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LAZIO MATTEO CORSINI MIR NICOLA ZINGARETTI OCEAN'S TWELVE COME TI SBANCO IL CASINO' DELLA PROVINCIA

ROMA 13 FEBBRAIO 2013 CORSERA.IT

MATTEO CORSINI MIR MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE CANDIDATO REGIONE LAZIO OGGI IN DIRETTA TV ALLE ORE 19.15 SU TELEROMA 56.GUARDA LA DIRETTA E CHIAMA PER PARLARE CON MATTEO CORSINI.

NICOLA ZINGARETTI OCEAN'S TWELVE,COME TI SBANCO IL CASINO' DELLA PROVINCIA.

IMMAGINA,E' LA PAROLA CHIAVE CHE CONTRADDISTINGUE LA CAMPAGNA ELETTORALE DI NICOLA ZAINGARETTI.IMMAGINAZIONE COSI' ARGUTA, CHE HA CONDOTTO IL CANDIDATO ALLA REGIONE LAZIO DEL CENTROSINISTRA,A FIRMARE UN CONTRATTO DI LAVORO CON IL COMITATO PROVVISORIO DEL PD LAZIO,PER UNA SOMMA STRATOSFERICA DI 9 MILA EURO AL MESE,PER POI VEDERSI RIMBORSARE I CONTRIBUTI DALLA PROVINCIA,COME DEL RESTO PREVEDE LA LEGGE.IMMAGINA DUNQUE COME E' BELLO SENTIRSI MILIONARI,COME BELLO FARSI CULLARE DA UNO STIPENDIO D'ORO.

LAZIO ELEZIONI REGIONALI NICOLA ZINGARETTI FINISCE NEL FRULLATORE DELLO SCANDALO MEDIATICO,A CAUSA DEL DOPPIO STIPENDIO PERCEPITO DALLA PROVINCIA,IN QUALITA' DI PRESIDENTE E IL LAUTO APPANNAGGIO DI 9 MILA EURO AL MESE,VERSATO DAL COMITATO PROVVISORIO DEL PD LAZIO.PROPRIO COME GIANNI PETRUCCI,IL RE DEI BATMAN DELLO SPORT,ANCHE NICOLA ZINGARETTI MOSTRA FAMILIARITA' CON GLI INCARICHI ISTITUZIONALI.UN BATMAN,CHE NELL'ACCEZIOME ORMAI NOTA,DESCRIVE QUEL CITTADINO DIVENTATO POLITICO,CHE SI APPARECCHIA RIMBORSI E STIPENDI A CARICO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,SOLDI,SEMPRE SOLDI DEI CONTRIBUENTI.UN BATMAN,UN SUPEREROE,CHE RIESCE A TRARRE PROFITTO E LAUTE RICOMPENSE A CARICO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.OCEAN'S TWELVE RACCONT DI COME UN GRUPPO DI INDIVIDUI,DECIDE DI SBANCARE UN CASINO'.PER I POLITICI DI PROFESSIONE,LO STATO RAPPRESENTA IL CASINO',SBANCARLO E' UNA PROFESSIONE,ANZI UN RITO,UN SISTEMA SU CUI REGNA LA MALAGESTIO DELLA POLITICA SENZA VERGOGNA.

COME MAI IL COMITATO PROVVISORIO DEL PD LAZIO HA FIRMATO UN CONTRATTO DI LAVORO A QUELLA CIFRA IPERBOLICA,PROPRIO IL GIORNO PRIMA CHE IL NOTO ZINGARETTI,ANNUNCIASSE LA SUA CANDIDATURA ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI ROMA?

A NICOLA ZINGARETTI PIACCIONO LE SPESE FOLLI,COME QUELLE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE.

E' di nuovo polemica rovente fra i radicali e Nicola Zingaretti. Giuseppe Rossodivita, capogruppo alla regione Lazio e candidato presidente della lista Amnistia giustizia libertà alla prossime elezioni, ha presentato un esposto alla procura di Roma a nome di Marco Pannella. L’ipotesi, riporta il Corriere, «è che alcuni di loro avessero congegnato un meccanismo truffaldino a danno dell’ente, ossia che si fossero fatti assumere poco prima dell’elezione da società compiacenti (anche di parenti) che mai avrebbero pagato i loro stipendi in caso di elezione. Infatti la legge sugli enti locali prevede che il consigliere possa richiedere alla Provincia il rimborso per il mancato guadagno derivante dall’impegno di consigliere».

