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CORSERA ESTERI MARO' IL LIETO FINE NON C'E' STATO LA LORO SORTE APPARE COMPROMESSA

Marò. Il lieto fine non c’è stato. Corsera magazine ne dubitava. I due fucilieri lasciano il Kerala per New Delhi ospiti verosimilmente dell’ambasciata d’Italia presso la Repubblica federale dell’Unione Indiana. L’alta Corte di New Delhi ha deciso. La giurisdizione non è né dello Stato del Kerala né dello Stato italiano. E’ di un’entità giuridica conosciuta in Italia durante il fascismo. Tribunale speciale. La sorte dei marò appare compromessa. Allo stato dei fatti rischiano la condanna. Il governo indiano non intende cedere su di una linea politica avviata sin dall’inizio della vicenda. Rischiano anche la vita. E’ una subordinata. Non si può scartare il pericolo di un attentato. C’è un odio sottile nei confronti degli italiani alimentato dai partiti nazionalisti. Lo si è potuto palpare durante la permanenza dei marò nel Kerala. Il compito di proteggerli è dei servizi segreti militari. L’ambasciata ...

è un luogo sicuro, almeno dovrebbe esserlo. Extra moenia no. Il governo italiano deve trovare una via d’uscita. Creare un incidente diplomatico con il governo indiano nominando i due marò addetti militari presso la nostra ambasciata acquisendo il rango di rappresentanti dello Stato italiano. Con la copertura diplomatica i marò sono sottratti alla legge penale in aderenza alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. “ Sono immuni dall’azione penale i capi e i rappresentanti di Stati esteri e i consoli”. La controversia sulla giurisdizione cadrebbe automaticamente. Inevitabile l’incidente diplomatico e il mal di pancia del l’ambasciatore indiano a Roma.

C’è da salvaguardare la vita dei soldati italiani, La credibilità internazionale dell’Italia . L’ordinamento giuridico indiano non appare autonomo e  indipendente dal governo centrale e dalle pressioni esterne dei partiti politici e sensibile all’opinione pubblica prevalente. La diplomazia italiana durante gli 11 mesi di permanenza dei fucilieri nel Kerala si è comportata in modo maldestro e vagamente vigliacco. Il presidente del consiglio Monti ha dedicato scarsa attenzione alla vicenda.Il ministro degli esteri è un diplomatico di carriera. Non ha avuto la copertura politica indispensabile in  certi frangenti diplomatici. Latitante il Parlamento. Non c’è da scherzare. L’India è un paese insidioso per gli stranieri.

Altrettanto sconcertante e censurabile il comportamento della Procura della Repubblica di Roma.L’obbligatorietà dell’azione penale è stata rispettata con l’interrogatorio dei marò durato cinque ore in zona cesarini. Sulla scorta degli accertamenti della polizia indiana i fucilieri sono accusati dell’uccisione di due pescatori. Accusa da dimostrare.Allo stato dei fatti risultano indagati. E’ sorprendente che il Procuratore Pignatone li abbia lasciati liberi evitando di prendere alcun provvedimento restrittivo. La magistratura è un ordinamento autonomo e indipendente.In questa vicenda ha abdicato.

Renato Corsini.

 


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