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ELEZIONI CHICAGO BOOTH OSCAR GIANNINO IL FALSARIO JOHNNY STECCHINO SULLA VIA DEL DECLINO

ROMA 20 FEBBRAIO 2013 CORSERA.IT

OSCAR GIANNINO HA ORMAI QUASI TUTTO DI JOHNNY STECCHINO,UN FALSARIO CHE SI AVVIA VERSO IL DECLINO.OSCAR GIANNINO E' ORMAI CELEBRE COME QUEL JOHNNY DI ROBERTO BENIGNI,SFOGGIA COME LUI,GLI STESSI ABITI DA GANGSTER ANNI '30.COME LUI SI TRASCINA DIETRO LA SAGOMA OBLIQUA, ONDEGGIANTE,CHE SI RIFLETTE NELLA SUA OMBRA SUL MURO,PROPRIO COME UN FUMETTO.

OSCAR GIANNINO AMAVA LA CIVITTERIA DI BAFFI E BARBA ALL'AUSTRIACA,LO RENDEVANO AUSTERO,QUEL DINOCCOLATO PENSATORE DAL RICETTARIO MAGICO IN ECONOMIA,QUASI FOSSERO USCITE NON SI SA DA QUALE ALMANACCO POLVEROSO RINVENUTO NELLA BIBLIOTECA DI HOWARTS.

OSCAR GIANNINO CHE IMPARITIVA LEZIONI AL MONDO,PROFERENDO MASSIME E PAROLE DA BLASONATE EMITTENTI RADIOFONICHE E RETI TELEVISIVE.UNA SORTA DI STREGONE DELL'ECONOMIA FAI DA TE,UN DRUIDO MAGICO.MA PER L'OCCHOI INESPERTO DEGLI ITALIANI ANDAVA PIUTTOSTO BENE.

OSCAR GIANNINO UN PERSONAGGIO ATIPICO,TANTO DA MERITARSI DAL NOSTRO GIORNALE,L'APPELLATIVO DI ERETICO.IN REALTA' OSCAR GIANNINO, AL SECOLO JOHNNY STECCHINO, VIVE ALL'INTERNO DI UNA TEMPESTA E, COME IL PERSONAGGIO INTERPRETATO DA ROBERTO BENIGNI,NON SA COME LIBERARSI DA SE STESSO,DAL SUO DOPPIONE,DA QUEL MENTORE,CHE LO HA INGANNATO,DA QUELL'OMBRA FASTIDIOSA CHE LO SEGUE SEMPRE E CHE POI LO INTERROGA,ANZI,ALLE VOLTE GIRA AL CONTRARIO PERDENDOSI IL PROPRIO CORPO.OSCAR....

GIANNINO IN POCHI ISTANTI DIVENUTO LA BARZELLETTA ITALIANA,IL VANTO DI UN CURRICULUM ACCADEMICO INESISTENTE,NON SOLTANTO PER IL MANCATO MASTER IN ECONOMIA ALLA CHICAGO BOOTH,MA PERCHE' SONO FALSE ANCHE LE DUE LAUREE SFOGGIATE PUBBLICAMENTE SUL SUO CURRICULUM.MI TORNA IN MENTE IL PRIMO TITOLO DEL CORSERA.IT, CHE GLI DEDICAMMO: OSCAR GIANNINO COME TI ADESCO L'ELETTORE CON IL BUNGA BUNGA DELLE MIE MILITANTI DI PIAZZA EUCLIDE.UNA SORTA DI PRESAGIO,UNA RICCA ANTICIPAZIONE DEL PERSONAGGIO CHE SAREBBE DIVENUTO IN POCHI MESI.IL BUNGA BUNGA PER ADESCARE L'ELETTORE,VALE ANCHE PER IL  BLASONATO CURRICULUM ACCADEMICO,CON IL QUALE  HA ADESCATO MILIONI DI ITALIANI,REALIZZATO CONTRATTI CON RICCHI EDITORI,GUADAGNO SOLDI A PALATE.UNA COMPETENZA PROFESSIONALE IN ECONOMICA,SBANDIERATA COME FRUTTO DI STUDI PROFONDI E IMPEGNATIVI,AL CONTRARIO FRUTTO DI IMPARAMENTI MNEMONICI,LETTURE TARDIVE,IMPEGNI SERALI SOTTO IL LAMPADARIO DELLA CAMERA OSCURA.CHE COSA HA DENTRO LA TESTA OSCAR GIANNINO,CHI E' DAVVERO QUESTO GANGSTER DA FUMETTI,SOLDATINO DI CRISTALLO FINITO IN FRANTUMI,CHE ANCORA LO IMMAGINIAMO CALCARE IL PALCOSCENICO ORMAI SPENTO DI UN TEATRO DI PERIFERIA,QUASI COMPARSA SBIADITA DI UN CAROSELLO DI CLOWN.

