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LAZIO ELEZIONI REGIONALI MATTEO CORSINI MIR C'E' UNA COSA DA FARE SCENDEREMO NELLE BORGATE ROMANE E LE FAREMO RISORGERE

Roma 18 Gennaio 2013 Corsera.it

TOR BELLA MONACA ROMA.DEDICATO A DOMENICO E AD ANTONELLA.I MIEI MIGLIORI AMICI DI TOR BELLA MONACA.GRAZIE DELLA BELLA TORTA ALLE MELE CHE MI AVETE DONATO.MI DA LA FORZA DI CONTINUARE IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE.VI VOGLIO BENE.

DOMANI SABATO 26 GENNAIO 2013 APPUNTAMENTO A TOR BELLA MONACA CON I SIMPATIZZANTI DI MATTEO CORSINI PER LA NOSTRA MARCIA RIVOLUZIONARIA.

"C'E' UNA COSA DA FARE,SCENDERE NELLE BORGATE ROMANE,QUELLA PARTE DEL NOSTRO TERRITORIO ABBANDONATO A SE STESSO,CHE URLA IL DOLORE DELLA SFIDUCIA." MATTEO CORSINI MIR MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE CANDIDATO REGIONE LAZIO COLLEGIO DI ROMA.

L'Italia va alle elezioni,in queste ore la penisola e' scossa dall'energia vibrante della politica,della passione per la societa' civile,che molti manifestano a chiare note in lungo e in largo per il paese.La percezione e' quella del desiderio di mettere in piedi una grande rivoluzione sociale,politica e culturale nel paese,scosso dagli scandali dell'ultima edizione del governo di Silvio Berlusconi.Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e' la grande clava con la quale il popolo ha inteso procurarsi il varco per cambiare tutto davvero,smantellare la vecchia struttura dei partiti politici,che fino a ieri si sono divisi la scena pubblica.Il disordine e' totale,la popolazione si coagula a macchie e in forma astratta,perche' tutti sanno che le prossime elezioni sono terra di nessuno,il punto da cui ricominciare a sperare e sognare.Tutti sanno,vecchie e nuovi politici, che si apre una fase nuova nella politica italiana,una fase di non ritorno sulle vecchie posizioni.I vecchi volti della politica scompariranno,dovranno rimanere dietro le quinte,a fare da spettatori.L'indignazione tra la gente dilaga,ne ha ormai preso cuore e mente,e il fenomeno del disgusto e della nausea la fa da padrone,senza alcun rimaneggiamento.La politica oggi in Italia e' innanzitutto antipolitica,antitutto.Eppure,in questa melassa,nel frullatore degli spasmi politici,la gente di tutti i giorni cerca ordine al caos,tranquillita' e sicurezza,difronte ai fenomeni piu'....

variegati della politica che cerca di ritrovare un indirzzo plausibile per far sopravvivere se stessa.Ma il contrasto tra la popolazione e la politica e' evidente,ineluttabile.La politica oggi non puo' sottrarsi alle istanze dei cittadini e non puo' che cercare di assecondarle,pareggiarle,darne forza.Lo specchio del dramma collettivo italiano e' la frantumazione del bipolarismo,perche' ormai ognuno corre per se stesso,cercando di raccogliere quello che puo',sperando di non morire,come nel caso dei vecchi volti o delle vecchie volpi della politica italiana.Il disgusto segna questa fase sociale del popolo italiano,si cerca di guardare negli occhi chi ci rappresentera' nelle pubbliche amministrazioni.Si cerca di guardare lontano,cercando di mettere ordine alla pirotecnica offerta politica.Non si sa dove andare,cosa fare,dove colpire.Al disgusto c'e' la sensazione dell'abbandono e della solitudine,di quella lontananza tra realta' di tutti i giorni e la politica dei palazzi.

Si cerca di guardare lontano con rigore,si cerca di trovsare un argine alla corruzione,al dilagare del qualunquismo e del populismo.Il centro del tavolo e' bucato e ci cade dentro di tutto,anche la protesta.Ma c'e' da continuare a mangiare,continuare a bere,continuare a guardare avanti per il futuro dei figli e delle famiglie italiane,messe a dura prova da questa crisi economica.

Ma c'e' una cosa da fare,rimettere insieme i cocci di questa frantumazione,della nevrosi da antipolitica.C'e' una cosa da fare,ricostrruire i futuro,rimettere in ordine i quartieri,ridare un senso alla vita di tutti i giorni.C'e' una cosa da fare,pensare al territorio,alle imprese,ai negozianti,ai lavoratori,agli operai,alle scuole,alle famiglie,ai bambini.C'e' una cosa da fare arginae il senso di abbandono e di solitudine.C'e' una cosa da fare,ricostruire l'unione di un popolo disorientato.Tornare a far sognare la gente che vive nelel borgate,milioni di persone finite nel budello nero della centrifuga del malessere sociale.C'e' una cosa da fare,salvare i negozianti dalla crisi,salvare le imprese,salvare la gente dalla tortura del rigore fiscale.C'e' una cosa da fare,unirsi agli altri,capire che dobbiamo crescere insieme,lasciandoci indietro il passato.

 

 


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