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CORSERA LOS ROQUES TRAGEDIA VITTORIO MISSONI UN LAMPO ACCECANTE POI L'AEREO E' PRECIPITATO IN MARE

LOS ROQUES 8 GENNAIO 2013 CORSERA.IT

Venezuela tragedia famiglia Missoni.Un lampo accecante poi l'aereo il Britten Norman  e' caduto in mare.Forse un lampo la causa della tragedia che ha fatto sparire nel nulla il bimotore su cui viaggiavano Vittorio Missoni,la compagna Maurizia Castiglioni,gli amici Elda Scalvenzi e Guido Foresti e i due piloti.Sull'areo dovevano viaggiare anche altri due amici Rosa e Beppe Scalvenzi che il destino ha preservato da una sorte crudele.La testimonianza di Beppe Scalvenzi e' molto chiara,il bimotore si e' infilato dentro un temporale,una palla di fulmini e pioggia.Poi non ne e' piu' uscito.

Anche credere ai “presentimenti” e al proprio “sesto senso”, poi, non è razionale eppure Beppe racconta: “Ho visto i fulmini, c’era un temporale. L’aereo si è infilato nella perturbazione e non ne è uscito più”. E, con il velivolo, sono spariti la sorella Elda e il marito Guido Foresti insieme a Vittorio Missoni e la compagna Maurizia Castiglioni.

Scalvenzi, dunque, non crede all’ipotesi di un dirottamento anche se la moglie, Rosa, continua a sperare in tal senso.  Domenica sera i coniugi Scalvenzi sono rientrati in Italia.

La famiglia Missoni, intanto, aspetta notizie con una speranza ormai appesa ad un filo. ”Hanno chiesto di non essere disturbati, abbiamo grande fiducia nelle autorità del Paese sudamericano” ha detto Paolo Marchetti, direttore generale dell’azienda che dalla sede di Sumirago (Varese) presidia le attività operative.

A far perdere le tracce del velivolo “deve essersi trattato di un evento improvviso e catastrofico”, che non ha dato tempo al pilota di segnalare l’emergenza, ha sottolineato l’ambasciatore Paolo Serpi. C’è un buco di tempo di due minuti tra quando il pilota ha chiuso il contatto con l’isola e il momento in cui doveva prenderlo con Caracas, ha ricordato il diplomatico, sottolineando “il massiccio dispiegamento delle forze” in una zona molto vasta. I mezzi venezuelani – ha aggiunto – puntano “in un’area dove potrebbe esserci stato l’impatto, con una profondità che è tra i 48 e i 54 metri”.

I lavori andranno avanti ancora ”per otto giorni” e, se necessario, anche oltre, ha precisato, sottolineando che anche la costa venezuelana viene controllata, “nel caso in cui arrivino dei rottami”.

 

 

CARACAS  -  C'è anche un esperto che ha diretto le ricerche durante l'emergenza della nave Concordia nel pool in partenza per Caracas per coadiuvare gli interventi dopo la scomparsa di Vittorio Missioni, la moglie e due amici, mentre erano in volo, venerdì scorso, sulla tratta Los Roques-Caracas. Si tratta del comandante dei pompieri di Nuoro Fabio Cuzzocrea, che ha diretto i nuclei dei sommozzatori nei drammatici giorni dell'incidente della Concordia. A Caracas andranno inoltre l'ammiraglio Giovanni Vitaloni - che seguirà anche la missione in partenza a fine mese per la ricerca dell'aereo scomparso nel 2008 - il vice direttore centrale delle emergenze dei vigili del fuoco Roberto Lupica, e l'esperto dell'Agenzia nazionale per la sicurezza al volo Mario Colavita. L'obiettivo del team, che dovrebbe rientrare in Italia all'inizio della settimana prossima, è quello di fornire supporto all'ambasciata italiana a Caracas e prendere contatto con gli esperti della protezione civile venezuelana e con le autorità locali che si stanno occupando delle ricerche.

Potrebbe essere il gps che era a bordo dell'aereo a rivelare, a breve, il destino del velivolo con a bordo Vittorio Missoni la moglie e una coppia di amici, scomparso a Los Roques, in Venezuela. Lo ha ipotizzato in una intervista a Radio Rai il generale di brigata Lorllys Ramos, capo della direzione generale prevenzione e investigazioni sugli incidenti aerei (Dgpiaa) del Venezuela, che sta coordinando le indagini.

"L' ipotesi che riteniamo sia la più concreta - ha detto Ramos - è che il velivolo sia precipitato in mare per cause che non conosciamo". Al momento, ha aggiunto, non si scarta del tutto l'ipotesi che il velivolo "per qualche ragione abbia perduto l'orientamento e abbia preso una rotta diversa andando a finire non sappiamo dove". "A tal proposito - aggiunge Ramos - a breve avremo le informazioni del gps che era a bordo: ci permetteranno di ottenere qualche elemento in tal senso e capire se dobbiamo riprogrammare e spostare le ricerche". L' ufficiale ha poi precisato che "queste sono le uniche ipotesi; per quanto riguarda quella del sequestro, finora - ha detto - non abbiamo alcun indizio che la possa appoggiare".

Al momento nulla sembra inoltre suffragare le ipotesi di un guasto tecnico o di un problema causato dalle condizioni meteo. "In base alle prime informazioni, sulle quali stiamo ottenendo conferme, l'aeroplano era in buone condizioni", ha precisato Ramos, e "il tempo era normale per questo periodo dell'anno, il cielo era quasi del tutto limpido. Abbiamo alcune segnalazioni, che non provengono da organismi ufficiali di meteorologia ma da osservazioni di alcuni testimoni, che parlano di limitate e parziali nuvolosità, condizioni che in ogni caso non erano affatto pericolose".

German Marchan, il 72enne pilota dell'aereo disperso venerdì con quattro italiani a bordo, voleva ritirarsi: lo afferma Alejandro Tovar, amico di Marchan e meccanico del velivolo, il quale assicura che il velivolo era "in buone condizioni". "Diceva sempre che voleva ritirarsi presto. L'anno scorso mi disse che sarebbe andato a riposarsi in una piccola casa in campagna di sua proprietà. Quando tre mesi fa lo vidi in aeroporto rimasi sorpreso: mi disse che voleva fare ancora qualche piccolo viaggio in più, poi basta", afferma Alejandro Tovar ai media locali. "L'aereo era in buone condizioni", sottolinea inoltre Tovar, escludendo quindi guasti meccanici o di altro tipo. Un altro amico di Marchan, il capitano Pablo Monroy, lo ricorda con affetto, precisando che "é sempre stato un eccellente amico e grande professionista".

Bisogna ''continuare a cercare, c'è sempre una possibilità ", ha detto al Tg2 Luca Missoni, fratello di Vittorio, che partecipa attivamente, da pilota, alle ricerche del relitto. Oggi si perlustreranno "altre zone - ha aggiunto - cercando di non pensare troppo alla realtà, che è quella che è ". "Qui ho trovato cordialità e serietà. Dobbiamo avere fiducia", ha aggiunto.  "Noi siamo fiduciosi" per quello che i venezuelani stanno facendo con atteggiamento "molto positivo". Luca Missoni si è detto convinto che le autorità locali "andranno oltre gli otto giorni" di ricerche previsti in questi casi, sottolineando che si sta cercando verso "tutte le piste possibili".

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