Zingaretti «sarebbe stato assunto dall'associazioneComitato Provvisorio Pd Lazio, retribuzione 8 mila euro mensili, proprio il giorno prima del 16 febbraio 2008, data in cui comunicava la sua candidatura a presidente della Provincia - dichiara in una nota Maurizio Berruti, consigliere Pdl di Roma Capitale -. Potenza del caso: un contratto a tempo indeterminato proprio il giorno prima della candidatura. E con una elezione a consigliere scontata che, per la legge sugli enti locali, implica il rimborso a vantaggio del datore di lavoro dei mancati guadagni proprio da parte di Palazzo Valentini».

«Il Presidente della Provincia da sempre non riceve un salario, ma un'indennità di carica fissa di circa 5mila euro al mese, come previsto dalla legge», ha replicato in una nota Zingaretti, annunciando una querela per diffamazione contro i radicali.

«L'ente rimborsa esclusivamente i contributi previdenzialiagli eventuali datori di lavoro degli eletti, nulla a che vedere con il meccanismo dei rimborsi degli stipendi dei consiglieri provinciali - continua il candidato presidente della regione Lazio -. La mia dichiarazione dei redditi è sempre stata online sul sito internet della provincia di Roma e la questione oggi sollevata dal Partito Radicale sulla stampa è già stata oggetto di una risposta esauriente ad un'interrogazione del gruppo consigliare Pdl della Provincia di Roma in data 2 aprile 2009». «Nella vicenda sollevata non c'è alcunché di anormale né, tanto meno, alcunché di illegale», ha aggiunto Zingaretti. 

«L'iniziativa del Partito Radicale si prefigura quindi come un osceno tentativo di discredito di una persona perbene, una macchina del fango in piena campagna elettorale - dice ancora l'esponente del Pd -. Per questo ho dato mandato ai miei legali di presentare una querela per diffamazione. Rimane il rammarico che una storia di identità e di battaglie politiche e civili, come quella del Partito Radicale, venga rovinata da una pagina così falsa, strumentale e vergognosa». 

«Credo che ci voglia un chiarimento molto serio. Se non è una truffa, Zingaretti deve denunciare i radicali», ha scritto su Twitter il candidato presidente del centrodestra alla Regione, Francesco Storace. «È una vicenda abbastanza imbarazzante e antipatica. Vorrei evitare di cavalcarla peró lui deve essere un po' più chiaro. Io voglio porre alcune questioni e sapere se ho davanti un competitore che quando parla di legalità e trasparenza fa sul serio», ha poi aggiunto Storace. «Certo emerge che Zingaretti non ha mai lavorato un giorno in vita sua». «Dimostri senso di responsabilità e chiarisca immediatamente», dichiara in una nota anche Luca Gramazio, capogruppo Pdl di Roma Capitale. 

«Zingaretti faccia uno sforzo di immaginazione: sia serio e chiarisca. Si è fatto davvero assumere dal Pd a tempo indeterminato per arraffare contributi a spese della Provincia? La denuncia dei Radicali riportata dal Corriere.it è vera o no? Lo stipendio ce l'ha: paga il Pd. O la Provincia?», aggiunge Ugo Cassone, consigliere Pdl di Roma Capitale.

«La polemica sollevata su Nicola Zingaretti è veramente assurda. L'attacco dei nostri avversari è frutto della disperazione per l'imminente sconfitta, ma arrivare ad inventare accuse prive di fondamento, è follia», replica in una nota il segretario del Pd del Lazio, Enrico Gasbarra. «La situazione lavorativa e previdenziale di Zingaretti è trasparente e legale come è stato ben chiarito. Capisco che si è a corto di proposte e di idee per risolvere i problemi delle persone, ma si metta fine al festival delle bugie con cui, come noto, si conquistano querele e non voti. Questo metodo di confronto politico - conclude Gasbarra - è lontano da noi e dai cittadini».

«Il Pd di Roma esprime la sua solidarietà a Nicola Zingaretti per la vergognosa macchina del fango che i radicali e i loro amici del Pdl stanno montando ai danni del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio - dichiara in una nota il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli -. La querela per diffamazione di Zingaretti serve a chiarire che si tratta di una montatura basata sul nulla. Un tentativo disperato che smaschera la pochezza delle argomentazioni dei nostri avversari. Con Zingaretti alla Regione cambierà tutto. Per questo hanno paura». 

