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CORSERA CORRIERE DELLA SERA RENATO CORSINI LE INCHIESTE SU CONI CONNECTION

ROMA 30 DICEMBRE 2012 CORSERA.IT

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LE BATTAGLIE GIORNALISTICHE DI RENATO CORSINI.QUANDO IL FIAMMA BRUCIA.UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SULL'INCHIESTA DEL GIORNALISTA RENATO CORSINI E LA DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA.

CORSERA.IT RIPERCORRE OLTRE CINQUANTA ANNI DI BATTAGLIE GIORNALISTICHE DI RENATO CORSINI CONTRO LO SPRECO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,IL CONI,LE FEDERAZIONI SPORTIVE.L'OSTILITA' DEL SENATORE MAURIZIO GASPARRI,LEGATO ALLE LOBBY DI POTERE.

CORRIERECONOMIA. FINANZIAMENTI AI PARTITI . SI ESTENDE L' INCHIESTA SULL' ENTE SPORTIVO DELL' ESTREMA DESTRA

QUESTO FIAMMA BRUCIA

La Procura di Roma e la Guardia di finanza verificano se i contributi del Coni erano orientati dai politici Se inquinavano le attivita' olimpiche. E se il presidente Pescante, l' Asi vicina a Fini e la Bolefin della Bna. . .

 

