed in quali termini) un accordo con
Lottomatica S.p.A. per l'utilizzo delle ricevitorie di quest'ultima".
A pag.36 si legge: "Sara  Bet e  Trismatica sono soggetti costituiti  coevamente, al comune ed unico
scopo di consentire - attraverso il simulacro della loro apparente autonomia giuridica - la indiretta
partecipazione al pubblico incanto di per se stesse impossibilitate a concorrere per l'affidamento
(della Tris, n.d.r.)";
"ciò lascia chiaramente intendere che, quantomeno, tra Lottomatica e ciascuna delle due società che
hanno partecipato alla gara preesistesse un accordo, per effetto del quale la rete appartenente alla
concessionaria del gioco del lotto sarebbe stata posta a disposizione della ditta che fosse risultata
aggiudicataria".
Corroborano le accuse rilevabili dalla lettura del ricorso al Consiglio di stato della Sisal S.p.A. le
disposizioni dell'ordinanza della 4^ sezione in data 21 dicembre 1999:
"Ritenuta l'opportunità di chiedere in via istruttoria i seguenti atti, notizie e documenti al ministero
delle finanze: 1) Elenco dei punti di raccolta della scommessa Tris prodotto da Sara  Bet, con
indicazione della data di ricezione da parte dell'amministrazione delle finanze; 2) Relazione
illustrata dello stato di attuazione della convenzione, con resoconto finanziario del gettito realizzato
in corrispondenza della prima giornata di scommessa con indicazione del numero di punti di
raccolta attività; 3) Accertamenti effettuati dal ministero sulla titolarità di idoneo potere di firma da
parte del funzionario della  Rolo Banca firmatario della fideiussione rilasciata a favore di Sara  Bet,
nonché sull'esistenza di atto deliberativo rilevante per la Banca".
"Ritenuta l'opportunità di chiedere in via istruttoria alla  Rolo Banca se e da parte di chi siano state
date garanzie patrimoniali per il rilascio alla Sara Bet (società costituita da circa tre mesi, allo stato
senza alcuna attività e con un capitale di £ 30.000.000) di una garanzia fideiussoria a prima richiesta
di £ 50 miliardi".
Voglia il procuratore della Repubblica di Roma verificare i fatti descritti al fine dell'azione penale
con particolare riferimento ai comportamenti dei funzionari del ministero delle finanze responsabili
Nel 1999 il ministero delle Finanze bandì una gara per  l’assegnazione della scommessa Tris. Il 29
maggio uscì il bando di  gara che prevedeva l’assegnazione solo a società intestate a persone fisiche,
che non fossero proprietarie di ippodromi e che fossero in  grado di garantire una rete di 18mila
punti vendita. Il bando, così  impostato, precludeva la partecipazione sia a Sisal, che possedeva
ippodromi, sia a Lottomatica, il cui capitale sociale è detenuto da  persone giuridiche. Il 19 luglio,
due giorni prima dell’apertura  delle buste, si presentarono tre società: Sisal, Sarabet e  Trismatica.I DOSSIER CO.NA.RI.  – LA QUESTIONE TRIS
Sisal, già gestore e inventore del  SuperEnalotto, aveva  venduto la propria quota di maggioranza
dell’ippodromo di  Agnano per  partecipare alla gara. Trismatica, il cui socio accomandatario è
Umberto D’Addosio (anche presidente di  Lottomatica Spa,  ndr) e che  si era costituita 5 giorni
prima. E  Sarabet dell’avvocato Angelo  Pettinari, consigliere di amministrazione della  Snai ed ex
commissario straordinario dell’Unire. Anche  Sarabet era una società  giovanissima, costituita due
settimane prima con il capitale sociale  minimo per partecipare, 30 milioni di lire. Sia Trismatica,
legata chiaramente a Lottomatica, che Sarabet, legata alla  Snai che non  poteva partecipare perché
proprietaria di ippodromi, erano due società create ad hoc per il bando. Il giorno della gara però né
Trismatica né Sarabet che, tra l’altro, non erano in grado di  dimostrare di possedere i 18mila punti