«Rovistare negli armadi di Zingaretti per trovare quello che non c'è, né ci può essere, è una mossa da disperati. Poi dallo schieramento che negli anni ha prodotto Lady Asl, interrogazioni taroccate e Fiorito non si accettano prediche. Infilarsi sulla scia di un radicale tignoso, non è un bello spettacolo», ha replicato in una nota Riccardo Agostini, candidato Pd alla Regione: «Ora arriva Rossodivita che invece della via della seta, imbocca deciso la via del fango. Bene ha fatto Zingaretti a presentare denuncia per diffamazione. Questo campione della trasparenza sarebbe il caso prima di puntare il dito verso chiunque e sopratutto verso Nicola, di guardare con maggiore attenzione tra le sue carte. Ho idea che ci siano cose non dette: come capogruppo ha affidato consulenze legali per 24mila euro. Siccome è avvocato sarebbe utile chiarisse se c'è stato un qualche conflitto d'interessi. In merito non ha mai dato spiegazioni anzi è stato sempre stranamente evasivo».

«Quereleremo Zingaretti per diffamazione in relazione alla sua nota di stampa titolata “Querelo i radicali per diffamazione. Falso vergognoso sui miei contributi”, poiché non c’è alcun falso questa è diffamazione e, un minuto dopo ricevuta la querela per diffamazione, denunceremo Zingaretti per calunnia che è il reato che punisce chi incolpa falsamente taluno di un reato sapendolo innocente», contro-replica in un comunicato la lista Stampa della LIsta Amnistia Giustizia LIbertà. «In tutto questo il sig. Zingaretti, lavoratore dipendente subordinato a tempo indeterminato di un Comitato Provvisorio non ha ancora spiegato qual’era il suo precedente stipendio coi DS, se ha mai lavorato per il suo nuovo datore di lavoro, quanti giorni, con che mansioni e perché ha ritenuto, da Parlamentare Europeo in carica, di dover sottoscrivere un contratto di lavoro il giorno prima di accettare la candidatura a Presidente della Provincia con la coalizione di centrosinistra che gli avrebbe assicurato quantomeno una elezione certa quale consigliere provinciale, se è vero che in forza di quel contratto e delle norme di legge in vigore la Provincia di Roma ha versato al Comitato Provvisorio del Pd Lazio i contributi assicurativi, previdenziali, assistenziali e le quote di Tfr».

Rossodivita ha poi replicato anche ad Agostini. «E ora ci tocca pure sciropparci Riccardo Agostini, il nuovo che avanza in Consiglio Regionale, cioè il fidatissimo capo segreteria di Montino. Cosa dovrei spiegare sulle consulenze, cosa insinua Agostini, lo dica chiaramente e stia pronto a prendersi anche lui una rapidissima querela. Riccardo Agostini sa benissimo quanti soldi sono stati dati ai consulenti legali del gruppo - civilista, penalista, amministrativista ed esperto in procedimenti di infrazione davanti all’Unione Europea che nulla hanno a che fare col mio studio - perché noi i nostri bilanci li abbiamo pubblicati. E certo non son cifre paragonabili a quelle richieste - non sappiamo se pagate o no - dai legali che, nominati dalla giunta del centrosinistra a guida Marrazzo/Montino per difendere la Regione in un discutibile arbitrato, quale quello sulla Roma-Latina, han depositato una parcella da 15milioni di euro!». «Votate Riccardo Agostini, il nuovo che avanza! Ma poi non vi lamentate più», conclude Rossodivita.

«In ordine cronologico: Zingaretti, Scardaone (PSI), Miccoli, Meta, Morassut, Agostini, Pedica, Patanè, salvo altri, hanno attribuito ai Radicali di essere ‘diffamatori’, di aver messo all’opera una ‘macchina del fango’ ad uso del centrodestra e altre varie amenità senza aver risposto agli interrogativi che pone la banalissima vicenda», afferma poi ancora un comunicato della lista Amnistia Giustizia Libertà. «A tutti loro lanciamo una sfida, qualora volessero evitare di nascondersi dietro le lentezze della giustizia italiana: deferiamo, come prevede il codice, il giudizio sulla verità del fatto ad un Giurì d’Onore. Giudizio immediato, lo facciamo pubblico e trasparente, documenti alla mano. In questo caso ci accontenteremmo della semplice verità. Ci state?».

Il flash mob. Alcuni militanti di destra oggi hanno inscenato un flash mob lanciando banconote finte davanti al comitato elettorale di Zingaretti. 

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