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ FINANZIAMENTI AI PARTITI . SI ESTENDE L' INCHIESTA SULL' ENTE SPORTIVO DELL' ESTREMA DESTRA TITOLO: QUESTO FIAMMA BRUCIA La Procura di Roma e la Guardia di finanza verificano se i contributi del Coni erano orientati dai politici Se inquinavano le attivita' olimpiche. E se il presidente Pescante, l' Asi vicina a Fini e la Bolefin della Bna... - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - L' ultimo sviluppo e' stato la settimana scorsa con l' interrogatorio del segretario generale del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) Raffaele Pagnozzi. Ma l' inchiesta del magistrato della Procura di Roma, Francesco Misiani, sul caso dell' ente di promozione sportiva Fiamma, legato al partito di estrema destra Msi Dn (poi confluito in Allenza nazionale), sta portando alla luce numerosi fatti nuovi. Alcuni di questi scaturiscono dal ruolo della Banca nazionale dell' Agricoltura (Bna), all' epoca posseduta da un esponente dell' aristocrazia nera, il conte Giovanni Auletta Armenise. E da accertamenti bancari, che puntano a scoprire chi ha realmente incassato i miliardi elargiti dal Coni al Fiamma. Dalle indagini della Guardia di finanza sta comunque emergendo soprattutto uno scenario che getta un' ombra sull' intero settore degli enti istituiti per promuovere l' attivita' sportiva. Questi risultano quasi tutti emanazione diretta o indiretta dei partiti. E fanno sospettare che i politici della Prima Repubblica abbiano inquinato con anomale ricerche di denaro e di voti anche molti ambienti degli sport olimpici. All' ombra della Democrazia cristiana erano attivi, per esempio, diversi movimenti di area cattolica. Si va dall' organizzazione Libertas, che aveva un simbolo identico a quello del partito di Piazza del Gesu' , fino al Centro sportivo italiano (Csi), avvicinato dai giornali all' Opus Dei e con sede a Roma proprio davanti alla Basilica di San Pietro. La componente di Comunione e liberazione ha fondato il Movimento sportivo promozionale Italia, mentre polisportive analoghe sono controllate dalle Acli e dai frati Salesiani. L' Unione italiana sport popolare (Uisp) orbita nell' area di sinistra del Pci Pds. Il Psi di Bettino Craxi controllava l' Associazione italiana cultura e sport (Aics). L' Associazione centri sportivi italiani (Acsi) scaturiva dal Psdi. L' Ente nazionale democratico di azione sociale (Endas) organizzava gruppi sportivi con il simbolo Edera del Pri di Giorgio La Malfa. Per il Pli operava il Centro sportivo educativo nazionale. Ed esiste perfino un Centri sportivi aziendali industriali della associazione di imprenditori Confindustria. Il Coni, che (grazie alla gestione del Totocalcio) introita 780 miliardi all' anno per occuparsi delle discipline olimpiche, continua a finanziare direttamente questi enti di promozione sportiva con una trentina di miliardi annui. Csi, Libertas, Uisp e Aics si dividono i contributi piu' ingenti (tra 5,5 e 3,2 miliardi annui), in sospetta coincidenza con lo spazio che i rispettivi partiti di riferimento s' erano conquistati in Parlamento. In piu' ogni ente controlla delle societa' sportive, a loro volta beneficiate da ulteriori contributi delle singole federazioni sportive (emanazioni del Coni) e da autorita' regionali, provinciali, comunali, enti pubblici e privati. Per una singola manifestazione promozionale, per esempio, il centro ricreativo Cartur Fiamma, collegato all' ente sportivo di estrema destra, prevede di ottenere quest' anno circa 1,3 miliardi da Regione Siciliana, Provincia di Messina, Comuni e sponsor vari. "Gli enti di promozione sportiva muovono somme di denaro ingenti in una quasi totale assenza di controlli e di trasparenza . dice il giornalista Renato Corsini, da anni denunciatore delle anomalie del Coni .. Come si fa a escludere a priori, quindi, che i miliardi ottenuti dal Coni e da altre fonti siano serviti a finanziare le attivita' di singoli politici o dei partiti a cui gli enti sportivi facevano riferimento? C' e' poi il mondo misterioso delle cosiddette "discipline associate", tipo il bridge o il tamburello, sempre finanziate dal Coni, dove i politici noti e meno noti abbondano". Al Coni, pur riconoscendo il legame tra gli enti di promozione sportiva e i partiti, assicurano la correttezza dei sistemi di assegnazione dei loro finanziamenti. "Siamo convinti di aver operato correttamente in tutti gli aspetti del caso Fiamma che ci riguardano . dice al Corriere il presidente del Coni Mario Pescante .. Il collegamento tra gli enti di promozione sportiva e i partiti del resto e' un fatto storico. Al Coni per primi ci eravamo posti il problema e avevamo chiesto disposizioni in proposito al ministero del Turismo e Spettacolo. In seguito ci siamo adeguati proprio alle disposizioni ministeriali. Siamo fiduciosi, quindi, sugli esiti dell' inchiesta della Procura di Roma". Il magistrato Misiani nell' ambito dell' indagine Fiamma ha pero' inviato avvisi di garanzia a Pescante, all' ex presidente del Coni Arrigo Gattai, all' attuale segretario generale Pagnozzi e ad alcuni funzionari tra cui Gianfranco Briani. In Procura s' e' diffusa la voce che per il vertice del Coni potrebbe essere chiesta perfino una sospensione sull' esempio di quella decretata il mese scorso dal Tribunale di Milano per il presidente dell' Enel Franco Viezzoli. Il caso del Fiamma nasce a fine ' 90, quando il suo presidente Giorgi, che era contemporaneamente dipendente del Coni presso la federazione dell' atletica leggera, fu inquisito per una serie di ammanchi miliardari e poi licenziato. Ma diventa clamoroso a causa delle polemiche interne al Msi tra i "duri" di Pino Rauti e l' ala moderata di Gianfranco Fini, che ha poi dato vita ad Alleanza nazionale. La spaccatura nell' ente sportivo in particolare avvenne dopo il commissariamento del Fiamma. Francesco Lo Giudice e i rautiani ne presero subito il possesso. I finiani di Alleanza nazionale nel ' 94 hanno dato vita all' Alleanza sportiva italiana (Asi). Secondo Lo Giudice, bloccando i finanziamenti al Fiamma e riconoscendo subito l' Asi, il Coni ha favorito l' ente sportivo vicino all' area Fini. Con dichiarazioni pubbliche, ha anche collegato la sparizione dei fondi nella gestione Giorgi a dirigenti di Alleanza nazionale come Giulio Maceratini, Maurizio Gasparri e Franco Servello. Questi lo hanno subito querelato, segnalando una serie di scivoloni giudiziari nel passato di Lo Giudice. "Tra il Fiamma e il partito c' era solo un collegamento ideologico . dice Gasparri .. Escludo flussi di denaro diretti a sostenere l' attivita' politica". Aggiunge Maceratini: "Il partito e qualche suo esponente hanno speso per il Fiamma e non certo ricevuto. L' inchiesta appurera' che tutto nasce e finisce negli ammanchi provocati da Giorgi. Non e' il primo gestore di enti sportivi ad appropriarsi della cassa. Basta informarsi negli enti sportivi delle altre aree politiche per trovare casi simili". Misiani intanto ha ordinato il sequesto di cinque miliardi del Coni, rivendicati dal Fiamma di Lo Giudice. E, nell' analisi del buco provocato da Giorgi (si parla di una dozzina di miliardi), la Guardia di finanza s' e' insospettita del ruolo giocato dalle finanziarie Safim (ex Efim), FinRoma e Bolefin (oggi controllate dalla Banca di Roma), che avrebbero anticipato i finanzialmenti del Coni a Giorgi senza troppe verifiche. In particolare la Bolefin, quando era della Bna del conte Auletta, avrebbe anticipato in un colpo ben 4,6 miliardi sull' ipotesi di finanziamenti del Coni ancora non approvati. Quali garanzie offriva Giorgi? "Sulle operazioni Bolefin Fiamma non abbiamo commenti", dice il portavoce della Bna, oggi controllata dalla Banca di Roma. "Oltre ai rapporti con esponenti di An e ai fondi neri, dal caso Fiamma potrebbero emergere risvolti di usura . dice Lo Giudice .. C' e' gente che ha in mano crediti relativi alla gestione Giorgi e non si capisce come li abbia accumulati". Un altro aspetto tocca il mondo dei servizi per le federazioni e le societa' sportive da cui potrebbero emergere rapporti anomali tra committenti pubblici e fornitori privati. Ma il dubbio piu' grosso e' perche' il mondo degli sport olimpici debba ancora rischiare di essere inquinato dalle degenerazioni dei politici. "Non c' e' dubbio che il collegamento tra partiti ed enti di promozione sportiva, che nella Prima Repubblica era accettato da tutti, oggi debba essere in qualche modo rivisto . ammette Maceratini .. Proprio il caso Fiamma e le strumentalizzazioni politiche che possono accompagnarlo ci indicano che e' il momento di ridiscutere il sistema dei finanziamenti pubblici allo sport".

Caizzi Ivo

Pagina 20
(19 giugno 1995) - Corriere della Sera


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