vendita richiesti, vennero escluse (nel gennaio 2000 Sarabet ne aveva ancora solo 5.500).
All’apertura delle buste si scoprì che l’offerta più allettante era stata fatta da Sisal; l’aggio richiesto
dalla società milanese era del 9,96%, quello di Sarabet del 18,18%, quello di Trismatica del
19,63%. Tuttavia le sconfitte  Sarabet e  Trismatica riuscirono a  convincere la Commissione che i
criteri di calcolo dell’aggio non  fossero adeguati. Si procedette così ad una nuova assegnazione di
criteri. Risultato: a Sarabet e Trismatica venne decurtato un 10%.  La vittoria andò dunque a Sarabet
che il giorno stesso annunciò di  aver sottoscritto un accordo con  Lottomatica, Twin Spa (società
controllata al 50% da Lottomatica ed al 50% da Snai) e Snai. Nel  contratto di servizio si prevedeva
che Sarabet avrebbe avuto a  disposizione la rete informatica e i punti vendita delle tre società  (i
tabaccai di  Lottomatica, le agenzie di scommesse di  Snai, le  ricevitorie di Twin). Da notare che
l’inefficienza di questa rete ha fatto crollare dal ‘99 a oggi la raccolta del gioco della Tris.  Infatti se
nel ‘99 il mercato della Tris era di 1 miliardo e 314 milioni (679 milioni di euro) nel 2001 si è scesi
a 968 milioni (500 milioni di euro) e quest’anno la flessione è ancora più marcata.
Estremamente importante, per i ricevitori, è il comunicato stampa emesso in Roma l’11/08/1999
che  riportiamo integralmente:
Assegnazione dei servizi di raccolta della scommessa Tris.
“Si è oggi conclusa la procedura di gara, secondo la normativa europea, per l’assegnazione, a
seguito di pubblico incanto, dei servizi di raccolta della scommessa e di quelle assimilabili.
Con decreto del Direttore Generale del Dipartimento delle Entrate del Ministero delle finanze di
concerto con il Direttore Generale dei Servizi Generali del Ministero per le politiche agricole, è
stata, infatti, assegnata alla SARA BET  s.r.l. la relativa concessione per il periodo di sei anni a
decorrere dal 1° gennaio 2000.
L’aggio riconosciuto al nuovo gestore è pari al 18,181 per cento dello scaglione fino a 1000 miliardi
di volume delle scommesse e decresce progressivamente nei successivi scaglioni.
L’aggio è comprensivo di tutte le imposte, degli oneri e dei costi dei servizi previsti a carico del
gestore della convenzione, ivi, compreso il corrispettivo ai ricevitori che dovrà essere negoziato in
regime di libero mercato cui si farà riferimento anche nelle future procedure di attribuzione delle
concessioni agli altri giochi.
La comparazione dell’aggio previsto dalla nuova concessione con i costi dell’attuale gestione della
scommessa TRIS, evidenzia un minor onere di circa il sei per cento.
Attualmente, infatti, il costo complessivo della gestione ammonta al 24 per cento del volume delle
scommesse (10% imposta unica, 8% corrispettivo ai ricevitori, circa il 6% corrispettivo al gestore)
L’UNIRE potrà pertanto percepire per sei anni, a partire dal 1° gennaio 2000, maggiori risorse pari
a circa il sei per cento annuo del volume delle scommesse TRIS e di quelle alla stessa assimilabili.
Roma 11 agosto 1999”.
Ci preme fare due osservazioni sul comunicato: la prima è che il sogno di agganciare l’aggio dei ricevitori ad una
percentuale fissa è stato demolito perché sarà il mercato “libero” a deciderne il valore; la seconda è che, per il
Ministero delle finanze, la  diminuizione dei costi di gestione, realizzata con il bando di gara, non deve servire per
aumentare il montepremi al giocatore o l’aggio ai ricevitori, cioè ai due attori che fanno il gioco, ma a dare ulterioriI DOSSIER CO.NA.RI.  – LA QUESTIONE TRIS
soldi (presunti, visto il disastro che ne è venuto) ad un ente dissipatore di danaro pubblico, e in ag