 

 

Lo scandalo dei falsi titoli porta Oscar Giannino alle dimissioni da presidente del movimento Fare per fermare il declino. Al suo posto l'avvocato Silvia Enrico. «Oscar Giannino rimane il candidato premier di Fare per fermare il declino»: lo ha detto la neopresidente del movimento, Silvia Enrico al termine della direzione nazionale. «La decisione sulle sue eventuali dimissioni se eletto, la prenderà dopo le elezioni», ha aggiunto.

Giannino non solo non ha conseguito il Master a Chicago, ma non è neppure laureato. Le due lauree inserite nei curriculum sono false, inventate, inesistenti. Per Oscar Giannino, è stato uno sgambetto sull'ultimo metro. «Dimissioni irrevocabili da presidente in direzione»: così ha annunciato su Twitter la sua decisione di lasciare il vertice del movimento. «I danni su di me, per inoffensive ma gravi balle private, non devono nuocere a Fare», scrive sempre su Twitter Oscar Giannino.


E la denuncia del cofondatore del movimento Luigi Zingales sul master fasullo a Chicago rischia di rovinare la campagna elettorale di Fare a pochi giorni dal voto. Così Giannino ha convocato per oggi la direzione del partito, dove si presenterà dimissionario e offrirà di rinunciare al seggio se eletto. Poi, ammette di aver fatto un errore  a vantare un master universitario mai sostenuto e chiede scusa. Ma chi lo conosce bene giura che nel corso della direzione (che potrebbe slittare) cercherà di farsi legittimare di nuovo dai suoi e di serrare le fila in vista della battaglia finale. Intanto oltre a Zingales si parla di altre uscite dal partito e si fa il nome di Alberto Alesina. Il giorno più nero per il fondatore di Fare comincia con una battuta di Berlusconi alla radio: «Giannino è andato a Chicago a prendersi una laurea che si era perso». Il giornalista-candidato poi affermerà: «Sono disponibile a qualsiasi tipo di soluzione, anche a sparire se la mia credibilità offusca quella di Fare. Mi presenterò alla direzione come dimissionario. La trasparenza sia un impegno per tutti: mi presenterò dicendo che se sarò eletto, se voi siete d'accordo, rinuncio al seggio». Giannino si cosparge il capo di cenere («è un grave errore, di fronte al quale devo chiedere scusa a tutti») e fornisce la sua versione. A Chicago nel '94 ha frequentato solo delle lezioni private di lingua inglese. La storia del master secondo lui è nata su internet, forse perché ha sempre detto che il suo riferimento è la scuola economica di Chicago. Lauree e master alla prestigiosa Booth University (quella dove insegna Zingales) sono finite su Wikipedia, da dove uno stagista le ha copiate: «La mia colpa è non essermi accorto di tutto questo». Già, ma su Repubblica Tv ha detto di avere fatto il master a Chicago... «L'errore è stato quello di parlare di master e non di corso», risponde. CACCIA AI VOTI. Quanto vale in termini elettorali Oscar Giannino? E gli eventuali voti in uscita dopo la gaffe del master potrebbero essere decisivi, ad esempio, in Lombardia? La caccia a quei voti è partita.  Berlusconi ha spesso attaccato Giannino, all'insegna del voto utile come in Lombardia, dove centrosinistra e centrodestra sono alla pari, e i voti a Fare, nella logica del Cavaliere, sarebbero sottratti alla sua coalizione e quindi «favorirebbero la vittoria della sinistra». Negli ultimi sondaggi Fare veniva accreditato tra l'1% di Ispo e Euromedia all'1,7%/1,8% di Swg e Ipsos. Percentuali basse ma che in alcune regioni potrebbero essere decisive per il Senato. Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo frena: «Non si può sapere a chi andrebbero i voti di Giannino, perché si tratta di cifre minimali difficilmente rilevabili dai sondaggi. Una parte rimarrebbero nel Movimento e il restante si disperderebbe, ma non andrebbe certo a Berlusconi».


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