ECCO IL DOSSIER CONTRO GATTAI

ROMA Al Coni la preoccupazione aumenta. Ad un passo dalle elezioni presidenziali (il 28 prossimo), ha avuto l' effetto di una bomba la denuncia alla magistratura nei confronti del presidente Gattai, per presunti illeciti e irregolarità nel periodo (84-87) in cui era alla guida della Fisi. Il magistrato Antonino Vinci muove i primi passi dell' inchiesta alla procura. I dubbi che emergono dal dossier che il giornalista romano Renato Corsini ha messo in mano ai giudici sono tanti e vanno chiariti al più presto. Più che una semplice accusa circoscritta - al di là dei singoli rilievi e delle ipotesi di illecito o di reato che sono al vaglio della magistratura e della Corte dei Conti - dalle 21 cartelle dattiloscritte da Corsini e corredate da oltre 100 allegati, emerge un quadro di illegalità e irregolarità diffuse, piccole-grandi deviazioni dalla legge che testimoniano essenzialmente una conduzione assolutistica e centralizzata, costume e abitudine in tante federazioni. E' importante, soprattutto in chiave di gestione futura dello sport, sapere con precisione se tutto ciò è lecito o no e fino a che punto. E, in queso senso, si attendono segnali dal ministero vigilante. Vediamo, intanto, i punti centrali delle accuse a Gattai. ASSUNZIONI IRREGOLARI Il dossier si apre con la segnalazione di assunzioni alla Fisi irregolari, secondo Corsini. La prima è quella di Barbara Vender, figlia della sorella di Gattai, come addetta ai rapporti internazionali, 2/o livello, in contrasto con l' articolo 14 della legge 91/1981. Rapporti di lavoro di natura privata, secondo la Cassazione, possono essere instaurati solo per mansioni tecniche svolte in favore di organi periferici della federazione. Identiche osservazioni valgono per l' assunzione della signora Rosella Besesti, nipote di Mariuccia Besesti, assistente alla segreteria del presidente. Mariuccia prima si dimette per ragioni familiari dall' incarico nel febbraio dell' 86, poi ottiene un nuovo contratto nel maggio dello stesso anno ed entra a far parte nella ristrutturata Commissione scelta Ditte. SPESE DEL PRESIDENTE C' è, poi, il capitolo delle spese del presidente Gattai. Un totale di 3.600.000 l' anno sotto la voce rimborso forfettario di spese telefoniche effettuate da apparecchi privati per conto della federazione. E' da ritenersi illegittimo - dice Corsini - in quanto le funzioni del presidente debbono essere esercitate nella sede federale, dotata di apposita segreteria particolare. Così come discutibili sotto il profilo della congruità sarebbero gli acquisti di due auto Thema turbo a benzina (35 milioni la prima, nell' 85 e 40 la seconda, nell' 87) per esigenze del presidente e a sua completa disposizione. Illegittimi, poi, sarebbero anche i rimborsi spese forfettari per i soggiorni romani di Gattai, e la delibera federale, concordata con il dr. Mascia, dirigente generale dell' amministrazione del Coni, senza preventivo incarico della giunta esecutiva del Coni, sarebbe molto discutibile. Un espediente, infine, definisce Corsini la nomina a funzionario delegato dello stesso Gattai, con un mini-portafoglio di 15 milioni da gestire. IL PROTOTIPO DEL BOB Nel luglio dell' 87 al termine di alterne vicende cominciate più di un anno prima, è lo stesso Gattai che raccomanda attenzione e tempestività nel seguire la questione del prototipo del bob a due sperimentale per il quale il Coni ha già speso oltre 200 milioni per un mezzo che rischia di non essere utilizzato se non si interviene in tempo. Un bob che a fine 87 non dà ancora risultati soddisfacenti, lo dicono gli stessi tecnici. Questa spesa, secondo la denuncia, non risulterebbe agli atti, nè risulterebbero preventivi di sorta e tanto meno tracce di gara tra ditte specializzate nel settore. GLI ISPETTORI AMMINISTRATIVI Quanto alla nomina di due avvocati come ispettori amministrativi della Fisi, Corsini si chiede se sia legittimo corrispondere emolumenti per attività svolte a favore della federazione remunerandole con lo strumento del rimborso spese. IL POOL DEI FORNITORI I rapporti tra Fisi e il Consorzio Pool Fornitori Atleti Azzurri sono affidati esclusivamente a trattativa privata. In violazione - dice Corsini - al principio della libera concorrenza. Così per trattare economicamente una parte determinante del budget federale, legata all' immagine e agli sponsor è delegato, per espressa indicazione del consiglio federale, il solo presidente. Così la negoziazione dell' accordo con la Zuegg (500 milioni nell' 87) viene risolta con un semplice giro di telefonate. Altri appunti riguardano il ricorso indiscriminato alle prestazioni di avvocati, per i numerosissimi contenziosi penali della federazione e di giornalisti. Ci sarebbero comunque elementi sufficienti per un' inchiesta del Ministero vigilante. Un compito che spetta a Carraro, dal momento che non può certo essere Gattai, ora presidente del Coni e al centro delle accuse, a indagare e giudicare sè stesso.

di EUGENIO CAPODACQUA

04 aprile 1989 39 sez. SPORT


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